sabato 11 settembre 2010

Sfacelo nelle Scuole. Amianto e tumori. La Gelmini disinteressata

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Abbiamo letto da quasi due anni ogni genere di notizie sullo sfacelo in cui la Gelmini, ministra della D-Istruzione, sta gettando Scuola Pubblica e Università. Abbiamo visto che questa tipa rifiuta ogni contatto e dialogo con i rappresentanti degli insegnanti, degli studenti e con i sindacati, con la scusa-beffa che questi sarebbero "politicizzati", quando la strumentalizzata è lei, messa in quella poltrona per distruggere la Cultura, l'occupazione favorendo le scuole private che sono la fucina dell'ignoranza e del pensiero pilotato.


Nuove testimonianze arrivano ora sui fondi stanziati dal ministero per gli interventi strutturali, fondi che pare siano svaniti in una bolla di sapone. La Beata Ignoranza aveva promesso un miliardo di euro per l'edilizia scolastica: noccioline (rispetto a quanto sarebbe servito), ma almeno qualcosa ci sarebbe dovuto essere. Questi soldi sarebbero dovuti passare dallo Stato agli enti locali (le Province per gli istituti superiori, i Comuni per le strutture dell’obbligo), ma sono svaniti nel nulla.

L'allarme è stato lanciato da uno dei massimi esperti di edilizia scolastica a livello internazionale, l’architetto Giorgio Ponti, che opera presso l'OCSE: "Metà degli edifici scolastici italiani non dovrebbe nemmeno aprire", date le condizioni di degrado in cui versano da tanto tempo. Nel 1996 Ponti era consulente del sottosegretario alla Pubblica istruzione Nadia Masini, che aveva stanziato 4 miliardi di euro per l'edilizia scolastica, grande merito del governo Prodi. Poi più niente, il dentro destra se n'è infischiato.

Si è fatto allora un conteggio di quanto occorrerebbe per sistemare alla bella e meglio la situazione oggi, e la cifra si aggira sui 20 miliardi di euro, perché nessuno dei governi del centro destra ha messo mano al portafoglio per risolvere questa situazione, lasciando che questa degenerasse.

Ma uno degli aspetti più allucinanti è che molte scuole sono imbottite di fibre di amianto, il che significa un caldo allucinante nei mesi vicini all'estate, un freddo insopportabile nel periodo invernale, ma soprattutto: l'amianto è cancerogeno! Eppure ci sono 2.400 istituti con tetti, muri, palestre costruiti con amianto. Vi farebbe piacere sapere che i vostri figli vanno a scuola per prendere il cancro? Eppure la realtà è questa!

I 358 milioni di euro annunciati in primavera per l'edilizia scolastica (e quindi anche per liberare le scuole dall'amianto) non ci sono più: sono stati fagocitati dall'ultima Finanziaria e spostati altrove, come se al governo e alla Gelmini non interessasse che gli studenti italiani contraggano questa grave malattia. Ci sarebbe da ricostruire gli edifici in cui siede il governo proprio con l'amianto e chiuderci dentro questi delinquenti buttando via la chiave!

L'amianto, comunissimo negli anni del boom economico, con le sue polveri provoca tumori all'apparato respiratorio. Il Messaggero ha citato alcune delle scuole tuttora non bonificate secondo un dossier ministeriale che non si trova più. Fra queste il prestigioso liceo romano Tasso, la media Bitossi a Balduina sempre nella capitale. Sono 34 le scuole toccate a Milano, mentre a Torino si registra la situazione forse più difficile. Qui la Procura sta indagando sulla morte di ben 27 insegnanti nel sospetto che siano legate al contatto con l'amianto. A partire da Domenico Mele, maestro in pensione della "Don Milani" morto per un tumore, che due anni fa parlò con i magistrati ricordando i lavori di bonifica svolti mentre in classe continuavano le lezioni.

Il tutto nel silenzio dei vari Minzolini, Fede, Feltri o Belpietro, sempre bravi a inventare cretinate invece di fare giornalismo.

I Comuni più delle Province oggi sono nelle condizioni di alzare bandiera bianca. "Non hanno più un euro da investire – dice sempre l’architetto Ponti – soprattutto ora che gli hanno tolto anche i soldi dell’Ici. Le risorse derivanti dagli oneri di urbanizzazione? Con la crisi che stanno attraversando le imprese che fanno edilizia, si tratta di una vera chimera. Oggi i Comuni non sono nemmeno in grado di pagarsi un consulente che li aiuti a capire in che stato sono gli edifici scolastici e indicare le soluzioni da adottare". Per questo non si capisce come Mariastella Gelmini continui a ripetere che l’anno scolastico si aprirà senza problemi. A meno che garantire la sicurezza delle scuole per lei non rappresenti un problema.

Non viene anche a voi voglia di dirle qualcosa di davvero carino?

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