venerdì 1 ottobre 2010

Cappellacci e PDL sardo nel caos

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E venne il giorno in cui il governatore/podestà Ugo Cappellacci perse le staffe. Il niente che ha dato alla Sardegna, contrapposto alla nuova normativa pro-Villa Certosa e pro-cemento (il proprietario di Videolina e l'Unione Sarda andava ringraziato, per la campagna elettorale amichevolmente concessa), ha prodotto solo malcontenti e bisticci intestini alla maggioranza. Una maggioranza da subito traballante, basti pensare al fatto che per costituire questa maggioranza il PDL ha dovuto fare un "accordo programmatico" con un EX partito di sinistra, il PSD'AZ (e altri gruppetti minori con la colla sotto i pantaloni), e tutto è chiaro.

In quest'ultimo periodo Cappellacci (del quale si è parlato più per le amicizie nella P3 e le questioni giudiziarie che per l'attività politica a favore della Sardegna) ha tentato, a suon di vertici di maggioranza, di tappare i buchi del malcontento politico di amici di partito e alleati, ma non ha mai cavato un ragno dal buco. A questo malcontento interno alla maggioranza poi si è aggiunto il malcontento di noi sardi, che non abbiamo visto niente di concreto e soprattutto valido per la nostra isola, come per esempio (caso più eclatante) da parte di Maria Lucia Baire, Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, che ha lasciato nello sfacelo le scuole sarde, senza proteggere dagli scempi della riforma Gelmini soprattutto quelle piccole, che stanno chiudendo (le realtà locali non sono gestibili a suon di tagli). E infatti la Baire e Cappellacci non hanno capito niente, o forse si sono proprio disinteressati del reale problema delle scuole. Ma anche la politica nel settore agro-pastorale-caseario è stata imbarazzante: la giunta Cappellacci ha raccolto solo critiche da parte di un settore produttivo che è il più importante dell'isola (più del turismo, Ugo, ficcatelo in testa), il quale è alla canna del gas.

Precisato questo, ricordiamo che il teatrino del rimpasto della giunta va avanti da questa estate, e non ha mai prodotto risultati concreti: tutti scontenti e attaccati alle poltrone del dolce far niente di utile per la Sardegna, eppure gli stipendi percepiti sono fra i più alti d'Italia (vedi QUI).

Cappellacci, che è sempre volato dal capo a chiedere lumi per ogni questione che doveva affrontare, alla fine ha deciso per la soluzione estrema: a casa i consiglieri. Questo perché prima dell'ultima riunione di maggioranza Psd'Az e Riformatori hanno firmato un documento di protesta (hanno detto che si sentono "inutili", i poverini...), dicendo che non avrebbero partecipato a questa riunione.

Al termine di questa riunione monca gli assessori hanno capito che il loro fine settimana non sarebbe cominciato. Cappellacci li ha convocati per le 21 a Villa Devoto, riaperta da poco per gli impegni istituzionali del presidente, dove comunicherà a tutti che a breve (forse già questa mattina) ritirerà le deleghe a tutti quanti, azzerando la giunta. Per la verità non erano presenti tutti gli assessori. Secondo indiscrezioni all'incontro non avrebbero potuto partecipare, guarda caso, il vice presidente Sebastiano Sannitu (Riformatori), l'assessore Angelo Carta (Psd'Az) e Liliana Lorettu (Udc). Forse già questa mattina si sapranno le prime decisioni di Cappellacci sulla nuova giunta. E il teatrino ripartirà.

Dall'altro versante tutto tace: Silvio Lai ancora non ha deciso cosa dire. Per lui ci ha pensato Enrico Letta, ma sono stati solo teneri vagiti su nuove elezioni. Ma in mano a chi siamo?

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