domenica 17 ottobre 2010

Caro Ghedini, quella di Report non è diffamazione, è Giornalismo!

.

E questo sarebbe un avvocato? Annuncia querele prima che vada in onda la trasmissione... la cosa puzza...

L'uscita dell'avv. Mavalà Ghedini è sempre automatica, ogni volta che saltano fuori notizie di indagini o processi riguardanti il suo assistito Berlusconi. Non appena un giornalista passa una notizia, viene accusato automaticamente di Diffamazione. A Ghedini piace quello che piace a chi lo ha nel libro paga (evviva la parcella): un giornalismo alla Minzolini, Fede, Belpietro eccetera, e cioé tacere tutte le notizie scomode alla Propaganda, o se si è obbligati a darle, propinarne una versione riveduta e corretta.

Questo ovviamente non è giornalismo, bensì Propaganda, e infatti le proprietà dell'omino di Arcore si estendono a quotidiani come Il Giornale, settimanali come Panorama, teelgiornali come il TG4, e quando si è al governo anche gran parte delle trasmissioni RAI. L'importante è che più gente possibile sia infinocchiata, disinformata ed educata a un certo modo di pensare e vedere la realtà.

Il Giornalismo invece è Informazione di tutto quello che succede, basta vedere come Il Fatto Quotidiano, l'Espresso, Annozero o Report trattano i politici, tutti i politici: quando c'è una notizia la verificano (dall'altra parte le si inventano invece), poi la passano e la commentano.

Non bisogna farsi infinocchiare da queste uscite di Ghedini: fare Giornalismo è una cosa, fare diffamazione (o processi mediatici, come hanno furbescamente detto la Santanché e altri) è un'altra. La questione quindi non è, come dice Ghedini, diffamazione e mancanza di contraddittorio (quando si dà una notizia, la si dà e basta), bensì è: commettere o non commettere illeciti civili e penali! Se una persona non delinque, allora non corre il rischio di essere trattata in un certo modo (e cioé le sue cosucce vengano raccontate), o no?

E poi, ancora: perché i vari Ghedini eccetera, pronti a dire "bugiardi" a quanti raccontano le peripezie di Berlusconi, non si lamentano allo stesso modo quando i criticati sono quelli che stanno dall'altra parte?

Ecco perché la cosa puzza, sempre. Il fatto è che siccome la gente è inebetita dai continui comizi mediatici dei dittatore, parole così stupide come quelle di Ghedini comunque attechiscono nei decelebrati che sostengono il PDL: questo conta. E' questo il vero scopo di queste sparate di Ghedini, come di quelle dei portavoce Capezzone e Bonaiuti. Questa è una verità incontrovertibile.

Oggi assistiamo all'attacco di Ghedini a Report, ennesima vergogna antiliberale di un partito politico che professa libertà (la propria, non di tutti). Di cosa deve parlare Report stasera? Repubblica analizza la cosa.

Leggete pure. In barba alla Legge Antiriciclaggio... i soldi vanno all'estero e tante sono le proprietà fuori dal nostro Fisco. Si starà mica organizzando un "esilio" in perfetto stile craxiano? Paura di finire in carcere? E' per questo che non si va alle elezioni anticipate?


Berlusconi, "Operazione Antigua". Le ville e quegli affari off-shore
Milano, Lugano, Caraibi: triangolo da 20 milioni, passati attraverso la Banca Arner. Ignorate le norme antiriciclaggio: L'istituto di credito svizzero è al centro di un'inchiesta delle procure di Milano e Palermo
di WALTER GALBIATI

ANTIGUA - È il 20 settembre 2007 quando al Land register di Saint John, la capitale di Antigua, si presenta il signor Silvio Berlusconi. Con una riga il funzionario di turno cancella dal registro la società Flat Point e trasferisce la proprietà di un terreno di poco più di quattro acri all'illustre cittadino italiano. L'appezzamento si trova dalla parte opposta dell'isola. È una porzione di collina che scende fino al mare dove si apre una spiaggia di sabbia bianca, finissima. Gli abitanti di Willikies, un paesino che sorge lì vicino, la chiamano Pastrum, perché lì portavano a pascolare i loro animali. Non ne mancano nemmeno di selvatici, soprattutto scimmie. Da almeno quindici anni quei posti sono recintati. "È da molto tempo che questa costa è al centro di un progetto immobiliare, ma i lavori sono iniziati solo negli ultimi anni" spiega Hugenes, un pescatore del luogo. La baia si chiama Nonsuch Bay e va da un lembo di terra che quasi tocca la vicina Green Island, un paradiso meta delle gite dei turisti, a Flat Point, una punta piatta coperta da vegetazione caraibica. E Flat Point Devolopment Limited si chiama la società che si è presa in carico i terreni con l'obiettivo di sviluppare un imponente progetto turistico. Qui sorgerà, e in parte è già nato, l'Emerald Cove, un resort che nel nome riecheggia la nostra Costa Smeralda, il tratto di Sardegna, patria dei vip, e disegnata in gran parte dall'architetto Gianni Gamondi, l'architetto di Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, lo stesso architetto che curerà lo sviluppo per Flat Point.

Qualche tempo fa, era stato il gruppo Maltauro, una famiglia di costruttori vicentini a mettere gli occhi su Nonsuch Bay, ma non se ne fece mai nulla. Poi improvvisamente è arrivata la Flat Point, nel 2005 la macchina si è messa in moto, le pratiche si sono sbloccate e le case sono iniziate a crescere come funghi, una dietro l'altra, l'obiettivo è arrivare ad averne un centinaio. I reali beneficiari economici, tuttavia, si celano dietro una ragnatela di società schermate, una cortina offshore, che forse qui nel paradiso fiscale di Antigua non appare certo tanto esotica, ma che diventa tale in Italia, dove la società raccoglie la maggior parte dei suoi capitali. La sede della Flat Point è al 26 di Cross Street a St. John, il capitale è interamente controllato dalla Emerald Cove Engineering Nv, una società di Curacao (nelle Antille Olandesi, poste poco più a Nord di Antigua), a sua volta controllata dalla Kappomar sempre di Curacao. L'amministratore della Flat Point è Giuseppe Cappanera, mentre i fiduciari delle holding sono Carlo Postizzi, Giuseppe Poggioli e Flavio De Paulis. I primi sono rispettivamente un avvocato e un fiduciario che si muovono tra la Svizzera e l'Italia, mentre il terzo è un dipendente di Banca Arner. Di chi facciano gli interessi è un mistero, ma il coinvolgimento della banca elvetica, già commissariata e al centro di un inchiesta per riciclaggio delle procure di Milano e Palermo, getta qualche spiraglio di luce almeno su chi abbia convogliato del gran denaro verso la Flat Point.

Dal bilancio 2005 della società, emerge che Banca Arner ha finanziato per 6 milioni di dollari caraibici (circa 1,6 milioni di euro al cambio attuale) l'operazione sulla costa di Nonsuch Bay, ma il principale sponsor della scatola offshore sembra essere, come ricostruito da Banca d'Italia, il premier Silvio Berlusconi, da sempre legato a Banca Arner, non solo attraverso uno dei suoi storici fondatori Paolo Del Bue, ma anche per i suoi depositi nella sede di Corso Venezia a Milano: il conto numero uno è suo, mentre altri fanno capo alle holding della sua famiglia (per un totale di 50 milioni di euro) o a uomini del suo entourage.
Dai conti personali di Berlusconi accesi presso Banca Intesa e Monte dei Paschi di Siena sono partiti ingenti bonifici verso un conto di Flat Point aperto proprio presso la sede milanese di Banca Arner, la quale a sua volta ha girato gli stessi corrispettivi alla sede di Lugano. Oltre 1,7 milioni nel 2005, altri 300mila nel 2006, ma è nel 2007, l'anno in cui avviene il passaggio di proprietà del terreno di Nonsuch Bay che i movimenti di denaro salgono alle stelle. In tutto oltre 13 milioni di euro: a ridosso del 20 settembre, la data dell'atto del Land register, esattamente il 10 di quel mese, passano da Milano a Lugano 1,7 milioni di euro e un mese dopo altri 3,6 milioni. Nel 2008 ancora più di 6 milioni prendono il volo per la Svizzera. Un mare di soldi che si muovono, però, senza una corrispondenza tra le somme scritte nei contratti ufficiali depositati dalla Flat Point in banca e i bonifici. Gli importi appaiono molto elevati rispetto a quanto vi è di ufficiale. Nel bilancio della Flat Point i 29 acri di terreno su cui sorge lo sviluppo immobiliare sono stati iscritti per un valore di 2,7 milioni di dollari caraibici (poco più di 700mila euro), così come attestato dalla perizia del 2004 di Oliver F. G. Davis, un esperto immobiliare. Molto meno di quanto versato dai conti del premier. Berlusconi da solo muove oltre 20 milioni di euro e dai registri risulta aver acquistato solo 4 acri di terreno.

Rimane ambiguo anche il motivo per cui l'istituto elvetico abbia fatto passare quei soldi da Milano a Lugano senza bollare come sospetto il traffico di valuta. La normativa antiriciclaggio di Banca di Italia impone di segnalare i movimenti di denaro verso l'estero, soprattutto verso i Paesi offshore come la Svizzera, ma Banca Arner non se ne è mai curata. Di certo, però, ad Antigua i soldi in qualche modo devono essere arrivati, visto che le ville ci sono. Quella di Silvio Berlusconi spunta in cima alla collina, i pescatori la chiamano "il Castello" per la sua imponenza e per come domina dall'alto la zona. A fianco si trova quella di Andrij Shevchenko, l'ex calciatore del Milan e pupillo del premier. Poco più in là sorge quella di Lester Bird, l'ex primo ministro di Antigua, in carica fino al 2004, citato l'anno successivo in una causa legale per aver svenduto dei terreni dello Stato a dei gruppi privati. Al suo successore, Baldwin Spencer, Berlusconi aveva promesso di impegnarsi personalmente per aiutare la piccola isola caraibica a ridurre il debito internazionale.

.

Nessun commento:

Posta un commento