domenica 10 ottobre 2010

Di Pietro e la vicenda De Luca: lacrime di coccodrillo?

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L'Italia dei Valori ha posto la "questione morale" a fondamento della sua stessa essenza. Questa è una cosa apprezzabilissima soprattutto in un paese come il nostro in cui la maggior parte dei politici hanno avuto (o hanno tuttora) guai con la Giustizia. In un'occasione però Di Pietro, leader del partito, ha secondo me commesso un grave errore: aver accettato di sostenere una colazione di centro-sinistra alle scorse elezioni regionali in Campania il cui leader era sotto indagini ed era condannato in primo grado (in pendenza di giudizio di Appello).


Qualche mese prima, al convegno nazionale ell'IDV Antonio Di Pietro cercò di convincere la dubbiosa platea degli iscritti al partito dicendo che Vincenzo De Luca gli aveva fatto una promessa: non avrebbe mai accettato la prescrizione per la vicenda della discarica di Ostaglio (per la quale era sotto processo in Appello). Lo chiamò al telefono davanti alla platea, De Luca piombò nel pomeriggio al convegno e spiegò alla platea le sue "ragioni", ricevendo applausi ma anche velate critiche.

Oggi Vincenzo De Luca mostra la sua vera faccia: si avvale della prescrizione, e Di Pietro, che si era fatto infinocchiare a suo tempo, piange lacrime di coccodrillo e dichiara di allontanarsi dall'uomo che ora riceverà dal PDL in appalto il termovalorizzatore sito nel salernitano. De Luca ricordiamolo è sindaco di Salerno e sta maneggiando a destra e sinistra pur di rimanere in una poltrona di potere.

Ricordo che il Fatto Quotidiano, accusato dalla feccia del Quartier Generale di essere servo dell'IDV, aveva criticato fortemente la scelta di Di Pietro, mostrando equilibrio e onestà morale ed intellettuale, la stessa onestà che gli consente di criticare anche il PD quando c'è qualcosa che non va. Questo bisogna sottolinearlo, perché soprattutto pezzi di carta igienica come Libero e Il Giornale avevano detto l'esatto contrario di quanto era accaduto, mettendo grosse fette di prosciutto guasto negli occhi dei loro inebetiti e ignoranti lettori.

Per un ripassino basta ricordare gli articoli di Flores d'Arcais (10 febbraio 2010) o di Travaglio (7 febbraio 2010), tuttora disponibili. La differenza fra la redazione del Fatto Quotidiano e quelle di Libero o Il Giornale è proprio in questo atteggiamento: il Fatto Quotidiano pubblica le notizie, tutte le notizie, ed è capace di criticare il malaffare di qualunque politico, mentre Libero e Il Giornale no: essi parlano solo di quanto è scomodo ai non allineati e spesso alterano la realtà dei fatti (se non proprio la inventano) affinché gli avversari del dittatore ricevano fiumi di fango. La Propaganda è sempre all'opera, e col solerte aiuto delle testate giornalistiche televisive di proprietà del ducetto lampadato (Mediaset) o comunque controllate in quanto lottizzate (RAI), l'informazione è uno strumento di creazione e controllo del consenso. Attività più eversiva di questa non può esistere, se non nell'operato del team politico che fra governo e Parlamento crea leggi ad uso e consumo degli interessi dittatoriali del capo.

Ma torniamo a Di Pietro, perché com'era giusto criticarlo in primavera, quando scelse di appoggiare De Luca, è giusto farlo ancora oggi che (giustamente) prende le distanze. Di Pietro dice: "Ha ingannato Idv e la coalizione. Compreso il Pd che si era fatto garante per De Luca. Un uomo che tradisce un impegno preso davanti a 3000 persone che lo applaudono non è un uomo d’onore. Dovrebbe essere l’intero centrosinistra a non ricandidarlo". Qui Di Pietro si mostra critico nei confronti anche del PD, sembra però che stia un po' giocando a scaricare il barile della vergogna. Ricordo anche una cosa raccontatami da un mio quasi coetaneo che fa politica nell'IDV: tornato da quel convegno, scrisse una lettera a Di Pietro chiedendo spiegazioni sulla cosa, e mettendolo in guardia da cosa poteva succedere. Non ebbe risposta. Ma fu lungimirante.

Una cosa però mi è piaciuta leggere: dato che l'IDV è in quel consiglio comunale che sostiene il sindaco di Salerno, appunto De Luca, il partito annuncia di uscire da quella maggioranza e andare avanti in proprio. Spero vivamente che così accada: il malaffare va isolato ad ogni costo.

A De Luca mando una sonora pernacchia, sicuro che presto troverà in partiti affaristi come l'UDC o lo stesso PDL qualche buona poltrona da scaldare, mettendo definitivamente a nanna la sua coscienza.

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1 commento:

  1. Anche io attendo che l'Idv lasci per davvero il consiglio comunale di Salerno: questo dimostrerebbe la reale onestà del partito.
    Sull'onestà di Travaglio, Flores e co non ho mai avuto dubbi: le hanno sempre cantate a tutti, quando c'era da farlo, mica come altri

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