mercoledì 20 ottobre 2010

FLI salva Lunardi e Berlusconi. Riflessioni sull'incoerenza

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Secoli fa si diceva: "E' morto il Re, viva il Re", oggi si dice: "E' morta la Democrazia, viva il Re!".

Pare sia passato un secolo da quando il presidente della Camera Gianfranco Fini e il suo neonato gruppo FLI tuonavano contro le ingiustizie e a favore dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Ricordate quelle parole? Suonavano più o meno così: non voteremo mai provvedimenti che non siano ricompresi nel programma della coalizione, che facciano gli interessi di pochi e non di tutti, o siano "deviati" in tema di Giustizia.

Ma fra il dire e il fare cosa c'è di mezzo? Forse il voler arrivare a fine legislatura per far godere anche ai nuovi arrivati la futura pensione di parlamentare, forse la paura che alle prossime elezioni (se si svolgessero subito) il martellamento mediatico potrebbe determinare una caduta nei consensi, forse anche altro (dopo Montecarlo nuovi ricatti, stavolta nascosti?).


Ma è legittimo chiedersi: dove sta la coerenza? La coscienza è in vacanza? Tutte quelle belle parole sbandierate ai quattro venti sui "valori" che la Politica deve ritrovare che fine hanno fatto? Ve lo dico io: in un cassetto, pronte ad essere riutilizzate in futuro.

Futuro e Libertà per i Delinquenti, ecco il vero nome del neonato gruppo.

In questi giorni FLI ha dato l'ok al Lodo Alfano Retroattivo, la cui unica disposizione è la quintessenza della negazione del Principio di Uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge ex art. 3 della Costituzione Repubblicana: "I processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare".

Grazie a questo monstrum antigiuridico e anticostituzionale il Parlamento decide sull'attività dei Magistrati, e quindi uno dei poteri dello Stato, il Legislativo, incide sull'attività di uno degli altri poteri, il Giudiziario. Una furbata bella e buona, dopo che per legge già il terzo potere, l'Esecutivo, dirmava veline (o pizzinni) al Giudiziario per dire che l'imputato di turno (Berlusconi) aveva legittimo impedimento a non andare in udienza per motivi futili.

Il potere Giudiziario è all'angolo. Se dopo l'Esecutivo anche il Legislativo lo comanda, la separazione dei poteri non esiste più.

Secoli fa si diceva: "E' morto il Re, viva il Re", oggi si dice: "E' morta la Democrazia, viva il Re!".

La beffa è che il potere Legislativo, del Parlamento, in realtà è diventato in questa legislatura una propaggine dell'Esecutivo, perché la stragrande maggioranza delle leggi votate al Parlamento sono di iniziativa del Governo, e perché ogni volta che qualche parlamentare presenta un disegno o proposta di legge, arriva subito la mannaia di Tremonti: "Non c'è la copertura finaziaria".

La seconda buffonata di FLI arriva col voto salva-Lunardi. Dopo Cosentino (l'altro voto-vergogna recente: indagato per concorso in associazione camorristica, con richiesta del Tribunale di confermare gli arresti), è toccato al parmense godere dei privilegi scandalosi della Casta.

Dopo le grandi battaglie sulla legalità portate avanti tra le secche dell’affaire monegasco, lo scandalo c’è e sta scritto soprattutto nei numeri che ieri pomeriggio hanno salvato Lunardi: 292 voti a favore, 254 contrari e due astenuti su 548 presenti. FLI ha votato col PDL e la Lega.

Lunardi è indagato per corruzione. Reato che si fa aggravato per il suo compagno d’inchiesta: il cardinale Crescenzio Sepe, attuale arcivescovo di Napoli ed ex presidente di Propaganda Fide. L'ennsimo affare Chiesa-Politica. Al centro un palazzo fra i tanti di questa inchiesta. Quello di via dei Prefetti a Roma. Dimora di lusso che sta nel patrimonio immobiliare di Propaganda Fide. La stessa decide di venderlo a tre milioni di euro. E questo nonostante una valutazione fatta e che tocca il tetto degli otto milioni. L’acquisto venne compiuto tramite l’immobiliare San Marco della quale era amministratore legale il figlio di Lunardi.

Sono deluso, profondamente. Con una opposizione ammosciata dal PD e sovraurlante con Di Pietro, Fini e FLI potevano diventare la voce nuova, la voce che poteva dare all'Italia quella ventata di legalità e onestà che riuscisse a capovolgere il Malaffare imperante nella politica. A volte penso: non è che lo stanno ricattando? Forse dopo le bastonate squadriste per la casetta di Montecarlo gli hanno sventolato davanti al naso qualcosa di nuovo... ma chi lo può sapere?

Ma del resto, come si è detto da più parti: come ci si poteva fidare di uno (Fini) e di un gruppo (i finiani di FLI) che in questi ultimi 15 anni hanno votato tutte le leggi ad personam salva Berlusconi? L'ennesima pagliacciata all'ombra del Re Sole, sempre più sorridente e potente.

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