sabato 9 ottobre 2010

Il Guardasigilli che detesta i PM che combattono la Mafia

.
Angelino "Jolie" Alfano. Bastano solo queste parole per chinare il capo e mettersi le mani fra i capelli. E' una vergogna allucinante che il ministro della Giustizia vada contro i suoi doveri e attacchi i Magistrati invece di difenderli, ma siamo in Italia e il governo ha contatti con la criminalità organizzata (vedi la condanna confermata su Dell'Utri anche nell'ultimo grado di merito o il salvagente creato dal Parlamento a Cosentino - ma gli esempi sono ben di più, purtroppo) e quindi non gradisce che la Magistratura operi in un certo modo: applicare la Legge.


La vergogna poi si acuisce quando in tutte le trasmissioni televisive i politicanti di Sua Emittenza si appropriano dei successi di PM, Giudici e Forza Publica su Mafia, Camorra e 'Ndrangheta, e snocciolano cifre riguardanti arresti, sequestri, che essi politici non hanno compiuto, e poi in contemporanea il governo lavora per cambiare le regole: approvando leggi che uccidono l'attività investigativa (come il ddl intercettazioni) e togliendo risorse economiche fondamentali (la Polizia non ha benzina per le auto, le auto blu invece sì, i Tribunali non hanno organico sufficiente a portare avanti il lavoro, i ministeri sono pieni di portaborse).

Ecco cos'è il governo Berlusconi: un insieme di persone che si appropria dei successi altrui nella lotta alla criminalità organizzata (il popolo va infinocchiato mettendogli il prosciutto sugli occhi) e che di nascosto (ma poi non tanto) toglie risorse economiche a chi mette le propria vita in pericolo per assicurare un po' di Giustizia. L'episodio della scorsa trasmissione di Annozero, con la Santanché che ha snocciolato solo i dati comodi alla sua teoria e che ha accusato l'ex PM De Magistris di essere un mafioso, è solo l'ultima di una lunghissima sequela di pagliacciate. Ma come sappiamo la Società Civile sta crescendo, e grazie alla Rete (che guarda caso il ministro Maroni vuole castrare) le vere informazioni girano, alla faccia delle minzogne (sì: minzogne, ci siamo capiti) che gli organi di stampa del Quartier Generale sparano alla collettività.

Ma torniamo ad Alfano, e alla vergognosa notizia che lo riguarda: limpido caso di come questo avvocato (quindi un addetto ai lavori del mondo giuridico, ecco cosa è più grave) sia stato messo in quella cruciale poltrona a curare gli interessi non della Giustizia, ma degli "amici" di questo governo.

Alfano, come fa notare l'Espresso, si è macchiato dell'ennesima porcheria, dato che ha deciso di intimidire il sostituto procuratore Nino Di Matteo, che aveva criticato la presenza delle toghe a via Arenula. Guarda caso, è il magistrato che sta occupandosi di Spatuzza (sempre senza scorta: un bel regalo alla Mafia, che può ammazzarlo quando vuole) e di Schifani.

Di Matteo, sostituto procuratore della Dda di Palermo, si occupa di molte, delicate inchieste: dalla trattativa tra pezzi dello Stato e mafiosi per fermare le stragi (e che potrebbero aver provocato l'uccisione di Paolo Borsellino nel '92) alle dichiarazioni dell'ex boss Gaspare Spatuzza e del collaboratore Francesco Campanella che parlano del presidente del Senato, Renato Schifani, del suo passato di avvocato civilista e degli uomini dei boss Graviano.

Di Matteo è anche il presidente dell'Associazione nazionale magistrati di Palermo. Angelino Alfano non ha gradito (più che altro non lo ha gradito il suo foraggiatore in capo) alcune dichiarazioni rese lo scorso giugno da Di Matteo a tutela dei colleghi magistrati dopo le ennesime parole di fuoco di Berlusconi contro le toghe. Da qui la decisione di effettuare "accertamenti" sul PM che potrebbero portare (solo in una visione deviata, che però è la caratteristica di questo governo) a una procedura disciplinare contro Di Matteo.

La cosa puzza: se si dovesse arrivare a sollevare dall'incarico Di Matteo, ciò significherebbe che il PM sta lavorando bene nella sua lotta alla Mafia, e allora le dichiarazioni di Spatuzza sono vere! Ricordiamo infatti che ben TRE procure le considerano attendibili, visto che grazie a Spatuzza sono stati assicurati alla Giustizia centinaia di mafiosi. E allora chissà che su Schifani (e Berlusconi, eccetera) possano davvero venire fuori notizie pazzesche.

E' questo che teme Alfano? O meglio: è questo che temono i vari Berlusconi, Schifani eccetera? Non è che dietro questa vendicativa serie di "accertamenti" che provenendo dall'Esecutivo rappresentano una pericolosa invasione di poteri sul Giudiziario, si nasconde la volontà di bloccare delle indagini sotto le quali c'è qualcosa di grosso su esponenti "autorevoli" del Governo?

Dopo tutto quello che è successo, è lecito dubitare! Chi si fida più?

Ieri la Giunta di Palermo dell'ANM ha diramato un comunicato: ""La Giunta denuncia la singolarità e la gravità di un'iniziativa sollecitata dal ministero della Giustizia al Procuratore Generale della Corte di Cassazione - organi deputati all'esercizio dell'azione disciplinare - per vicende unicamente attinenti ad opinioni espresse nella qualità di Presidente della Giunta distrettuale dell'Anm e dunque al di fuori dall'esercizio delle funzioni giurisdizionali. Gli accertamenti disposti dai massimi vertici della giurisdizione e dell'amministrazione giudiziaria appaiono come un inaccettabile tentativo di censurare la libera espressione del pensiero dell'Associazione Nazionale Magistrati attraverso i suoi rappresentanti".

Giustamente Di Matteo aveva fatto osservare che continuava "La sistematica e violenta offensiva di denigrazione e isolamento di quei magistrati che credono ancora nel principio dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Noi resisteremo perché crediamo nella Costituzione sulla quale abbiamo giurato". Poi era venuta la domanda ai colleghi magistrati: "Con quale faccia si collabora con questo governo"?

Alfano però ha fatto un vero coup-de-théàtre: "Non ho avviato alcuna inchiesta nei confronti dei magistrati di Palermo, che si sono pronunciati negativamente su alcuni loro colleghi per il fatto che essi lavorano al ministero della Giustizia. Non ho mai avviato alcuna iniziativa quando sono stato attaccato sul piano personale e politico da vari magistrati; e non ho alcuna intenzione di farlo nei confronti dei magistrati di Palermo così intensamente impegnati nel contrasto alla mafia e che hanno solo espresso la loro opinione sulla "vexata questio" dei magistrati fuori ruolo".

Ma come: lancia il sasso e tira via la mano? Ma davvero pensava che la cosa non saltasse fuori?

Ahiahi Angelino... ma quanto è cattiva la stampa non allineata: le tue storielle le racconta tutte!







.

Nessun commento:

Posta un commento