lunedì 18 ottobre 2010

Lega Ladrona e traslochi da 200 milioni di euro

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E' un assalto alla diligenza, vogliono spostare i centri di controllo del denaro in "padania". A quando il trasferimento della Banca d'Italia? Buona lettura.


Lega Ladrona: 200 milioni per il trasloco a Milano di Consob e Antitrust
Il Carroccio chiede che le due Authority abbiano sede ufficiale nel capoluogo della Lombardia, dove c’è la Borsa: uno spostamento inutile e costoso. Infatti il Pd si è aggregato subito
di Alessandro D'Amato

Un’idea geniale. “La Consob e l’Antitrust devono essere trasferite a Milano“, diceva la proposta di legge per spostare le due Authority nel capoluogo meneghino, presentata da 56 parlamentari leghisti ai quali poi si sono aggiunti dieci deputati del PdL, uno dell’Udc (Mantini), un finiano (Divella) e tre esponenti del Pd (Pizzetti, Marantelli e Peluffo).

IL FEDERALISMO DELLE AUTHORITY – Un’idea talmente geniale che non poteva non aggregarsi anche Roberto Calderoli, il quale faceva sapere che anche se si tratta ”di un’iniziativa parlamentare”, la proposta di spostare la sede della Consob e dell’Antitrust a Milano ”mi sembra la cosa piu’ logica del mondo”. Il ministro per la Semplificazione normativa, bontà sua, precisava anche che ”visto che si tratta di un’iniziativa parlamentare chiedete a Reguzzoni”, cioe’ l’esponente della Lega Nord che ha presentato la proposta.E al Sole 24 Ore Reguzzoni stesso faceva sapere che “tutto questo rientra nel discorso più ampio del federalismo: delocalizzando le strutture sul territorio il governo centrale diventa più forte lontano da Roma. Avere una struttura come la Consob che ha il 20% di dipendenti a Milano e l’80% a Roma, con la Borsa che ha sede nel capoluogo meneghino, si traduce solo in un aggravio di costi”.

UN TRASLOCO DORATO – Su L’Espresso Primo Di Nicola ci fa sapere che qualche problemino, con il trasloco, si porrebbe. Il più grosso è che “il cambio di sede avrebbe pesanti ricadute anche per le penali da pagare per il rilascio di immobili, lo spostamento delle attrezzature tecnologiche, il trasferimento del personale interessato – circa mille unità – e il contenzioso che potrebbe seguirne. In tutto, secondo una stima riservata Consob-Antitrust, il prezzo potrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro”. Non poco, per una questione di puntiglio come quella leghista. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha i seguenti compiti: “vigilanza contro gli abusi di posizione dominante, vigilanza di intese e/o cartelli che possono risultare lesivi o restrittivi per la concorrenza, controllo delle operazioni di concentrazione (fusione o take-over) che superano un certo valore, comunicate all’Autorità, che ne valuterà l’impatto sul mercato, tutela del consumatore, in materia di pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole, valutazione e sanzionamento dei casi di conflitto d’interesse dei componenti del Governo“. In base a quale motivazione logica l’Antitrust dovrebbe vedere agevolato il proprio lavoro, nel 2010 e nell’era di internet, delle reti globali e dei telefoni cellulari (per la necessaria velocità di passaggio delle informazioni di competenza di questa autorità), è un mistero che soltanto Calderoli e Reguzzoni, nella loro infinita intelligenza, potrebbero spiegarci.

LA CONSOB A MILANO C’E’ GIA’ - Anche Reguzzoni, poi, sa che la Consob è già a Milano, nel senso che la sede secondaria operativa è a Palazzo Mezzanotte. Lì si celebra l’assemblea della Commissione di controllo delle società quotate in Borsa, che è l’evento più importante tra quelli ufficiali che vedono chiamato in causa il presidente dell’Autorità. Le comunicazioni da inoltrare alla Consob ai sensi della legislazione vigente devono essere inviate ad entrambe le sedi, quella a Roma e quella a Milano, come spiega il loro sito. Un inutile orpello burocratico, uno dei più clamorosi lacci e lacciuoli che strozzano la crescita delle imprese italiane? Non proprio, visto che si tratta di comunicazioni di superamento della soglia di legge nell’acquisto di azioni di società quotate, normalmente: non esattamente l’hobby preferito del 90% degli imprenditori e commercianti, e del 100% dei lavoratori italiani. Insomma, la Consob vigila sulle lobby italiane, e l’ha effettuata, negli ultimi anni in cui è stata presieduta da Lamberto Cardia e con l’eccezione lodevole dell’operazione Antonveneta-Bnl-Bpl-Unipol, in maniera non sempre solerte.

TRASFERIRE PER TRASFERIRE - Insomma, un buon motivo per trasferire le due Autorità non c’è. Soprattutto se il modico prezzo da pagare è di 200 milioni di euro, un prezzo politico scandaloso in tempi in cui l’austerity sta guastando i rapporti tra Giulio Tremonti e molti ministri del Popolo della Libertà stesso. Eppure, Giulietto si è spesso dimostrato indulgente nei confronti delle richieste prendere o lasciare di Umbertino, come in occasione delle quote latte. Certo, decidere di spostare la Consob quando la presidenza è ancora vacante (il candidato ufficiale è il sottosegretario Giuseppe Vegas, che ci andrebbe molto volentieri, ma ancora l’ok non è arrivato), e mentre si raccontava di un Mauro Masi, attuale direttore generale della Rai, in predicato di accomodarsi al posto di Antonio Catricalà (un’ipotesi che fa rabbrividire, sinceramente), è roba da politici con il pelo sullo stomaco. Vediamo se Tremonti e Bossi hanno anche il coraggio di fare questo.

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