martedì 12 ottobre 2010

Minzolini sbugiardato da Tiziana Ferrario. Squadrismo al TG1

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Tiziana Ferrario si toglie qualche sassolino dalle scarpe e racconta un paio di cose sul Ministro della Propaganda.


I metodi dell'informazione nell'era Minzolini
di Elisa Barion

La giornalista Tiziana Ferrario ha raccontato la propria vicenda professionale al pubblico della Fiera delle parole. Con ironia ma anche molta amarezza ha commentato il calo di ascolti del telegiornale e i rapporti con il direttore Augusto Minzolini

Rovigo - “C’è chi la notizia la dà e chi tende a nasconderla. In questo caso è sempre un problema di linea editoriale”. Tiziana Ferrario, ospite giovedì 7 ottobre alla Fiera delle parole insieme a Marco Travaglio, ha raccontato la propria versione dei fatti nella vicenda che l’ha vista sparire dalla conduzione del Tg1. E le critiche all’attuale direttore Augusto Minzolini non le ha certo risparmiate.
Ferrario, come altri mezzibusti del telegiornale di Rai1, è stata allontanata dalle telecamere “mi è stato detto - racconta - che il tg aveva bisogno di un ricambio generazionale”. Peccato che le sia stato comunicato mentre era in vacanza, con una telefonata: “Mi ha chiamato il direttore, cosa mai successa prima. Ero in Siria e sarei rientrata cinque giorni dopo. Gli ho chiesto se potevamo parlarne di persona, ma mi ha risposto che non poteva "perché non li tengo più a freno" mi disse. Di chi parlasse non si sa".

La giornalista ha però le idee chiare su cosa abbia portato Minzolini ad una tale decisione: la riconduce "all'inferno che si è scatenato quando abbiamo dato la notizia della conclusione del processo Mills". Il telegiornale riportò che l'avvocato inglese, coinvolto in un processo a Silvio Berlusconi per corruzione, fu assolto. Invece, il procedimento si concluse con la prescrizione del reato. "Si scatenò l'inferno - prosegue Ferrario - con richiami anche da parte dell'Ordine dei giornalisti. Tuttavia non rettificammo mai l'errore anzi! In redazione partì una raccolta firme a difesa del direttore sottoscritta da 92 giornalisti su 160. Chi firmò fu premiato, gli altri, tra i quali me e Maria Luisa Busi, fummo declassati o allontanati".

La grave accusa di Ferrario nei confronti di Minzolini si confonde con l'ironia del racconto quando afferma: "Non mi è mai stato detto che il problema fu la mancata firma, quindi ho pensato che magari il mio modo di lavorare non gli andasse più bene. Nella mia carriera sono andata bene a 17 direttori, poteva capitare che con il 18° non fosse così". Ma mentre si procede al "ricambio generazionale" tra i mezzibusti, il tg continua a perdere ascolti. "Mi fa male tutto questo - riprende - perché al tg1 ci sono cresciuta. Ciò che andava in onda è sempre stato il frutto di tante anime, un prodotto nel quale in molti si riconoscevano per il lavoro di squadra che svolgevamo nel concordare le notizie da dare. Ora invece c'è una sola identità filogovernativa, alla quale alcuni si sono adeguati, gli altri sono stati zittiti". Convinta che il pubblico vada difeso e non preso in giro, Ferrario ritiene che servirà molto tempo perché il telegiornale "riacquisti la credibilità che ha perso" tanto che "il direttore prima o poi se ne andrà, mentre ricostruire una redazione dalle macerie che ha lasciato sarà molto difficile".

Numerosissimi i presenti: la sola sala Bisaglia del Censer non è stata sufficiente ad ospitare tutti, al punto che è stata aperta anche la sala Rigolin dove uno schermo gigante ha trasmesso l’incontro. Un pubblico che si è divertito ad ascoltare l’irriverente ironia di Tiziana Ferrario e l'ha salutata con un lungo applauso.

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