lunedì 18 ottobre 2010

Polverini: sfacelo nella regione Lazio

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Ieri ho letto alcuni articoli de l'Espresso di questa settimana (cui sono abbonato) e fra questi mi ha colpito profondamente uno molto lungo che analizza i primi mesi di governo alla regione Lazio della neo-eletta Renata Polverini, la donna per l'elezione della quale si è mossa la Chiesa (contro Emma Bonino, in uno sviamento pericoloso dalle questioni "spirituali" di cui la Chiesa dovrebbe occuparsi) e anche tutto l'apparato governativo dei berluscones (ricordate Alfredo Milioni? i PM hanno accertato che ha raccontato balle: non fu bloccato dai Radicali, quindi la Polverini non doveva essere ammessa - altro articolo sempre de l'Espresso).


Cos'ha fatto la Polverini in questi primi mesi di governo? Leggete bene perché è davvero sconcertante.

Anzitutto Renata ci ha messo ben sei mesi (un vero record) per nominare gli assessori: l'ultimo è stato nominato l'11 ottobre. Sei mesi di ritardo che hanno praticamente paralizzato l'attività di governo della regione. Della serie: prima sistemiamo le poltrone nella scacchiera e solo dopo pensiamo ai cittadini del Lazio.

Altro record: la giunta è composta interamente da esterni (nessuno cioé proviene dal consiglio comunale). Ciò perché col macello della presentazione delle liste molti importanti "cervelloni" della Destra erano rimasti esclusi e sono rientrati dalla finestra. I sostegni sono importanti, lo sappiamo.

Ancora: una delle promesse fondamentali della sua campagna elettorale, che le diede modo di attaccare Marrazzo (quello travolto grazie anche a Signorini dallo scandalo trans), era stata di ridurre i contratti con esterni, le consulenze. Ebbene: 150 in sei mesi sono stati i contratti stipulati dalla sua giunta con collaboratori, il che si traduce in svariati milioni di euro fra stipendi e oneri previdenziali. Fra questi collaboratori esterni "brillano" Adriano Tilgher, condannato negli anni '70 per tentata ricostituzione del Partito Fascista, e Teodoro Beltempo ("Er pecora"), un fascista vecchio stampo. Tutti questi stipnedi variano dai 44mila ai 189mila euro (spesso accompagnati da bonus a quattro zeri), e sono sulle spalle dei contribuenti della regione Lazio.

Ancora: 5,1 milioni di euro per la giunta, come dicevamo tutta composta da esterni. Questo è l'esecutivo più caro d'Italia, alla faccia delle promesse di austerity sbandierate in campagna elettorale.

E ora ci sono le nomine nelle commissioni "speciali" (altri stipendi d'oro: integrazioni di 1200 euro per i consiglieri che ne faranno parte).

Continuiamo: la soppressione di 24 ospedali con la perdita di 2865 posti letto, argomento saltato fuori da tempo e già discusso anche QUI.

Poi: l'abbassamento delle tasse, promesso in campagna elettorale, sull'Irpef e e l'Irap, è stato già dimenticato. Anzi oggi Renata dice: "Non sarebbe una tragedia, l'aumento sarebbe poco", ma le tasse aumenteranno (ci sono quei contrattoni da onorare, no?).

E la Regione lavora? La Polverini si impegna tantissimo partecipando a sagre paesane, feste del vino e viaggi a Lourdes, ma l'attività politica latita, facendo crescere il malcontento fra i politici all'ombra del Colosseo e l'imprenditoria locale (tanti cantieri per le infrastrutture sono fermi, anche qui alla faccia delle promesse fatte in campagna elettorale). Solo SETTE sono state le riunioni del Consiglio Regionale: solo in Calabria, dove i ritmi li detta la 'Ndrangheta, si è fatto di meno. Nessuna risposta ha dato la Polverini alle 150 interrogazioni arrivate alla sua giunta su ogni tipo di questione amministrativa! Gli appalti pubblici sono crollati: ci sono strade importanti da terminare o da costruire ex novo, e invece nessuno stanziamento è stato deciso dalla Polverini e dal governo nazionale. I lavori avviati dalla giunta Marrazzo sono stati bloccati, e le imprese che li stavano realizzando sono alla canna del gas. 200 sono i progetti fermi al palo (parchi eolici, fotovoltaico, parcheggi, porti, strutture industriali).

Le uniche due azioni portate a compimento sono state l'approvazione dei tagli alla Sanità (come detto sopra - e ha favorito le cliniche private) e l'approvazione del Piano Casa (utile strumento della politica in generale da sempre per ringraziare i grandi elettori).


E le proteste? Se i sindaci delle cittadine del Lazio vanno a manifestare e protestare a Roma, vengono identificati dalle forze dell'ordine, chiamate (secondo gli identificati) dalla Polverini stessa.

Chiudiamo infine con una perla favolosa: altro argomento delle promesse elettorali della Polverini era stata la questione delle auto blu: "Ho trovato nei parcheggi 200 auto blu", e via con l'annuncio dei tagli (in campagna elettorale parlare di tagli ai privilegi dei politici porta molti voti). Beh, si è scoperto che le auto blu erano 93, e non 200. E nonostante le promesse di tagli da parte dello stesso Brunetta (deliri su un 20% poi salito al 30%), queste sono destinate a salire. Nessuna delle auto blu è stata cancellata, anzi grazie alla creazione di quelle commissioni "speciali" di cui si parlava (sarebbero ben 5), queste aumenteranno: non vorrete mica che questi nuovi presidenti e vice presidenti rimagano a piedi, vero?

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