martedì 12 ottobre 2010

Verdini con le spalle al muro: ha mentito

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Buona lettura, cosa vi aspettavate?


G8, "Verdini ha mentito sui suoi rapporti con Fusi"
L'accusa: "Legami fino al 2007". E spunta una telefonata con "Gianni". L'Aquila, i pm hanno convocato in Procura il coordinatore del Pdl
di GIUSEPPE CAPORALE

L'AQUILA - Ha mentito Denis Verdini, coordinatore nazionale del Popolo delle Libertà durante l'interrogatorio del febbraio scorso davanti ai magistrati fiorentini che indagano sugli appalti del G8. Ha mentito sui suoi rapporti d'affari con l'imprenditore e amico Riccardo Fusi, che secondo l'accusa l'esponente berlusconiano avrebbe "raccomandato" per ottenere lavori da milioni di euro per la ricostruzione dell'Aquila. Le loro attività economiche comuni non si sarebbero conclusi nel 1996, come invece messo a verbale dallo stesso parlamentare davanti ai pm Giuseppina Mione e Giulio Monferini. Secondo le nuove carte investigative dei carabinieri del Ros di Firenze i rapporti d'affari tra Fusi e Verdini sarebbero ben più recenti. Sarebbero cioè andati avanti almeno fino al 2007. Ovvero, quando Verdini era già un esponente di spicco del partito di Berlusconi.

Non solo: questi rapporti farebbero riferimento ad una società che i due avrebbero gestito, attraverso diversi passaggi di quote. È questa la novità investigativa che emerge dagli atti dell'inchiesta fiorentina (dove Verdini e Fusi sono indagati) trasmessa alla procura distrettuale antimafia che indaga sugli appalti legati alla ricostruzione post-terremoto (altra inchiesta dove risultano indagati). Una novità importante per gli interrogatori a cui i due saranno sottoposti lunedì prossimo proprio all'Aquila. Verdini e Fusi saranno ascoltati dal sostituto procuratore antimafia Olga Capasso e dal procuratore dell'Aquila Alfredo Rossini.

Al centro dell'interrogatorio ci saranno i loro rapporti societari e alcuni lavori assegnati dalla Protezione Civile alla Btp (la società di Fusi) in consorzio con alcune ditte abruzzesi. Lavori che sarebbero stati assegnati su "pressione" di Verdini. Pressioni che avrebbero coinvolto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il capo della dipartimento Guido Bertolaso ed il governatore dell'Abruzzo Gianni Chiodi. Come raccontano alcune intercettazioni entrate nel fascicolo di indagine e provenienti dall'inchiesta G8 della Procura della Repubblica di Firenze. "Buongiorno, allora ho parlato con Gianni che ha portato tutto a Bertolaso - dice Verdini al telefono con Fusi - Richiamerà, però io comunque gli farei anche... visto che loro hanno buoni rapporti... li farei sollecitare anche da loro... vedrai.. tu chiama.. poi semmai intervengo io.. l'incontro dovrebbe avvenire con lui... perché è lui quello che...". E Fusi: "Ma chi ce lo fissa? Se non ce lo fissa lui non siamo in grado di fissarlo noi... ".

Verdini: "Allora... lui mi ha detto che ha passato tutto e che richiamerà... dicevo... siccome gli amici dell'Aquila lo conoscono... così mi hanno detto... ". Poco dopo il consorzio ottenne lavori per sette milioni di euro per realizzare una scuola provvisoria. Per la stessa vicenda, di recente, sono stati ascoltati in Procura come persone informate sui fatti sia Bertolaso che Chiodi. La Procura, al termine degli interrogatori, valuterà anche la posizione di Letta e non è escluso che il sottosegretario venga ascoltato come persona informata sui fatti.

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