lunedì 1 novembre 2010

Il delinquente assatanato, le minorenni, la droga, i festini: la Chiesa non dice niente?

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Sul caso di Ruby non avevo postato niente, ma adesso basta. Qui ogni giorno salta fuori qualche nuova porcheria allucinante: lo sfacelo morale, la deriva morbosa del capo del governo Silvio Berlusconi è un qualcosa che dev'essere fermato. Questa persona ha rovinato il paese curando solo i propri interessi, cambiando leggi penali e civili per il proprio tornaconto e per salvarsi dal carcere, e ha solo una cosa in mente: l'impunità, anche dalle porcate sessuali che lo riguardano.

Come un boato ci assorda il silenzio delle alte autorità ecclesiastiche: si tengono stretto Berlusconi perché è il capo della coalizione che garantisce loro un minimo di tutela per le loro posizioni retrograde, in attesa che il nuovo potente arrivi, e loro che fanno la morale a tutti, stanno solo cercando pagliuzze. Guardino a cosa è oggi la Chiesa e cosa è Silvio Berlusconi e la cricca che sta sotto di lui: sesso con minorenni, droga, corruzione, attività eversiva nei confronti delle istituzioni.

Hanno rovinato la mia società, oggi assai poco civile, e li odio tutti, uno per uno.

Ecco il nuovo scandalo, che si allarga a macchia d'olio. Chissà quale arrampicata sugli specchi farà ora Ghedini per giustificare l'ennesima porcata del suo laido datore di lavoro. Chissà quali artifizi neri come il fango saranno usati dai vari Minzolini, Fede, Sallusti, Belpietro, Capezzone, Bonaiuti e chi più ne ha più ne metta. Odio anche loro: gettano benzina sul fuoco appiccato dal loro depravato delinquente capo, il tutto senza coscienza e senso civico, sono correi della rovina della morale comune e della rovina del paese, perché creano e mantengono il consenso nei confronti di un governo liberticida che sta uccidendo il paese.


Dopo Ruby, altri festini ad Arcore. Ne parla una collaboratrice ai magistrati di Palermo
Si chiama Perla Genovesi. Ex assistente di un deputato del Pdl è stata arrestata per traffico di droga. Ora racconta le confidenza di un'amica escort che avrebbe partecipato a festini con B.
da Il Fatto Quotidiano

C’è Ruby e va bene. Ci sono le feste. Singolari telefonate ricevute sul suo cellulare da parte di un’escort brasiliana. Su Silvio Berlusconi infuria la buriana. Deflagra a Milano. E nella serata di oggi si trasforma in tempesta, quando da Palermo rimbalza la notizia di una nuova inchiesta partita su un traffico di droga e approdata, manco a farlo apposto, ad Arcore e ad altri festini hard officiati dal Cavaliere. Sul tavolo dei pm, infatti, ci sono parole, messe a verbale, di Perla Genovesi che racconta di un’amica. Lei è la protagonista delle feste. Lei racconta. Perla riferisce ai magistrati che ascoltano sbigottiti. L’inchiesta va avanti, ma già deflagra sullo scenario politico come l’ennesimo colpo che promette di far esplodere il governo. Il presidente della Camera lo ha detto ieri sera. “Se i fatti verranno accertati, Berlusconi faccia un passo indietro”. Rapida la risposta dei berluscones: “Fini o con noi o apra la crisi”.

Nell’attesa in primo piano avanza la figura di Perla Genovesi. Lei, nel 2004, a 26 anni, era una delle militanti più attive nelle file parmensi di Forza Italia, al punto di diventare assistente dell’allora senatore azzurro, oggi deputato, Enrico Pianetta. Allo stesso tempo si dava anche da fare in un altro ambito, quello del narcotraffico, e trasportava cocaina. Nel 2007 era stata scoperta in macchina con altre due persone che furono arrestate per droga, mentre lei, incinta, non fu fermata. Finì lì la sua esperienza come assistente parlamentare, ma non quella da trafficante, che anzi è andata avanti fino allo scorso 19 luglio, quando è stata arrestata nell’ambito dell’operazione “Bogotà”, un’indagine che ha smantellato un traffico di cocaina dal Sudamerica in Italia, una rete che coinvolgeva un impiegato comunale di Trapani, un esponente della Camorra e dei narcos in Colombia e Perù. (leggi il blog di Gisella Ruccia)

Era entrata nell’organizzazione tramite un uomo di Campobello di Mazara (Trapani), Paolo Messina, che poteva contare su ingenti quantità di cocaina a costi bassissimi, che sarebbe stato il capo dell’organizzazione. I due si sarebbero conosciuti in una discoteca in Emilia Romagna. La donna era ben inserita negli ambienti politici di Forza Italia e frequentava i vertici del partito. Ai magistrati ha raccontato di avere ricoperto incarichi nell’entourage del capogruppo del Pdl alla Regione Emilia-Romagna Luigi Villani.

La “pentita” ha riferito ai magistrati di avere stretto rapporti con diversi politici proprio grazie alle sue disponibilità di droga, rapporti estesi agrazie alla sua nomina ad assistente parlamentare. Proprio così la Genovesi “pentita” – ora assistita dall’avvocato Monica Genovese, legale che difende numerosi pentiti di mafia – avrebbe raccontato di avere presentato all’amica cubista Renato Brunetta, prima che questi diventasse ministro. L’amica avrebbe quindi chiesto al politico aiuto per un problema personale relativo all’affidamento del figlio. Sempre quest’amica, una ventottenne, “ragazza immagine”, cubista ed escort, avrebbe confidato all’ex assistente parlamentare di aver frequentato feste a base di sesso e stupefacenti a Milano e a Villa Certosa. Ad alcune di queste feste, ha detto la ventottenne alla Genovesi che lo ha poi riferito ai magistrati, avrebbe partecipato anche il premier.

Dopo l’arresto Perla Genovesi si diceva assolutamente estranea ai reati che le venivano contestati. “Ha richiamato fatti e annotazioni, ha giustificato la sua posizione rispetto ai singoli capi d’imputazione” spiegava il suo avvocato di allora Aniello Schettino. Poi però ritrattò, cominciando a collaborare e ottenendo gli arresti domiciliari. Ha raccontato di essere andata a festini a base di droga organizzati da politici trapanesi, ma non solo.

Eppure non ci sta a passare per una spacciatrice. Con una mail alla redazione della Gazzetta di Parma Genovesi ha affermato di essere un’infiltrata dall’età di 21 anni, prima dell’ingresso nelle file di Forza Italia, spinta dalla religione e dalla voglia di scovare il marcio del sistema, così da poter rivelare informazioni alle forze dell’ordine. Ma nel marcio ci è caduta lei.

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1 commento:

  1. -_-''' Basta... davvero che stacchino la spina... che se ne vada... BASTAAAAA ci ha rovinato economicamente, sputtanato a livello mondiale, bastaaaaaa

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