mercoledì 24 novembre 2010

La disperazione degli universitari. Assedio a Palazzo Madama e Montecitorio

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Prendi un paese, una nazione da sempre culla della cultura, e vedi cosa può fare una maggioranza che cura gli interessi di un delinquente e dei componenti di una cricca di razzisti, corruttori, evasori fiscali. Questa maggioranza distrugge la cultura imbarbarendo i metodi di insegnamento e togliendo fondi allo stesso nelle scuole e nelle università, e così crea disoccupazione per produrre ignoranza. Il braccio vile e viscido di questa uccisione premeditata è la ministra Maria Stella Gelmini.

Oggi tanti giovani e meno giovani hanno scritto una pagina di storia del nostro paese. Hanno assalito Palazzo Madama, sede del Senato, Montecitorio, chiedendo le dimissioni del dittatore a gran voce, hanno combattuto con le Forza dell'Ordine, chiamate là a fare solo il loro dovere, e sono stati ricacciati indietro.

Quando un paese è in ginocchio e la sua economia è ferma, quando la disoccupazione cresce mentre i politici si arricchiscono, quando la gente capisce di non avere né un presente né tantomeno un futuro, perché i danni di questi scempi dureranno decenni, una molla scatta.

Chissà... magari siamo davvero alla rivoluzione, ai forconi.






REPUBBLICA:
Università, la protesta continua. Studenti assediano Palazzo Madama
Alcuni ragazzi hanno tentato di entrare al Senato. Fini: "Inaccettabile violenza". Schifani: "Intollerabile se protesta colpisce istituzioni". Prosegue alla Camera l'esame della riforma Gelmini, che domani dovrebbe avere il via libera

ROMA - Giornata di proteste, cortei occupazioni in tutta Italia contro la riforma dell'Università. Alcuni studenti, a Roma, nel corso della manifestazione, hanno superato le barriere di sicurezza, tentando di entrare a Palazzo Madama, sede del Senato, ma sono stati allontanati dalle forze dell'ordine, che hanno chiuso il portone. Durante l'invasione dell'atrio, una persona ha accusato un malore e i ragazzi sono stati trascinati e respinti all'esterno. Fuori da Palazzo Madama c'è stato lancio di fumogeni e uova 1 contro il portone. Il corteo si è diretto, poi, a palazzo Grazioli. "Dimissioni, andate a casa", hanno urlato gli studenti, bloccati a pochi metri dall'edificio dal cordone della polizia in tenuta anti-sommossa.

Proteste e manifestazioni in tante altre città: docenti e studenti sono saliti sui tetti delle facoltà a Torino, Perugia e Salerno. A Pisa traffico in tilt.

Studenti: "Contusi alcuni manifestanti". ''Alcuni manifestanti, forse più di una decina, sono rimasti contusi durante gli scontri con le forze dell'ordine in via di San Marcello'', hanno riferito alcuni ragazzi. Anche otto carabinieri sono rimasti feriti.

Due arresti e 27 denunce. Due arrestati e ventisette denunciati: è questo il bilancio dei disordini durante la manifestazione nella Capitale. Tra i denunciati otto hanno partecipato all'irruzione nell'atrio di Palazzo Madama. Sull'episodio sono in corso indagini della Digos per identificare eventuali altri responsabili del blitz al Senato e degli scontri nel centro di Roma.

Fini: "Inaccettabile violenza". L'attacco al Senato è stato un gesto "di inaccettabile violenza". Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha commentato in una nota inviata a Renato Schifani, la protesta degli studenti a Palazzo Madama. ''Signor Presidente - scrive Fini - ho appreso con preoccupazione le notizie sui tumulti e gli incidenti avvenuti nel corso di una manifestazione di studenti svoltasi oggi davanti al Senato della Repubblica e che ha anche comportato il ferimento del Dottor Francesco Capelli, addetto alla Sicurezza del Palazzo''. ''Nel condannare con fermezza questo inaccettabile episodio di violenza e di intolleranza, che ha avuto come obiettivo una sede parlamentare, cuore della vita democratica del Paese, e gli uomini che in essa operano, desidero esprimere - conclude il presidente della Camera - la intensa solidarieta' mia personale e della Camera dei deputati, unitamente agli auguri di pronta guarigione al funzionario coinvolto negli scontri''.

Schifani: "Intollerabile se la protesta colpisce istituzioni". È con "grande amarezza" che il presidente dell'assemblea di palazzo Madama Renato Schifani ha preso la parola per riferire sui "gravi incidenti" avvenuti questa mattina di fronte all'ingresso principale del palazzo. La protesta è legittima, ha detto in sostanza, Schifani a patto che non sia violenta. Diventa "intollerabile" se colpisce le istituzioni che sono un patrimonio di tutti.

Scontri in centro. Gli studenti che si sono mossi verso Montecitorio, hanno tentato di forzare un cordone delle forze dell'ordine e sono stati respinti con i manganelli. I manifestanti hanno lanciato anche un petardo. Gli scontri sono avvenuti mentre nell'Aula della Camera era in corso l'esame della riforma dell'Università, che domani dovrebbe avere il via libera. Il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani ha parlato con i ricercatori e gli studenti che da ieri sono sul tetto della facoltà di Architettura in piazza Borghese a Roma: ''Il ddl Gelmini è un disastro omeopatico, smantella l'università pezzo a pezzo'', ha detto, dopo essere salito sul tetto.

Il sit-in a Montecitorio. Un sit-in di protesta si è svolto davanti a Montecitorio contro il ddl Gelmini. Slogan contro il governo e striscioni con scritto 'Ridateci il nostro futuro', 'No ai tagli', 'Qui riposa in pace la scuola pubblica'. Ci sono bandiere e palloncini colorati della Flc Cgil. Una protesta che si accompagna a quella di questi giorni in molte città d'Italia con studenti e ricercatori che sono saliti sui tetti e hanno occupato scuole e facoltà. Tutto questo, spiega la Rete degli studenti, per ''gridare il nostro dissenso nei confronti di un ddl che distrugge l'università e la ricerca, che non pensa al futuro di noi studenti e del Paese''. ''Da Torino a Palermo passando per Milano, Firenze, Roma, Napoli e Catania - prosegue la Rete degli studenti - gli studenti occupano e autogestiscono scuole e facoltà. Il ddl Gelmini è una pietra tombale sull'università italiana che si inserisce in un'ottica generale di riforma della scuola e dell'università basata su tagli e privatizzazioni. Noi studenti non possiamo permettere che si giochi sul nostro futuro".

Occupata Giurisprudenza, salta inaugurazione anno accademico. "Gli studenti tornati in corteo alla Sapienza hanno occupato la facoltà di Giurisprudenza, dove si sarebbe dovuta tenere l'inaugurazione dell'anno accademico", hanno detto i Collettivi universitari. "La cerimonia è saltata, al suo posto c'è stata un'assemblea degli studenti che ora sono accerchiati dalla polizia e dalla questura universitaria- dice la nota-. Questa sera assemblea di studenti, ricercatori e di tutti coloro che vivono ogni giorno l'università per decidere le prossime tappe della mobilitazione".

Gelmini: "Studenti strumentalizzati dalla sinistra". "Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo. Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università". Così in una nota il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini, commentando le mobilitazioni e l'intervento di alcuni politici dell'opposizione: "Bersani - prosegue la Gelmini - in questo modo dimostra poco rispetto nei confronti dell'Aula che in queste ore sta discutendo una riforma che rivoluziona l'università italiana. Ai leader della sinistra dico che non basta salire un'ora sul tetto per far dimenticare come la sinistra ha ridotto l'università pubblica in italia. Per anni la sinistra ha impedito, per motivi culturali, che nelle università venisse premiato il merito. Sono stati umiliati i migliori per promuovere parenti e amici. È da respingere - conclude - il tentativo maldestro di alcuni di addebitare al governo o ai tagli l'inefficienza del sistema universitario. I soldi invece ci sono sempre stati, ma sono stati usati per moltiplicare posti, corsi di laurea inutili e sedi distaccate non necessarie".

Protesta a oltranza. Le mobilitazioni continueranno anche nei prossimi giorni e sabato 27 novembre, in occasione della manifestazione nazionale della Cgil, gli studenti scenderanno di nuovo in piazza.

Flash mob a Firenze. Una lunga catena umana per circondare, in un simbolico abbraccio, il rettorato dell'Università di Firenze. Questo il 'flash mob' organizzato dal coordinamento dei ricercatori dell'ateneo fiorentino contro il disegno di legge Gelmini. Circa 100 i partecipanti che dopo aver anche attraversato, formando una catena umana, piazza San Marco, sono stati ricevuti dal rettore, professor Alberto Tesi. ''Vi sono vicino - ha detto il rettore Tesi - e anche voi dovete essere vicini all'universita'. È un momento difficile,
ognuno deve fare la propria parte''. Ieri il rettore aveva sottolineato la preoccupazione ''per le risorse promesse e poi accantonate negli ultimi passaggi parlamentari'' nel testo del ddl e aveva convocato per oggi un Senato accademico straordinario.

A Torino, Perugia, Sassari e Salerno ricercatori sui tetti. Anche a Torino prosegue la protesta. Gli studenti hanno occupato Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà umanistiche. Da questa mattina alle 8 ci sono picchetti davanti agli ingressi che bloccano le entrate, mentre le lauree che si dovevano discutere sono state spostate in altre sedi universitarie. La notte scorsa è stato bloccato con catene ad opera del 'Fantasma dell'onda' l'ingresso della palazzina Einaudi, sede di Giurisprudenza e Scienze politiche. Infine, restano sul tetto di Palazzo Nuovo i ricercatori saliti nel pomeriggio di ieri e che hanno trascorso la notte attrezzati con coperte e sacchi a pelo. La protesta fanno sapere andrà avanti ad oltranza. A Perugia alcuni ricercatori sono saliti sul tetto della mensa dell'Università, in via Pascoli. Ed è ripresa stamani, anche sui tetti degli edifici dell'Università di Salerno, la protesta di professori, ricercatori e studenti. Circa una cinquantina di persone, sui tetti dell'edificio del campus di Fisciano, sta sfidando la pioggia e il freddo, "per opporsi in maniera visibile - dice Diego Barletta, uno dei ricercatori in protesta - all'approvazione di una riforma che non investe sull'università pubblica, non garantisce il diritto allo studio per tutti, concentra il potere decisionale delle università nelle mani di pochi e non offre giuste prospettive di carriera ai giovani studiosi".

Pisa, ponti bloccati, città in tilt. Un migliaio di studenti universitari ha occupato stamani i cinque principali ponti sull'Arno, situati nei pressi del centro storico di Pisa, paralizzando il traffico in tutta la città. L'azione rientra nella mobilitazione contro il ddl Gelmini ed è stata attuata da studenti di sette facoltà occupate (scienze, scienze politiche, lingue, lettere, giurisprudenza, ingegneria ed economia) e di altre facoltà dove sono in corso assemblee.

Siena: occupati binari della stazione. Circa 100 studenti hanno occupato i binari della stazione di Siena. Gli studenti hanno esposto uno striscione con scritto "Basta tagli all'università". Il transito dei treni è bloccato su tutti i binari.

Palermo, occupate 16 scuole. Sedici istituti superiori in 'stato d'agitazione' e la Facoltà di lettere e filosofia occupata dagli studenti a Palermo. Proseguono la protesta e l'ininterrotto volantinaggio degli studenti. Per domani indetta un'assemblea d'ateneo.




IL FATTO QUOTIDIANO:
Università, irruzione degli studenti in Senato. In tremila bloccano l’aeroporto di Pisa
Un poliziotto contuso per i tafferugli. Alla Camera discussione sugli emendamenti Fli con la Gelmini, per la quale ci sono risorse per finanziare l'università

Tensione altissima e scontri in pieno centro a Roma, dove questa mattina un gruppo di studenti ha tentato di entrare al Senato, lanciando uova contro il colonnato di palazzo Madama. Poco fa un altro gruppo di manifestanti, che si sono staccati da un corteo contro il ddl Gelmini, ha tentato di forzare un cordone di forze dell’ordine. La polizia li ha respinti usando i manganelli e gli studenti hanno risposto, a loro volta, lanciando petardi. A Pisa tremila studenti hanno eluso il servizio d’ordine dell’aeroporto invadendo le piste di atterraggio per alcuni minuti. Dopo si sono diretti verso la stazione per bloccare i binari.

A Roma il fatto più grave è quello accaduto in tarda mattinata, dove gli studenti hanno raggiunto il secondo portone d’ingresso del Senato, lanciando uova contro le vetrate. Molti di loro hanno sbattuto i pugni contro la vetrata del secondo ingresso, trattenuti dalle forze dell’ordine. I commessi del Senato, dopo non poche difficoltà, sono riusciti a chiudere il portone respingendo l’assalto, ma durante la calca il capo del presidio di polizia a palazzo Madama, Francesco Capelli, è stato colpito da malore. Ricoverato nell’infermeria del Senato, gli è stato riscontrato un trauma da schiacciamento, essendosi posto tra la folla degli studenti e il portone di ingresso su corso Rinascimento. All’ingresso del palazzo è arrivata la vice presidente del Senato, Rosi Mauro. “E’ uno scandalo quello che sta succedendo”, ha urlato la senatrice Mauro, riferendosi alla mancanza di controllo delle forze dell’ordine su corso Rinascimento, dove si si affaccia il portone principale.

I manifestanti che hanno cercato di fare irruzione sono stati trascinati e respinti all’esterno, dove altri studenti hanno lanciato fumogeni e uova contro il portone. Le forze dell’ordine sono schierate davanti all’ingresso del Senato in tenuta antisommossa. Una volta riunito, il gruppo è rientrato nel corteo che nel frattempo si era fermato a Piazza Madama. I manifestanti hanno poi cercato di bloccare il traffico. Il corteo prima dell’irruzione al Senato si era fermato davanti alla sede della Conferenza dei Rettori delle università italiane lanciando uova che hanno imbrattato anche il tricolore esposto fuori. Molti urlavano “i veri terroristi siete voi”. Al termine del pomeriggio le forze dell’ordine annunciavano l’arresto di due manifestanti e la denuncia di altri 27.

Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini è intervenuto con una nota: “Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo”. “Alcuni studenti – sostiene – vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di fare una sceneggiata sui tetti delle università”. Gelmini chiama in causa direttamente il capo dell’opposizione Pierluigi Bersani: “In questo modo Bersani si dimostra poco rispettoso nei confronti dell’aula che in queste ore sta discutendo una riforma che rivoluziona l’università italiana”. Il ministro si rivolge ai leader della sinistra, colpevoli secondo lei, di ”aver impedito, per motivi culturali, che nelle università venisse premiato il merito”: “A loro dico che non basta salire un’ora sul tetto per far dimenticare come la sinistra ha ridotto l’università pubblica in Italia. Sono stati umiliati i migliori per promuore parenti e amici”. Sarebbe quindi la sinistra, secondo il ministro ad aver alimentato il fenomeno del clientelismo: “E’ da respingere il tentativo maldestro di alcuni di addebitare al governo o ai tagli l’inefficienza del sistema universitario. I soldi invece – conclude – ci sono sempre stati, ma sono stati usati per moltiplicare posti, corsi di laurea inutili e sedi distaccate non necessarie”.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha definito “di gravità inaudita” quanto accaduto e ha rivolto un appello a tutti “ad abbassare i toni e a condannare episodi simili con fermezza, senza se e senza ma”. Poi ha fatto un appello alle forze dell’ordine, perché rafforzino la protezione dei palazzi istituzionali: “E’ preoccupante che dei giovani, che dovrebbero costituire la classe dirigente di domani, aggrediscano le istituzioni e quindi il cuore dello Stato”.

Daniele Capezzone ha detto che le proteste gli danno “un senso di pena profonda per questi segmenti di Italia più giovane allevati all’odio, al rancore, all’aggressione fisica verso ciò che è diverso da loro. Mettono in campo comportamenti da squadristi, e neanche se ne rendono conto”. Anche la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, ha dichiarato che “tutte le forme di violenza vanno isolate”.

La riforma dell’università è stata oggetto di una riunione alla Camera a cui hanno partecipato, tra gli altri, il ministro Gelmini e alcuni esponenti di Fli. Alla base del confronto la copertura finanziaria del provvedimento. Ma nel Pdl si teme che il clima si sia surriscaldato e che la richiesta di dimissioni di Fini avanzata da Berlusconi possa avere conseguenze sull’iter della riforma. “Purtroppo la situazione politica nazionale si sta ripercuotendo sul dibattito”, dice la relatrice del provvedimento, Paola Frassinetti. I finiani non hanno gradito lo stop ad alcuni emendamenti che avevano presentato: “Nessun ripensamento sulla legge, chiediamo solo un approfondimento” dice Antonino Lo Presti, esponente di Fli. Futuro e Libertà chiede il ritorno dell ddl Gelmini in Commissione: “Chiederemo un approfondimento, che il ddl Gelmini ritorni in Commissione. Vogliamo garanzie sulla copertura finanziaria”, aggiunge Lo Presti.

Rispetto a questa richiesta di Fli, il ministro dell’Istruzione Gelmini si è mostrata visibilmente irritata anche se non considera la partita chiusa e ci sarebbe un nuovo margine di trattativa con Futuro e Libertà: ”Stiamo lavorando per accogliere l’emendamento di Fli, ci stiamo avvicinando sul piano tecnico – ha detto la Gelmini -. Avremmo voluto più risorse, ma questa riforma ha fatto uno sforzo per accogliere le richieste”, comprese quelle di Futuro e Libertà per l’Italia. Secondo lei, è dovere del ministero “recuperare le risorse e finanziare l’università con canali consolidati”, anche se “bisogna trovare anche nuovi percorsi”. Tuttavia, Gelmini ritiene “che ci siano le risorse necessarie”.

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