lunedì 8 novembre 2010

Legittimo Impedimento: festini rosa, altro che "governare"!

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Un bell'articolo de L'Espresso, da leggere tutto d'un fiato. A Voi:


Ma dai giudici non può andare
di Marco Travaglio
L'impressionante quantità di appuntamenti rosa del premier fa sorgere qualche dubbio sul cosiddetto legittimo impedimento: quella norma che gli permette di non presentarsi ai suoi processi perché altrimenti 'non ha il tempo di governare'

Le bugie di Berlusconi si autoavverano a furia di essere ripetute. Ma ora la cronaca della convulsa serata del 27 maggio, che vide il premier mobilitato per ore a strappare con l'inganno il rilascio dell'amica "Ruby", smentisce platealmente una delle più riuscite: quella secondo cui, senza una legge che lo liberi finalmente dai processi, il Cavaliere non avrebbe più il tempo per governare.

Che si tratti di una pietosa balla lo si poteva intuire anche prima. Bastava ricordare che, quando vuole, riesce pure a fare il ministro ad interim (agli Esteri per dieci mesi nel 2002, allo Sviluppo economico per cinque mesi nel 2010): dunque la guida del governo gli lascia un sacco di tempo libero, sempreché non si voglia insinuare che, come ministro ad interim, non combina un bel nulla. Eppure, sfruttando la legge sul legittimo impedimento firmata da Napolitano appena cinque giorni prima, il 12 aprile scorso il premier ha inviato al Tribunale di Milano, che lo sta processando per i fondi neri Mediaset e per la corruzione di Mills, un certificato della segreteria generale della presidenza del Consiglio che attestava la sua assoluta impossibilità a comparire in udienza fino a metà settembre: "Impedimento continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni".

Ai giudici non è rimasto che congelare i due processi e girare la pratica alla Corte Costituzionale perché sancisca l'illegittimità di una legge che li assoggetta a un segretario di Palazzo Chigi. Un mese e mezzo dopo, mentre per il Tribunale risultava "continuamente impedito" a presenziare ai processi a causa del superlavoro governativo, Berlusconi impiegava l'intera serata, dalle 19 fino a notte fonda, al telefono col capo gabinetto della Questura di Milano, con l'igienista dentale Nicole Minetti e con una certa Michelle (escort brasiliana amica di Ruby), per propiziare il rilascio illegale della minorenne marocchina fermata per furto. Evidentemente le incombenze di governo non sono poi così continuative.

Del resto era stato lui stesso a svelare la sua giornata-tipo il 1 agosto 2008 quando, in conferenza stampa, aveva mostrato con aria sofferente la sua agenda del giorno prima. Fittissima, sì, di appuntamenti, ma ben poco legati alle sue funzioni: "Ore 9.40 uscita di casa. Ore 10 Enel Civitavecchia (ma all'inaugurazione della centrale non si presentò, ndr.). Ore 12 Yushchak (una modella ucraina, ndr.). Ore 13 Masi (Mauro, segretario generale di Palazzo Chigi e oggi dg Rai, ndr.). Ore 13.30 colazione per gli 80 anni di Cossiga con Letta e Ghedini (che però saltò, ndr.). Ore 16 Previti; telefonata Bossi; Manna e Troise (due starlet del caso Saccà, ndr). Ore 19 De Girolamo (Nunzia, giovane parlamentare, ndr.). Ore 19.30 Bassetti (produttore di Endemol, ndr.). Ore 20.30 Selvaggia (un'amica, ndr.). Sardegna compleanno Barbara (la figlia, ndr.)". Si spera che la Consulta, in vista della decisione del 14 dicembre sulla costituzionalità del legittimo impedimento, prenda buona nota.

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