sabato 13 novembre 2010

Soldi sporchi, escort, Brunetta, Bondi, Fazio e Moratti

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Chi va con lo zoppo, sapeva già zoppicare: se quello li ha messi in certe poltrone un motivo c'era, no?


Brunetta, la escort e i fondi neri
di Lirio Abbate
Nei verbali del suo interrogatorio, Perla Genovesi parla di quando il futuro ministro «gestiva i soldi sporchi di Forza Italia». E tira in ballo anche Bondi, Fazio (Salute) e il sindaco Moratti

Sesso, politica e tangenti. Racconti incredibili che però arrivano da una testimone che ha vissuto in alcuni dei luoghi chiave del potere berlusconiano: il San Raffaele di Milano, gli uffici lombardi del Pdl, "Il Giornale" di Paolo Berlusconi. E ha frequentato una schiera di figure chiave del governo, da Ferruccio Fazio a Sandro Bondi, da Renato Brunetta al comitato elettorale di Letizia Moratti. Tutto questo prima di diventare una trafficante di droga, in affari con personaggi in odore di mafia, pronta a infilare escort nei festini dei potenti di mezza Italia.

Così Perla Genovesi si è trasformata da collaboratrice di un senatore Pdl a collaboratore di giustizia: una pentita, che sta riempiendo verbali di rivelazioni, al vaglio delle procure di Palermo e Milano, in cui mette a nudo parlamentari e affari all'ombra del partito di maggioranza. Primo fra tutti il premier, Silvio Berlusconi.

La trentaduenne di Parma descrive con dettagli, date e circostanze la lunga frequentazione delle stanze del potere. Parole che potrebbero innescare un terremoto giudiziario, con epicentro a Milano, dove lei ha esordito contribuendo alla campagna che ha portato Letizia Moratti a Palazzo Marino. Di Milano ricorda in particolare l'incontro avvenuto quattro anni fa in un ufficio del San Raffaele dove la attendeva Ferruccio Fazio, il futuro ministro della Sanità del governo Berlusconi. All'epoca era primario di medicina nucleare e radioterapista all'istituto scientifico universitario fondato da don Verzè. Fazio conferma l'incontro e precisa: "Pianetta mi aveva chiesto di vedere la Genovesi. Ho letto il curriculum e mi sembrava adatto per un lavoro di due mesi per ricerche bibliografiche e di segreteria. Tutto è stato fatto in buona fede".

La ragazza in quel periodo aveva cominciato a collaborare con il senatore di Forza Italia, Enrico Pianetta, anche lui con un passato professionale al San Raffaele: oggi ricostruisce nei verbali i finanziamenti che Pianetta avrebbe fatto avere all'istituto di don Verzè. E racconta di essere stata compensata con una consulenza da 10 mila euro: un modo per pagarla senza lavorare. Perla sostiene che prima di quell'incarico ebbe un breve colloquio con Fazio che poi portò alla firma del contratto sul quale sono indicati studi relativi "al metabolismo regionale di glucosio in oncologia" e traduzioni in inglese. Ma a specifiche domande dei pm Ferrara e Viola, la Genovesi dice di conoscere l'inglese senza essere in grado di tradurre i testi e di non sapere alcunché di oncologia.

Nel lungo interrogatorio la ragazza spiega che nel 2006 "a decidere le candidature era pure la Massoneria" - "Erano i massoni a gestire i politici" - e avrebbe trovato riscontro a queste affermazioni parlando con un suo amico massone che lavorava per Sandro Bondi. L'amicizia della narcos con il futuro ministro dei Beni Culturali era nata nel 2005 quando Bondi, dopo averla incontrata in diverse occasioni, "voleva farla lavorare a Sky". "Poi non si era arrivati a nulla", ma lei ricorda che "era nata un'amicizia e si fidava di me". Si fidava così tanto che Bondi le avrebbe chiesto consigli su chi candidare a Parma per le elezioni politiche.

Le sorprese che Perla riserva ai pm non finiscono qui: ha pure lavorato per "il Giornale" di Paolo Berlusconi. Nel periodo in cui viveva a Milano ed era in cerca di occupazione - ed aveva già un piede nello spaccio di droga - ottiene un contratto da Franco Riva, che per gli inquirenti è stato consigliere della Società europea di edizioni spa, ossia l'editrice del "Giornale". Riva è legato al fratello del premier, e la Genovesi riceve l'offerta - poi accettata - di un incarico della durata di quattro mesi per la vendita di spot su Internet per conto dell'agenzia pubblicitaria del quotidiano.

La pentita ramifica le sue conoscenze in ogni angolo di Forza Italia e aggancia pure ex socialisti come Brunetta. E su questo futuro ministro Perla riserva ai magistrati che la interrogano nuovi particolari. "Per lui ho sempre avuto un'alta considerazione, nonostante sapessi che era quello che aveva amministrato i fondi neri di Forza Italia". I pm si stupiscono per l'affermazione, ma la Genovesi non si scandalizza, tanto che sottolinea che si tratta di "cose che sanno tutti": "Lui amministrava i soldi e ha amministrato per un periodo i fondi del partito. E si vantava con me di avere insegnato a Berlusconi l'economia". È sempre lei a presentare la sua bella amica Nadia Macrì, 28 anni - che si prostituiva - a Brunetta per sostenerla in un momento di bisogno. "Brunetta invece di aiutarla ha approfittato della situazione".

Il ministro, secondo Nadia, avrebbe avuto con lei un rapporto sessuale pagato con 300 euro. Circostanza smentita dal ministro. La Genovesi che lo conosce dice: "Brunetta non era uno che dava soldi, faceva regali, poi da quando si è fidanzato avrà smesso anche di fare regali. Non è mai stato uno che pagava le donne, faceva dei regali costosi e non usava droga". Ma il ministro avrebbe compensato Nadia accompagnandola pure dall'avvocato Carlo Taormina per farla assistere in una causa per l'affidamento del figlio. Circostanza che il penalista conferma.

Passano settimane e la escort arriva fin dentro il letto di Berlusconi che per due rapporti sessuali le consegna 10 mila euro. Nadia non fa mistero della sua attività ed è lei a rivelare il modo con il quale a Milano imprenditori o arabi ricevono giovani prostitute. "Lavoravo con uno che era un immobiliarista e forniva ragazze immagine a locali di Milano pagate con cento euro a sera e 500 per un'eventuale marchetta". Ai magistrati Nadia dice che c'è anche un'agenzia di modelle, il cui proprietario è uno sloveno, "che ha tante ragazze che ufficialmente fanno le hostess, ma in realtà è una copertura per la prostituzione".

Un'altra circostanza che i pm dovranno verificare, in questo feuilleton da basso impero che non sembra avere limiti.

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