domenica 28 novembre 2010

Wikileaks e l'uomo triste, sessuomane e inetto

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Lo confesso: sono un po' deluso. Forse era troppo tesa l'atmosfera e si erano create aspettative su qualcosa di davvero grosso. Ciò perché Wikileaks ha pubblicato in questi anni tonnellate di documenti, sputtanando le stragi di innocenti fatte dagli USA all'estero e clamorose decisioni di politica economica a braccetto con la corruzione. Quindi quando si è saputo che qualcosa di nuovo avrebbe riguardato anche l'Italia, logico che si fremesse.


Oggi invece abbiamo la conferma (almeno per il momento, perchè i nuovi Files escono a rotazione) che quello che noi italiani sappiamo già è pure nei giudizi degli stati esteri su di noi. E facciamo la figura dei ridicoli, perché abbiamo a capo del governo Silvio Berlusconi.

Julien Assange sta pubblicando molti dati riguardanti le relazioni fra USA e gli altri stati, coi giudizi espressi dai suoi collaboratori sparsi per il mondo. Lo stesso Assange che è diventato un mito per tutti gli anarchici e anche per quanti vogliono informazione e non insabbiamenti, è stato accusato di uno stupro a danno di una ragazza che non si sa chi sia né cos'abbia raccontato... chiaro segnale che le alte sfere americane (e non solo) vogliono distruggerne l'immagine e quindi la credibilità attraverso una certosina opera da "macchina del fango" di stampo feltriano e belpietresco, per intenderci.

Cosa si dice almeno per il momento sull'Italia e su Berlusconi, allora?

Anzitutto che il segretario di Stato americano, Hillary Clinton (quella con le palle in famiglia), ha chiesto all’inizio di quest’anno alle ambasciate americane a Roma e Mosca informazioni su eventuali “investimenti personali” dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi. Una scoperta dell'acqua calda per noi italiani, che sappiamo bene che non solo con Putin, ma anche con Gheddafi (e altri) Berlusconi maschera affari privati con riunioni di Stato (quindi pagate da noi contribuenti).

Pensate che sono ben 3.012 i rapporti segreti inviati dalle sedi diplomatiche italiane verso gli Usa.

Poi veniamo a sapere che il Segretario alla Difesa americano Robert Gates, ex capo della Cia, in visita da Franco Frattini lo scorso 8 febbraio, si è visto promettere da Frattini l'invio di nuove truppe italaine in Afghanistan... alla faccia del tanto sbandierato rientro delle nostre truppe ad ogni decesso di soldati italiani in terra straniera.

Ancora: ci sono altre notizie sui rapporti tra Putin e Berlusconi, sui “regali sontuosi” personali, sui vantaggiosi contratti energetici e su un “misterioso” intermediario russo-italiano. I diplomatici scrivono che Berlusconi “sembra sempre più il portavoce di Putin” in Europa e che mentre Putin può godere di una supremazia su tutte le figure pubbliche in Russia, Berlusconi è ostacolato da ingestibile burocrazia che spesso ignora i suoi editti.

Secondo queste informative la cosa che accomuna Putin e Berlusconi è lo stile autoritario e machista, che permette a Putin di relazionarsi perfettamente con il premier italiano. Questo rapporto provoca negli statunitensi una profonda diffidenza. Ma di Berlusconi si mettono in evidenza “le feste selvagge”. E’ “irresponsabile, vanesio e inefficace, come leader europeo moderno”, dice Elizabeth Dibble, agente diplomatico americano a Roma di Berlusconi. Un altro rapporto dalla Capitale segnala la debolezza “fisica e polica” di un leader la cui “inclinazione per le feste notturne e frequenti significa che non si riposa abbastanza”.

Poi infine ce n'è un po' per tutti i leader mondiali. I giornali che stanno pubblicando le notizie, perché hanno l'esclusiva, sono
The New York Times
The Guardian
Der Spiegel
Le Monde
El Paìs

Basta tenerli d'occhio!

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