mercoledì 8 dicembre 2010

Complimenti La Russa: uccisione della Giustizia per salvare gli "amici"

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Complimenti vivissimi al "politico" (chiedo scusa alla categoria se la offendo nell'accostamento) La Russa, che per salvare i suoi "amici" sotto processo, assesta un sonoro calcio in faccia alla Giusitizia. Proprio come il suo ducetto Berlusconi. Questo crede di essere simpatico, ma è un cancro per la società. Lui che alle conferenze stampa strattona i giornalisti, in televisione interrompe gli interlocutori, adesso si dedica alle pastette. Complimenti vivissimi, Ignazio.


La Russa beffa i marinai
di Luigi Irdi
Per salvare dal processo sette alti ufficiali, il governo fa saltare i risarcimenti alle vittime dell'amianto a bordo della navi. Con una leggina ad hoc

Con la norma, voluta dal ministro della Difesa e fatta propria da Maurizio Sacconi, si escludono i "navigli di Stato" dall'elenco dei lavori usuranti.

È bastato un articoletto fortemente voluto dal ministero della Difesa e inserito in volata alla Camera nella legge sui lavori usuranti firmata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi (il "collegato lavoro") e il processo in corso a Padova nei confronti di sette alti ufficiali della Marina Militare (Mario Bini e Filippo Ruggiero, ex capi di Stato Maggiore, Lamberto Caporali e Francesco Chianura, ex Direttori Generali del ministero della Marina, Agostino Di Donna, Guido Gucciniello e Elvio Melorio, ex Direttori di Sanità Militare e Mario Porta, ex Capo di Squadra Navale) accusati per omicidio colposo plurimo, rischia di finire in una bolla di sapone.

L'articolo (il numero 20 della legge) dice in poche parole che le norme sulla sicurezza del lavoro non si applicano al "naviglio di Stato", ovvero alla flotta della Marina Militare. L'accusa nei confronti dei militari è infatti di non aver tutelato centinaia di marinai dall'esposizione alle fibre di amianto a bordo delle navi, causando così la morte di almeno due militari colpiti da mesotelioma da amianto.

Tentata già in primavera, l'operazione salvataggio per gli ammiragli si era scontrata con il no del presidente Giorgio Napolitano che aveva rinviato la legge sui lavori usuranti alle Camere. La maggioranza ha fatto finta di niente e l'ha riapprovata così com'era, precludendo a centinaia di marinai tutt'oggi a rischio ogni possibilità di risarcimento.

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