mercoledì 8 dicembre 2010

Compravendita natalizia dei parlamentari: Razzi e Scilipoti? IDV in pericolo

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Che la lunga mano arcoriana fosse sulle tracce del deputato IDV Antonio Razzi si sapeva da tempo. A settembre il biscione si era offerto di pagare al parlamentare dipietrino il mutuo della casa, e come bonus era pronta una poltrona da vice-ministro o sottosegretario. Di Pietro ha confermato oggi che le pressioni su Razzi continuano, ma lui si sente fiducioso sul fatto che Razzi si presenti alla Camera per il voto di sfiducia del 14 dicembre prossimo.

Affermazioni dello tesso tenore ha il leader IDV sul nuovo obiettivo Domenico Scilipoti, altro deputato IDV alla Camera finito nel mirino degli abili corruttori del biscione. Qui la questione si è fatta bollente, perché il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi ha parlato con Scilipoti richiamandolo alle sue responsabilità verso gli elettori dopo le voci che lo davano fra i filo-berlusconiani, e ha cercato di fissare un incontro per chiarire tutto. Ma Scilipoti ha rifiutato l'incontro e quindi il confronto, e si è messo a piagnucolare. La cosa ovviamente puzza.


La cosa più importante da notare è che il voto di sfiducia può essere azzoppato in due modi, e cioé in maniera plateale e in maniera nascosta. Per la prima via basta andare il 14 alla Camera e votare contro la mozione di sfiducia. Per la seconda invece basta non andare alla Camera, astenendosi: così però si fa il gioco di Berlusconi. Questa seconda via sarebbe quella cui starebbe pensando Scilipoti, il quale fingendosi offeso per la richiesta di un incontro da parte di Donadi, così deciderebbe di non recarsi alla Camera il 14, facendo un grosso favore a Silvio Berlusconi.

Sulla questione si è buttato a capofitto il sito portavoce dell'Italia dei "Veri" Valori (e cioé quel movimento interno all'IDV ma in fase di distacco che cerca le pagliuzze al partito ma annovera in sé alcuni fra i peggiori maneggioni dello stesso), Il Tribuno, per gettare benzina sul fuoco. Questo sito ha sentito sia Razzi che Scilipoti.

Per quanto riguarda il primo, Razzi, quando era venuta fuori l'iniziativa del partito di presentare la sfiducia era all'estero, e aveva detto che voleva sentire Di Pietro per informarsi sulla questione prima del voto. Atteggiamento responsabile. Però questo sito lo prende in giro dicendo che lui per votare deve sentire il suo leader, come fosse un pupazzo. C'è poi un riferimento a presunti maneggi di Di Pietro su candidature che lo riguarderebbero, come al solito si getta mondezza gratis... i "veri" valori, eh?

In riferimento invece a Scilipoti, Il Tribuno la spara più grossa, attribuendo allo stesso la dichiarazione "Donadi mi ha minacciato per telefono". Poi arriva la consueta presa in giro sull'aver, Scilipoti (dicono), cambiato idea due volte: prima dicendo che non avrebbe votato la sfiducia, poi invece sì. Anche qui mondezza su mondezza.

A questo sito, portavoce di quel "movimento" dei "veri" valori (o invece "disvalori", come dice sempre un suo iscritto) quindi interessa più creare casini che altro. Ed è grave che questo fuoco (con la benzina gettata sopra) venga appiccato proprio in occasione di un passo fondamentale per il futuro del nostro paese. A questa Italia dei "veri" Valori allora cosa interessa? Il bene dell'Italia o cosa? Per carità...

Al di là delle illazioni de Il Tribuno (che pare più vicino agli interessi del PDL che di altri, come Libero o Il Giornale), al di là delle scuse puerili di Scilipoti, una cosa vale più di tutte: un politico che si iscrive all'IDV, se lo fa (iscriversi), è perchè condivide la linea del partito, e dato che il partito è all'opposizione la linea consiste nel combattere contro il PDL e Berlusconi. Astenersi dal presentarsi alla Camera il 14 o addirittura votare contro la mozione di sfiducia che è del partito comporta giustamente la cacciata dallo stesso: c'è poco da fare piagnistei! Nessuna scusa regge, sia chiaro. E ancora: un cittadino che vota un politico dell'IDV lo fa perché condivide le idee e le battaglie del partito, e allora che figuraccia va a fare Scilipoti (o Razzi) se va contro questa mozione del partito, fondamentale per la linea del partito cui lo stesso Scilipoti si è iscritto tempo fa? O invece è più importante conservare la poltrona per maturare il minimo onde ottenere la pensione da parlamentare? Scilipoti lo ha capito che i suoi elettori non lo voterebbero più qualora non andasse a votare la sfiducia?

Alla fine, Scilipoti e Razzi, vi comporterete da Italia Dei Valori (votando quindi la sfiducia a questo governo che ha rovinato il paese) o invece da Italia dei "veri" Valori (piantando solo casini)?

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