lunedì 6 dicembre 2010

Guazzabuglio totale



Wikileaks sta smascherando l'Italia e le politiche di palazzo. Dopo aver letto che secondo l'ambasciatore americano a Roma Berlusconi è "Il portavoce di Putin" e che gli USA temono l'azione del nostro paese perchè per certi versi non farebbe i loro interessi, oggi le notizie si arricchiscono di nuovi documenti.

Il più buffo è quello per cui la CIA avrebbe detto a Berlusconi qualcosa di simile (secondo la traduzione fatta in un blog): "Sappiamo che quando le cose si metteranno veramente male, scapperai in Libia. Gheddafi ti ha già preparato una mega tenda di lusso. Ti sei spianato la via di fuga, e come Craxi prima di te, non ti arrenderai a lasciarti travolgere dalla rovina". La cosa dovrebbe far inorridire ma fa invece sorridere, perché non c'è cittadino italiano che non creda che se il governo Berlusconi cade e con le nuove elezioni vince il centro-sinistra, i processi si riapriranno e le condanne faranno scappare all'estero il kaiser. La sua Hammamet ha decine di facce: tutte le case acquistate all'estero, fra queste quindi ora ci sarebbe anche la casa di soccorso, e cioé la Libia di Gheddafi... una bella tenda piena di ragazzine, protetta da un dittatore che sputa in faccia al diritto internazionale, proprio come fa Berlusconi, suo fedele "amico" e socio d'affari. Dalla Libia l'estradizione di Berlusconi non sarebbe mai accordata, è chiaro, Putin invece se ne infischierebbe e lo pugnalerebbe alle spalle.

Le annotazioni governative americane pubblicate da Assange crescono ogni giorno, e proprio adesso che il fondatore di Wikileaks è sotto minaccia di cattura la distribuzione online e tramite i giornali contattati va avanti e accelera. Così veniamo a sapere che il governo USA guarda con occhio torvo l'ENI, che "detta la politica al governo italiano e usa la propria influenza per bloccare i piani dell'Unione europea, a favore delle politiche energetiche russe". Che Berlusconi e Putin sono soci d'affari ormai è assodato, pensate alla sbandierata promessa di percentuali degli utili se l'Italia favorisce le industrie russe del gas. E il Pentagono spia preoccupato ma da interessato vuole proteggere il gasdotto Trans-Med, la Glaxo Smith Kline SpA di Parma e la Digibind in Italia, il cavo sottomarino APOLLO in Francia e Gran Bretagna, le fabbriche farmaceutiche in Germania, il gasdotto Nadym in Russia e altre centinaia di siti in Israele, Spagna, Africa, praticamente ovunque. Una guerra nascosta (non più, azzardiamo) fatta di interessi economici prima che politici da ambedue le parti.

Ma Berlusconi ha altro a cui pensare, nella sua lista di priorità (dove al primo posto c'è il suo nome e poi non ha altri numeri): il 14 dicembre si avvicina e il Parlamento ha chiuso i battenti (così riparte in gran segreto la campagna acquisti), del resto se Tremonti chiude il rubinetto non si può legiferare. Anche la "riforma" Gelmini scivola avanti, per tenere buona la protesta studentesca. Bocchino oggi ha indicato la possibile strategia del primo ministro: siccome i numeri per la fiducia mancano, Berlusconi il 14 mattina potrebbe presentare le dimissioni, salire da Napolitano e ripartire daccapo con un nuovo governo (Casini alleato? dell'UDC non ci si può fidare, banderuola com'è, in vetrina per il migliore offerente - Pannella? ha girato pure questa voce).

Ricordiamo sempre una cosa: le scelte di Berlusconi sono sempre pilotate dai suoi interessi personali (ma è così per tanti ma davvero tanti politici). Quindi si va avanti, il teatrino della politica italiana (che ha nel mondo uno spettatore a volte divertito, a volte schifato, altre volte preoccupato) si arricchirà di nuove rivelazioni da Assange e di nuove strategie salva-chiappe da parte di Silvio. Confesso una cosa: anche io vorrei che i nostri politici andassero all'inferno a spegnere il fuoco con le chiappe, la Littizzetto ha decisamente ragione.

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