lunedì 13 dicembre 2010

Il destino del Paese in mano a mezzi uomini e danari sporchi

.

OGNI MEZZO UOMO HA UN PREZZO


La corruzione. L'arma letale che ha fatto acquisire case editrici, che ha fatto acquistare giudici e testimoni, e che ora fa comprare il voto di mezzi uomini: essi, si sa, hanno un prezzo, e non hanno coscienza. Poi che gliene importa se tradiscono la linea del partito cui aderirono, che gliene importa se tradiscono "il mandato degli elettori", e che gliene frega se per mano loro il paese va a rotoli, in mano a chi ha distrutto l'economia curando solo i propri interessi e quelli una cricca da accontentare per ottenerne il sostegno.

L'Italia è peggio dei paesi sudamericani, peggio delle finte repubbliche dell'est europeo... la corruzione ha dilagato espandendo i suoi fetidi rami ovunque, avvelenando la società civile, in nome di un unico Dio: il Denaro, che accompagnato a due striscioline di potere piace assai a tutti, al popolo che butta i soldi per giocare al Superenalotto o per acquistare le card del digitale terrestre (in mano alla famiglia del ducetto lampadato e incazzoso), ai politici che una volta eletti si scordano che la politica sarebbe un servizio.

La cronaca di questi giorni si tinge di un colore molto simile a quello che c'è nel gabinetto prima di tirare la catena, e i finti uomini parlano di "responsabilità" nel proprio operato, e non accettano le più sacrosante critiche. Intanto gli scheletri escono dagli armadi e dipingono una quadro indecente e indecoroso, dove i colori sono quelli della disonestà, del finto sorriso, della corruzione. Ecco cosa è la politica italiana.

Ironia della sorte ha voluto poi che proprio dal partito che ha messo la "questione morale" davanti a tutto, il partito della più dura opposizione a Berlusconi e a tutto quello ch'egli rappresenta, siano venute fuori le storie più raccapriccianti. Antonio Razzi, deputato IDV eletto nella circoscrizione estera, e il suo mutuo da pagare. Mesi fa aveva denunciato un tentativo di compravendita da parte di emissari berlusconiani, sollevando un polverone che gli aveva garantito strali squadristi da parte della stampa filo-dittatura, ora è l'eroe della stessa stampa vicina a Berlusconi. Intanto viene fuori la storiella triste : "Il motivo della scelta di Razzi? L’ha spiegato lui stesso il 25 novembre durante una cena a Zurigo: Angelino Alfano gli ha garantito la rielezione e Franco Frattini gli ha permesso di segnalare un nome come prossimo Console onorario di Lucerna. Per questo a Razzi conveniva appoggiare Berlusconi. Anche perché Antonio Di Pietro gli aveva già dato il benservito a causa di un processo pendente". E allora basta una telefonata per risolvere il mistero di Antonio Razzi, oggi approdato a Noi Sud, che con il suo voto potrebbe salvare il governo di Silvio Berlusconi. E bastano dieci minuti di intervista con Massimo Pillera, l’ex portavoce di Razzi, per capire come dietro il mercato dei deputati si muova ormai l’intero esecutivo: dal ministro della Giustizia, fino a quello degli Esteri. Del resto Pillera chi sia Razzi, lo sa molto bene: "Ho girato un film sulla sua storia di operaio e quando è stato eletto gli ho fatto da chioccia, vista la totale inesperienza politica. Poi l’ho lasciato e sono tornato al mio lavoro di giornalista e direttore del settimanale svizzero ‘La Pagina’".

Secondo questo articolo Razzi si sarebbe appropriato di fondi stanziati dalla regione Abruzzo per la ricostruzione di un edificio, che poi invece sarebbe stata pagata da una compagnia di assicurazione svizzera. Da qui la denuncia e le noie giudiziarie che fecero giustamente infuriare Di Pietro e videro l'intervento di Alfano e Frattini.

Si è parlato poi di Scilipoti, a lungo, adirato perché Annozero ha scoperto gli altarini intervistando i suoi familiari (se la prenda con loro...), ed è stato irritante vederlo tutto contento circondato dalle telecamere mentre spiega le sue scellerate ragioni. Di Pietro sta facendo la spola con la Procura della Repubblica (purtroppo quella di Roma, assai vicina al Ministero), producendo documenti che proverebbero la compravendita, e un'indagine è stata aperta. Che poi un Cicchitto qualunque parli di "Gravi intromissioni", non conta. La corruzione dev'essere punita sempre, anche e soprattutto quando entra nel dibattito politico. Non dimentichiamo l'acquisto di quel senatore del PD che determinò due anni fa la caduta del governo Prodi, ok?

Il potere quindi conta più della militanza, ricordate anche i casi di Valerio Carrara e Sergio De Gregorio, sempre nell'IDV, tempo fa.

La questione però riguarda anche i due ex Pd Bruno Cesario e Massimo Calearo. O pensiamo ancora alle incertezze di Pannella e del suo gruppo, o alle tre deputate giunte alla fine della gravidanza, probabili assenti proprio domani, assieme!

Quale sarebbe l'àncora di (finta) salvezza per tutte queste persone? Quale sarebbe il filo d'erba dietro cui potrebbero nascondersi? Non recarsi al Parlamento, in modo da non votare né per la sfiducia, né per il regime. Ma ciò fa solo gli interessi di Berlusconi, perché l'astensione determina un ricalcolo del numero dei presenti e un cambiamento del quorum, il tutto a favore del kaiser di Arcore, il quale continua a proclamarsi sicuro che i numeri gli daranno ragione. Ma anche se Berlusconi vincesse per un pugno di voti (appunto: comprati), potrebbe poi governare? La risposta è NO, e lui lo sa. A cosa serve allora questo voto a Berlusconi? Semplicemente per dire: "avevo vinto di nuovo, avevo ragione Io e non Fini, ora andiamo a votare e spazziamoli via, perché mi/ci hanno tradito".

Questo voto sulla sfiducia quindi non serve a cacciare o confermare il governo, bensì serve a dare un forte assist alla campagna elettorale dell'una o dell'altra parte, perché quali che siano i numeri domani, non c'è possibilità di alcun governo, neppure tecnico, e solo le urne potranno far vedere cosa vuole davvero l'Italia. Quello che vuole disperatamente Berlusconi è chiaro: evitare il carcere.

.

Nessun commento:

Posta un commento