sabato 4 dicembre 2010

La confessione del magistrato Lombardi incastra Verdini e Dell'Utri


"Del Quirinale ce ne freghiamo". Tranquillo, finirai in carcere, tu e tutta la Loggia P3.


Lombardi: "Così feci pressioni per il contenzioso Mondadori"

Prime ammissioni dell'ex magistrato tributarista: "Me lo chiesero Verdini e Dell'Utri". Carfagna ascoltata per un'ora a Napoli

di DARIO DEL PORTO e MARIA ELENA VINCENZI

ROMA - Furono Verdini e Dell'Utri a chiedere che Lombardi facesse pressioni per il contenzioso fiscale della Mondadori. Venerdì mattina, ieri, carcere di Opera, Milano. Pasquale Lombardi, ex magistrato tributarista in carcere da luglio con l'accusa di essere il braccio operativo della P3, viene interrogato dal procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo. Parla, "Pasqualì", e fa le prime, timide, ammissioni. Sconnesse e difensive, certo, ma alcune indicazioni ci sono. Una su tutte quella relativa alla sua visita all'avvocato generale dello Stato, ora in pensione, Oscar Fiumara, per vagliare la sua disponibilità al rinvio alle Sezioni Unite del ricorso fiscale in Cassazione della Mondadori.

"Non ricordo esattamente se furono Dell'Utri e Verdini o se Martino e Carboni a incaricarmi del sondaggio presso l'Avvocatura dello Stato - ha detto Lombardi - Posso dire certamente che lo feci, senz'altro, perché la questione interessava Verdini e Dell'Utri". Poi il Lodo Alfano, sul quale, però, il geometra ha detto di aver millantato. Con i politici e con i suoi "compagni di associazione", Flavio Carboni e Arcangelo Martino. Ed è proprio sul "collega" che si è concentrato parte dell'interrogatorio: Lombardi ha smentito l'ex assessore di Napoli punto per punto. False le dichiarazioni fatte da Martino ai pm sulle frequentazioni tra il giudice tributarista e Gianni Letta. Con il sottosegretario, ha ammesso Lombardi, c'è un'amicizia di vecchia data, ma in tutto il 2009 "ci siamo visti appena due volte". E, soprattutto, mai in presenza del co-indagato (che invece aveva sostenuto di averlo accompagnato). Inventata anche la visita a Berlusconi: Martino aveva raccontato che Lombardi era andato con l'onorevole Nunzia Di Girolamo. L'ex geometra ha spiegato di aver sempre desiderato un incontro con il premier (cercato anche tramite la deputata campana), ma invano. Infine le questioni regionali. "Pasqualino" ha detto di essersi dato da fare al solo fine di esplorare possibili candidati.

Nessuna pressione sulla Cassazione per ottenere parere favorevole al ricorso contro l'ordinanza di custodia cautelare per l'ex sottosegretario all'Economia Cosentino e nessun coinvolgimento nel "trappolone" a Caldoro. Questa la linea difensiva, ancora tutta da verificare, tanto che i magistrati non hanno espresso parere favorevole, come invece accadde per Martino, alla scarcerazione per cui martedì i legali di Lombardi presenteranno istanza.

La P3 al centro dell'interrogatorio del ministro Mara Carfagna, convocata come testimone in Procura a Napoli. Due inchieste, due uffici. L'esponente del governo è stata sentita da Giuseppe Narducci, pm che indaga su Cosentino e l'eolico-P3. Il ministro ha fornito la sua versione sulle presunte pressioni della loggia sulla Cassazione per il ricorso di Cosentino e sul falso dossier Caldoro. Mara Carfagna ha poi risposto alle domande di Henry John Woodcock e Francesco Curcio che stanno indagando a fari spenti su alcuni affari del centrodestra campano.

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