martedì 28 dicembre 2010

La pressione indebita alla Corte Costituzionale e i calcoli di Berlusconi

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Dal 14 dicembre in poi il presidente del Consiglio ha ostentato non solo gioia ma anche tranquillità. Ottenuta la ridicola (per come è stata ottenuta) e prezzolata maggioranza alla Camera (al Senato i giochi erano già fatti da tempo), Berlusconi ha raggiunto il suo scopo: dare una spallata a Gianfranco Fini per poter dire "Ho vinto io e tu hai perso". L'UDC ha ripreso quindi il suo balletto dentro una vetrina stile Amsterdam, il PD si è bloccato sull'ennesimo "E ora che si fa?" e l'IDV è spaccato in due per la questione morale (e cioé: quelli che hanno fallito l'attacco a Di Pietro lo stanno accusando di non aver fatto bene "i controlli" nel partito - se li avesse fatti, da tempo questi contestatori sarebbero per strada, perché la questione riguarda loro, le classiche galline che cantano).


La tranquillità di Berlusconi passa anzitutto per la perenne campagna acquisti dei parlamentari, fra i quali ci sono coloro che hanno formato il gruppo dei "Responsabili" (mai termine fu più falso) e quanti altri saranno strappati agli altri partiti (FLI in testa) a suon di lusinghe allettanti. La vera questione, sottovalutata da troppi, è che in questa legislatura ci sono troppi "giovani" della politica, e quindi per essi è comodo continuare a prendere i bei stipendi e soprattutto riuscire a far maturare il minimo di presenze necessario per ottenere le pensioni d'oro che la politica si è auto-riconosicuta da anni, alla faccia della povertà dilagante che affligge il paese.

La tranquillità di Berlusconi però passa anche per le recenti aperture in ambito giudiziario relative alla decisione della Consulta sul Legittimo Impedimento: la legge della vergogna che gli consente di bloccare i processi in cui il carico probatorio a suo svantaggio è pesantissimo (soprattuto nel caso Mills, dov'è stata accertata la corruzione e conseguentemente condannato il corrotto, ora manca solo la condanna del corruttore).

A chi alludiamo? Repubblica ha pubblicato un articolo in cui vengono messe in chiaro le cose. La Corte Costituzionale ha tre vie davanti a sé: la prima azzera la legge per manifesta incostituzionalità, e quindi accoglie in pieno l'istanza dei giudici di Milano (documenti e Carta Costituzionale alla mano è l'opzione più corretta, anzi: l'unica plausibile ed onesta); la seconda ne riconosce solo un difetto parziale che può essere corretto (una salomonica mano tesa all'Esecutivo); la terza respinge la tesi dei magistrati e "santifica" la legge (creando lo Stato Assoluto e sancendo l'impunità totale di una persona - quello che vuole Berlusconi).

La Corte Costituzionale è sotto assedio, è qui che si stanno scaricando le pressioni (che dovrebbe avere Berlusconi). E' addosso ad essa che la stampa e le tv filo-berlusconiane stanno riversando finte preoccupazioni sulla governabilità del paese (la realtà è che il paese non è governato: la maggioranza pensa a salvare il capo e ai propri interessi di Casta), è su di essa che è stata scaricata una grossa patata bollente da un giudice famoso, che ha perso l'occasione per fare bella figura e stare zitto. Infatti tra i colleghi suscita forte sconcerto il fatto che uno di loro, l'ex ministro della Funzione pubblica Luigi Mazzella, famoso per aver invitato a cena il premier e il Guardasigilli Alfano prima della sentenza sul lodo della vergogna, abbia scritto una lettera, divenuta pubblica, in cui si pronuncia per il sì alla legge. I giudici della Corte commentano: "Così aumenta il nostro senso di solitudine e rischiano di rafforzarsi le pressioni dei nostri confronti".

E questo è proprio quello che vuole Berlusconi.

Tutti però pare non si siano accorti di una cosa. Gli italiani che sono stufi di avere come presidente del Consiglio uno che ha queste vicende giudiziarie, che pensa solo a se stesso eccetera, lo vogliono in carcere. Berlusconi però in carcere non ci finirà mai. Egli ha più di settanta anni, e se questo monstrum giuridico dovesse venire cancellato (com'è auspicabile e corretto costituzionalmente), egli non finirà sotto processo... una nuova porcata normativa sarà pronta, e il circo dei pagliacci si rimetterà in moto. Passaranno i mesi, che diventeranno anni, Berlusconi sarà rieletto, poi sarà troppo vecchio per vedersi sbattere in galera. E' proprio così, è inutile che ci prendiamo in giro. Tenete conto poi che anche nell'ipotesi più rosea per l'Italia (l'apertura delle porte del carcere per Sua Emittenza), ci sono sempre la oltre trenta case all'estero, le Hammamet di salvataggio.

Berlusconi lo sa, è per questo che è tranquillo. Per lui il problema non è andare in carcere o meno (perché sa che non ci finirà mai), ma vincere pure questa lotta: detesta perdere. E tutto ciò esattamente come per il voto sulla sfiducia del 14 dicembre: a lui interessava solo vincere contro Fini (e non contro il PD o l'IDV: sa bene che quelli si azzoppano da soli). La sentenza della Corte quindi ha un'importanza solo simbolica. A questo punto una domanda nasce spontanea: gli Scilipoti esistono solo in Parlamento oppure ne troveremo anche nella Consulta?

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