lunedì 24 gennaio 2011

Due amare e azzeccate riflessioni sul nostro paese

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Oggi voglio pubblicare due lettere, scritte da giovani (non più giovanissimi) che hanno sperimentato la vita e il lavoro all'estero e in Italia. La prima è stata pubblicata su Repubblica, la seconda l'ha scritta una mia amica e l'ha inviata a Ezio Mauro, il direttore di Repubblica. Credo gettino una luce sinistra ma sincera sul reale stato delle cose qui. Noi diamo quasi tutta la colpa a Berlusconi, il quale per carità è il principale responsabile dell'imbarbarimento della nostra società coi modelli sovraesposti dalle sue tv, ma in realtà c'è da scavare a fondo, perchè le radici del nostro paese avevano già germogli velenosi.


Salve a tutti,
ho 38 anni e dopo aver passato circa 7 anni all'estero tra Germania, Inghilterra, Grecia, Romania etc. e aver viaggiato tanto per studio e lavoro sono poi ritornato in Italia già da 4 anni.
Dando per scontato che Berlusconi sia un grosso e serio problema per l'Italia, vorrei fare una osservazione un po' più profonda.
Nel mio dialetto diciamo "il pesce puzza dalla testa" ma ho imparato in questi 4 anni che sono ritornato in Italia che è proprio tutto il pesce che puzza.
Ossia tutto il popolo italiano, chi più chi meno, si comporta alla Silvio, all'Italiana appunto.
So che questo può sembrare molto provocatorio, ma è tanto più evidente quanto si osserva l'Italia dopo aver vissuto all'estero.
Il popolo Italiano (ripeto chi più chi meno) manca di coscienza sociale e civile, siamo un popolo di individualisti strafottenti presuntuosi e direi anche generalmente molto ignoranti (nel senso sociale e civile).
Dall'ignoranza scaturisce il razzismo, dalla presunzione l'incredulità del danno enorme che si riceve infangando l'immagine del paese all' estero, la strafottenza nei confronti di una appartenenza ad un'Europa che potrebbe essere una via di salvezza. Questo spiega l'incapacità di reagire, direi una vera e propria sterilità, impotenza rispetto a tutti i problemi che ognuno di noi vive quotidianamente.
Esiste la netta percezione del declino di una cultura eccezionale, ma nessuno è in grado di credere in una forza collettiva. Non mi si venga a parlare della solita creatività italiana, che sappiamo dare il meglio quando tocchiamo il fondo come la Nazionale etc. semplicemente ci sono delle grandi lacune strutturali sociali e civili che si vanno allargando poiché non siamo una collettività, solo individualità.
Ci si accusa gli un gli altri, nord-sud, ricchi-poveri, giovani-vecchi, uomini-donne, puttane-papponi e via dicendo ma fondamentalmente il motto è "Mors tua vita mea". Questo si riscontra nella classe dirigente, che mira a intascare soldi, controllare gare di appalto, asservire il potere per poterne prendere parte. L'assuefazione di questo popolo è totale, ma accecata dalla più grande presunzione e ripeto ignoranza. Quindi non vedo nessuna possibilità di cambiamento a breve, non esiste capacità. E' anche vero che 14 anni di potere mediatico hanno contribuito al totale accecamento e afflosciamento delle menti delle persone, che a furia di "ma che ci importa pensiamo a cazzeggiare, divertirci e soprattutto fottere il prossimo" hanno dimenticato che vuol dire e quanto vale vivere in un paese funzionante, che si occupa dei tuoi figli, che ti comunica positività e prospettiva per il futuro, che sa gioire e usufruire delle energie dei propri giovani. Ebbene questa tesi spiega poi tutte le sue conseguenze: Ruby, Finmeccanica, ALITALIA, Spazzatura, disoccupazione, Scuola, università, emigrazione, immigrazione, potere mediatico, persino gli scoop giornalistici a ripetizione sui casi di cronaca (simili anche in altri paesi). Ma mi sapete spiegare come si fa a fare una riforma dell'universita' senza conoscere il sistema universitario dall'interno e/o avere almeno una minima idea di come funzionano i sistemi universitari degli altri paesi europei?
Quindi concludendo:
Il PESCE E' MARCIO E LA SUA TESTA NE E' LA TESTIMONIANZA.

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Berlusconi Berlusconi Berlusconi: l'uomo che con tutta me stessa ho disprezzato anni addietro e per il quale, quando ancora abitavo a Londra, ho pagato un biglietto costosissimo per rientrare nella mia Sardegna e votargli contro durante le elezioni parlamentari. E' un persongaggio che disprezzo con tutta me stessa ma arrivati a questo punto credo che cio' che sia piu' da disprezzare è la mancata coscienza civica, politica della maggiornaza degli Italiani.
Ai miei nuovi connazionali di Auckland, i Neozelandesi, che ridono increduli di come un paese che faccia parte del G8 Possa avere un sessuomane truffaldone che ha corrotto magistrati in passato come Primo Ministro per 4 legislature... sapete cosa rispondo? Che siamo in una democrazia... ed evidentemente ci sono piu' di 20 milioni di rimbambiti, poco colti, menefreghisti, disonesti che lo sostengono.
In caso contrario sarebbe gia' stato "deposto" da "Re Sole"!
Sono gli Italiani che mi fanno schifo in questo momento. Per la loro totale assenza di senso civico, di fiducia nelle istituzioni, per il marciume che dilaga tra la gente.
Berlusconi e' solo il picco di un iceberg, di uno spaccato sociale che ha origine e risvolti ben piu' complessi.
In Italia e' sempre mancato il senso dello stato, della giustizia, delle Istituzioni.
Si e' dato sempre per scontato (ed è in generale il messaggio che passa anche a livello di educazione familiare, cosa piu' importante e piu' grave!) che se non ti fai giustizia tu da solo, tramite conoscenze e connessioni varie, certamente lo Stato
non ti difendera' ne ti rappresentera', ne' lavorera' nel tuo interesse.
Quindi una buona educazione, un buon voto di laurea, conta meno di niente: cio' che conta sono gli agganci politici! Ecco cosa...
E cosi' funziona in tutti i settori.
Quando vado a raccontare ai miei colleghi che il concetto di Meritocrazia in Italia e' qualcosa estraneo al nostro vocabolario le gente ride a crepapelle.
Ma poi dice che condivide e capisce il mio punto di vista.
E' un sistema marcio che si sta rigirando contro se stesso... è una fine annunciata (dal dopoguerra!) quella dell'Italia che non puo' trovare soluzioni in leggiucce come quella della Gelmini o in una sinistra altrettanto corrotta, malata e poco alternativa. E' un'Italia anestetizzata... caduta in un lungo sonno inziato negli anni 60! Hanno ragione i miei colleghi KIWI: "Voi Italiani siete fenomenali, la vostra realta' e' in grado di superare qualsiasi fantasia!"

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