mercoledì 5 gennaio 2011

Il governo attacca alla giugulare la Magistratura

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"I comunisti vogliono farmi fuori con i P.M.".

Berlusconi odia i magistrati, lo sappiamo, almeno fino a quando non risce a farli comprare (ricordiamo agli smemorati che alcuni suoi avvocati, fra cui Previti, sono stati condannati in via definitiva per aver corrotto giudici di cause riguardanti Berlusconi stesso). La lotta di Berlusconi contro l'ordine giudiziario è stata serrata, spietata: pur di bloccare i suoi processi Berlusconi ha fatto approvare dai suoi sgherri leggi incostituzionali (Lodo Schifani, Lodo Alfano, Legittimo Impedimento) e ha introdotto nei codici di procedura tutta una serie di pastoie e freni all'attività dei magistrati.

A proposito: chi volesse ripassare TUTTE le leggi ad personam, clicchi QUI.

Questa è storia nota, checché ne dicano i bugiardi mandati in giro per le TV a riempire la testa dell'utenza di cretinate e falsità.

Ma al di là di questi modi diretti ce n'è uno più vile e bieco, indiretto, che punisce la Magistratura nelle sue fondamenta, nei suoi strumenti di base. Questo passa per tante piccole cose necessarie ma abilmente non attuate, che puniscono altri per punire (e bloccare) i magistrati e salvare i delinquenti (anche e soprattutto appartenenti alla politica). L'esempio più lampante è quello di tagliare profondamente i fondi alla forza pubblica. Sappiamo tutti che la polizia non ha abbastanza soldi per pagarsi la benzina, e gli straordinari fatti dagli uomini in divisa sono ancora in attesa di essere retribuiti. In questi due mesi tanti sindacati e tantissimi poliziotti, carabinieri ecc. hanno manifestato davanti al Parlamento e davanti alla villa di Arcore facendo sentire la loro protesta per essere stati riempiti di promesse mai mantenute. La Propaganda ovviamente non ne ha minimamente parlato, i vari Minzolini servono proprio a questo.


Maroni, ministro dell'Interno, evita accuratamente di parlare di queste cose, egli interviene sull'attività della forza pubblica solo per appropiarsi dei successi di questa nella lotta alla criminalità, successi costruiti col lavoro fatto fianco a fianco con la Magistratura stessa. Il ministro della Giustizia, Alfano, allo stesso modo non affronta mai i problemi della Magistratura, e parla di essa solo per appropiarsi dei suoi successi, appunto come Maroni. Se poi qualche magistrato infastidisce qualche politico della Casta, c'è sempre un'ispettore ministeriale pronto a prendere la valigetta e andare a far vedere il muso duro del governo.

Eppure questo governo ha costruito larga base dei suoi consensi proprio nella lotta al Male. La strategia è semplicissima: si urla "al lupo al lupo", si dice quali sono i nemici (extracomunitari, comunisti, terroristi eccetera), e si promette una dura lotta contro tutti questi nemici. I fatti però vanno totalmente contro. E nel mentre che agenti di pubblica sicurezza e magistrati sono sempre più pochi, mal pagati, e senza strumenti (in tantissimi tribunali e questure manca addirittura la copertura delle spese riguardanti la carta per le fotocopie!), il governo si appropria delle loro piccole vittorie quotidiane, urlando alla "sicurezza" ma non facendo niente per realizzarla veramente. Poi miliardi e miliardi di euro sono investiti per tecnologici aerei da guerra (ripudiata dalla Costituzione se non come mezzo di difesa), così il becero cafone La Russa può pavoneggiarsi di fronte a tutti che il suo ministero va alla grande, infatti porta la guerra all'estero, guerra mascherata dala falsa dicitura: "operazioni di polizia".

I nuovi strumenti con cui la Magistratura viene punita, ma diciamo anche minacciata (si sta per decidere sulla porcata normativa anticostituzionale del Legittimo Impedimento), sono ben espressi in due articoli che mettono in vetrina la pochezza anche e soprattutto culturale dell'attuale governo, in antitesi con gli intenti manifestati in passato. La bugia è l'arma che crea consenso, poi ci sono i Minzolini, Vespa, Fede, Belpietro eccetera sguinzagliati dove si controlla l'informazione a dire che va tutto bene e che gli altri sono cattivi... tutta propaganda. Appunto: la Propaganda.

Su Diritto di Critica leggiamo che per bloccare i magistrati non serve la legge, è sufficiente non assicurare l’assistenza tecnica ai computer o non pagare – facendole fallire una dopo l’altra – le imprese che effettuano intercettazioni telefoniche. Questo è quello che sta facendo il governo adesso, col colpevole silenzio-assenso di Alfano (che dovrebbe ergersi a tutore dei Magistrati, ma non lo fa). Le imprese che effettuano intercettazioni telefoniche, al 7 dicembre scorso ancora vantavano un credito da parte dello Stato per 500 milioni di euro. Soldi nel 2011 con ogni probabilità non ne verranno, al momento non c'è notizia di uno stanziamento di fondi. L'assistenza informatica non è importante per il ministero: se il pc di un PM o un giudice si guasta, o si paga lui il tecnico oppure non può lavorare, se non con penna e calamaio. Con buona pace dei dati salvati negli hard-disk.

Il governo del fare, il governo della lotta alla criminalità, toglie risorse proprio dove è assolutamente necesario che arrivino presto e copiosamente! E' la negazione nei fatti di quanto promesso con le parole! E' il governo dei bugiardi, questo. Interrogatori, perizie, intercettazioni, atti d’indagine: tutto perso. E di fronte a tutto ciò migliaia e migliaia di criminali che se la ridono, alla faccia di quanti hanno subito la loro attività criminosa.

L'Associazione Nazionale Magistrati ha fatto sentire la sua voce, lanciando un grido che risvegli le coscienze dei delinquenti che siedono nelle ben pagate poltrone dei ministeri. La risposta del capo dipartimento Luigi Birritteri è stata patetica: ha scaricato sugli uffici centrali di bilancio e sulla carenza di fondi (lo dica pure il nome di Tremonti, di che ha paura?) la responsabilità del quasi niente messo a disposizione dei magistrati.

Nel sito dell'Unione Sindacale di Base si legge questa dura condanna: "Il blocco dell'assistenza informatica agli uffici giudiziari è la pietra tombale del servizio Giustizia. (...) Dopo un blocco ventennale delle assunzioni, Finanziarie che hanno falcidiato i bilanci riducendo le risorse necessarie al funzionamento degli uffici giudiziari, riforme che hanno reso farraginose le procedure, un accordo sulla ridefinizione dei profili professionali che ha gettato nel caos gli uffici, è arrivato quest’ultimo colpo che rischia di essere la pietra tombale del sistema Giustizia". Verissimo. E' una vera e propria pianificazione dello smantellamento della Giustizia. La USB quindi ha richiesto al ministro Alfano un incontro urgente per un serio confronto rispetto alla disastrosa situazione che si va profilando. Alfano, dal canto suo, non ha risposto.

Il governo favorisce dunque i delinquenti, e tanti lo sono in esso stesso oltre che in Parlamento. La decadenza morale della nostra società, educata dalle TV alla frivolezza, al turpiloquio, al menefreghismo della cosa comune, al pensare solo alla propria pancia, passa anche per la distruzione dell'operato di chi deve garantire (lo prevede la Costituzione) la sicurezza dei cittadini.

Quasi quasi conviene delinquere. Quasi quasi conviene fare affari con la Mafia, con la Camorra, con la 'Ndrangheta. Quasi quasi conviene corrompere giudici, comprare parlamentari. Le impunità per chi è ricco e potente sono costruite a regola d'arte: basta andare in Parlamento per godere dell'immunità parlamentare, basta andare al governo per essere intoccabili nonostante anche precise richieste di arresto. Puoi anche evadere il fisco, se sei nella Casta sei al sicuro. C'è un solo problema: chi è onesto queste cose non le fa, e soprattutto non accetta che le facciano gli altri. Bisogna risvegliare la coscienza, quella piccola cosa che la propaganda continuamente bombarda per appiattirla, e prendere il coraggio (e i forconi) a due mani: ne va della nostra Patria.

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