martedì 25 gennaio 2011

La controffensiva acchiappatutto

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Con un Parlamento così si può fare di tutto, anche cambiare totalmente le basi del diritto. La proposta del portavoce Cicchitto (l'uomo col viso da condor) di abbassare la minore età ai 16 anni in via retroattiva, creata allo scopo di evitare un processo e con ogni probabilità una condanna al presidente del Consiglio, avrà conseguenze inimmaginabili non solo sul profilo penale (determinerà la chiusura di tanti processi per pedofilia et similia) ma anche sotto il profilo civile, con gli aspetti relativi al voto, al lavoro, alla scuola, ad ogni aspetto della nostra vita regolato dalla legge, con le limitazioni poste in secoli di legislazione in tema di minore età. Gli adeguamenti a questo mostro normativo saranno difficli, e determineranno un intasamento nel lavoro delle Camere, degli uffici degli enti pubblici (Anagrafe, Leva, Stato Civile ecc.) e dei tribunali. Ma chi se ne frega: l'importante è salvare Silvio!

Insomma, un bel macello solo perché Cicchitto e i servetti di Sua Maestà non vogliono che il loro ducetto finisca in carcere. Lo dico sempre: più si sbattono per l'impunità, maggiore è la puzza di colpevolezza che ci fanno sentire. L'interesse è anche loro, perché se cade Silvio crolla tutto il loro castello di carta di privilegi e potere: Marina Berlusconi, indicata da più parti come il successore di Sua Maestà, non è carismatica come il padre.


Nel frattempo si lavora anche da altre parti. Anzitutto per punire quei "deviati psicologicamente" dei magistrati, che sono cattivi e comunisti quando non danno retta a Silvio. C'è una nuova proposta di legge a nome di tale sig. Luigi Vitali (guardate la sua bella faccia nella foto a fianco), per cui i magistrati che hanno disposto intercettazioni che in seguito si sono rivelate "inutili" alle indagini e ai processi, saranno puniti duramente. Questa disciplina passa col nome di "Riparazione di ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche e conversazioni", e punta a novellare il Codice di Procedura Penale nell'art. 315-bis (da introdurre).

Come spiega Repubblica, i punti principali della proposta sono questi: i pm e i gip non competenti territorialmente e funzionalmente non potranno più autorizzare intercettazioni, pena provvedimenti disciplinari stabiliti dal ministro della Giustizia (un vero ius vitae ac necis in mano ad Alfano). In caso di assoluzione in un processo, l'imputato, ma anche tutti i testimoni finiti nelle intercettazioni pubblicate sui giornali, avranno diritto a un risarcimento fino ad un massimo di 100.000 euro, che sarà sborsato di tasca propria dai pm dopo sentenza "di responsabilità contabile" della Corte dei conti (da conquistare anch'essa). Potrà infatti chiedere l'applicazione della legge chi è stato assolto con sentenza irrevocabile "perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato da un'imputazione formulata nell'ambito di un procedimento penale nel quale è stato destinatario di intercettazioni di comunicazioni telefoniche o di conversazioni". Chi verrà prosciolto da ogni accusa, insomma, "avrà diritto a un'equa riparazione per l'intercettazione ingiustamente subita". Ma la vera "chicca" è la norma transitoria che rende la legge retroattiva: avranno diritto al risarcimento anche coloro che sono stati coinvolti in indagini risalenti a 5 anni prima della sua entrata in vigore.

Questa proposta è dell'ottobre scorso, ed è perfettamente ritagliata sul caso Ruby. Adesso ritorna in auge, ripescata nella consueta strategia del PDL, che sa essere lungimirante e ha sempre qualche asso (ma da perfetto baro) nella manica.

Non finisce qui però. Dopo il gelo e il distacco di larghissima parte del Clero e ora anche (ma in maniera più cerchiobottista) da alcune delle alte sfere (Bagnasco, Bertone e Ratzinger), Berlusconi pensa di recuperare quel consenso che per lui è fondamentale: il voto dei bigotti è automatico per chi è gradito al Clero, ergo bisogna regalare qualcosa di nuovo per riottenere un saldo appoggio, nel consueto gioco ipocrita dei regali incrociati. Agli attenti osservatori di Palazzo Chigi non è sfuggito come l'asse tra il Vaticano e il Quirinale si sia ormai consolidato proprio sulle rovine dello scandalo Ruby. Quindi occorre fare qualcosa.

l'11 febbraio Berlusconi incontrerà le alt sfere del clero in occasione delle celebrazioni dei Patti Lateranensi, e per lui presentarsi con un regalino sarebbe strategicamente perfetto. Intanto lancia la volata Quagliarello: nel PDL "c'è lo spazio per portare avanti con coerenza il proprio impegno sul fronte della vita, della famiglia, della solidarietà".

Se non funziona neanche questo? Elezioni! Infatti Berlusconi ha ripreso a millantare sondaggi a lui favorevoli. Siamo al teatrino dell'assurdo, come sempre.

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