mercoledì 19 gennaio 2011

La guerra del TG1 al minzognere

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Senza coscienza, senza pudore, senza cuore. Il ministro della Propaganda continua a scavare sul fondo che ha già toccato più di due anni fa e partecipa alla controffensiva televisiva Mediaset sul caso Ruby-Gate. Già Signorini e Matrix avevano lanciato la campagna di disinformazione superando quanto il TG4 di Umilio Fede (quello che a quanto si sente nelle intercettazioni si farebbe la cresta sui soldi che l'Imputato versa a Lele Mora) e gli allegri colleghi delle reti del biscione avevano già detto.


Il fido minzognere si rimbocca le maniche e porta il "suo" TG a dare il minimo impossibile della notizia bomba del suo adorato capo: nessun cenno al contenuto degli atti, delle intercettazioni, anzi tira fuori il caso Lewinsky per riabilitare Sua Emittenza agli occhi degli italiani e fa citare una intervista a Gianni Agnelli fatta da Ezio Mauro su Repubblica ai tempi del sexy-gate, come ha fatto Il Giornale dell'altro pelato di servizio Sallusti. Risultato: la notizia non c'è, perché è un qualcosa di totalmente estraneo alla vicenda.

Però la redazione del TG1 si ribella, e parte al contrattacco: già, perché chi ci mette la faccia a passare quelle barzellette in TV sono i giornalisti. E allora viene fuori un comunicato durissimo contro il vermilinguo direttore:

"Dopo la rievocazione del caso Leone, il sexy-gate di Clinton: si propongono accostamenti alla vicenda che coinvolge il presidente del Consiglio e si omettono gli elementi chiave dell'inchiesta che lo riguarda. Cosi' non si fa informazione completa ed equilibrata, ma si usa il principale telegiornale del Paese per orientare i telespettatori. Il cdr chiede che una vicenda istituzionale cosi' delicata sia finalmente trattata in modo completo, a garanzia di tutti i nostri telespettatori".

In un paese normale, in una televisione di Stato normale, ciò non capiterebbe, anzi Minzolini non ci sarebbe neanche. Ma se l'hanno messo lì qualcosa dovrà pur fare, no?

Adesso attendiamo un nuovo patetico editoriale con cui questo mezzo uomo cercherà di rigirare la frittata fatta. In fondo, è pagato per questo, cerchiamo di capirlo.

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