sabato 29 gennaio 2011

La guerra eversiva del ducetto alla Repubblica

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In occasione di ogni sparata berlusconiana siamo soliti leggere i consueti commenti, tutti con lo stesso genere di affermazioni: si parla sempre di "rischio" per la democrazia, per la Repubblica. In realtà non è più una questione di rischio, giacché siamo ben oltre. E' dal secondo governo Berlusconi che il PDL, cioé Berlusconi, attacca alla giugulare il nostro ordinamento giuridico e le nostre Istituzioni. La guerra (in)civile del ducetto e dei suoi fidi sostenitori senza coscienza ogni giorno mette in atto le pratiche più sozze e illecite all'unico scopo di scardinare le basi dell'ordinamento democratico italiano.


Il principio della "separazione dei poteri", che è la più importante conquista di secoli e secoli di pensiero filosofico e giuridico, e si pone a fondamento di ogni Repubblica, di ogni Democrazia, è ormai caduto, seppure almeno formalmente è ancora in vigore. Il potere esecutivo, e cioé Berlusconi, domina totalmente quello legislativo (invece di esserne il principale elemento stimolante), e ha praticamente ucciso anche il terzo potere, quello giudiziario. Come l'ha ucciso? Cambiando quasi tutte le regole del suo operato, nelle tante parti in cui c'era un fastidio berlusconiano da curare.

La produzione di normative anticostituzionali, in larga parte cancellata dalla Consulta (uno dei due organi che manca da conquistare, l'altro è la presidenza della Repubblica), il continuo modificare disposizioni dei codici civili, penali e procedurali nelle parti in cui Berlusconi ha interesse personale, rappresentano le spallate più vigorose a una democrazia che ormai quasi non esiste più. E l'aver cambiato la testa di tanta, troppa gente, educandola a non pensare, appiattendone le capacità di giudizio, e fomentandone la capacità di odiare chiunque non è d'accordo col capo, chiunque è onesto, rappresentano la base di sostegno di questa attività criminosa, criminogena, illegittima ed eversiva. La coscienza e il senso civico di troppi italiani sono avvelenati senza via d'uscita. L'Italia è piena di gente come Vespa, Minzolini, Belpietro, Fede, Feltri o Scilipoti... sono le figure-tipo dei sostenitori del ducetto e la dimostrazione di come la Coscienza sia un bene davvero raro (loro non ce l'hanno).

Nel 2013 l'Italia dovrà eleggere attraverso il Parlamento il presidente della Repubblica. La figura del presidente della Repubblica è fondamentale per gli equilibri del nostro ordinamento giuridico, dato che esso è l'organo di controllo preventivo delle leggi e decide di alcuni componenti delle più alte cariche giudiziarie (Corte Costituzionale compresa: un terzo dei suoi componenti lo elegge lui, per non parlare del presidente del CSM - vedi tutto QUI, anche per gli altri compiti). E' quindi in questa futura scelta che ci si gioca tutto.

I più attenti avranno notato che le ultime uscite di Berlusconi sul cedere il passo a un nuovo presidente del Consiglio (oggi si sente parlare di Alfano, suo avvocato) non sono altro che uno spostamento del mirino sulla presidenza della Repubblica e il Quirinale. Se il PDL vincerà le prossime elezioni (che si facciano adesso, in anticipo, oppure fra un po') la Repubblica morirà, da subito nella sostanza (perché Berlusconi avrà il potere di decidere senza contrasti), e poco a poco anche nella forma (perché le "riforme" cambieranno le Istituzioni, ad uso e consumo del Re). Non ci illudiamo, Berluconi vuole questo: tutto. Sappiamo bene che in galera con ogni probabilità non ci finirà. Ormai è praticamente sicuro che i processi Mills, Mediaset e Mediatrade cadranno in prescrizione, e la nuova indagine sul Ruby-Gate (concussione e prostituzione minorile) ha grosse probabilità di essere trasferita con un colpo di mano al tribunale dei ministri (se Ghedini ha scelto così, vuol dire che può controllarlo, è chiaro anche ai bambini).

Credo che l'idea di un Berlusconi che insozza il Quirinale con prostitute, festini e quant'altro (oltre che con la sua presenza, sia chiaro) sia quanto di più nefasto e funereo possa esserci all'orizzonte per l'Italia, almeno per la sua immagine. Per non parlare poi delle conseguenze per la nostra economia e il lavoro: da sempre in picchiata ad ogni governo di centro-destra (anadate nel sito dell'ISTAT e cercate questi dati). Se Berlusconi si prende la presidenza della Repubblica è tutto finito, perchè dell'Italia non glien'è mai fregato niente.

La guerra (in)civile del ducetto sessuomane in questi giorni passa per deliranti telefonate alle trasmissioni televisive, dove i reati di ingiuria e diffamazione sono compiuti dall'intoccabile nei confronti dei presentatori e dei loro ospiti, e passa anche per comunicati alla Bin Laden diffusi per la rete e in televisione dove il potere giudiziario è insultato e diffamato anch'esso. Solo spargendo odio nella gente verso la Magistratura Berlusconi può sperare di mantenere alto il suo consenso. Un consenso che è calato come sono calate le alleanze, con le fughe dell'UDC e dei finiani, e ora che ha iniziato a vacillare anche il sostegno di larga parte del Clero, ora che la Lega Nord ha lasciato intendere di voler prendere le redini del paese, col suo razzismo e le sue riforme democraticide, il ducetto se la gioca tutta, e getta il paese in un incendio sul quale continua a buttare e far buttare benzina.

Sì, perché l'etichetta del politico-PDL ormai è stampata: ad ogni trasmissione tv, ad ogni intervista nei TG e nella stampa, il copione è sempre lo stesso: urlare, non far parlare gli altri, insultare, e tacciare il giornalismo di fare processi, quando invece questo sta solo facendo il suo lavoro, e cioé: Informazione. La Santanché e il ministro La Russa sono i due più limpidi esempi di cosa significa mettere in atto comportamenti incivili e premeditati. Ma dietro essi tanti sono i politici del PDL che affrontano davanti alle platee televisive i propri interlocutori con le stesse armi: l'insulto violento e la totale alterazione della realtà. Battendo su questi tasti sempre, lo scopo è far entrare queste cose nella testa di sempe più gente, e se la società va a puttane si sfiora la rissa ovunque, se la guerra civile è quasi ad un passo, chi se ne frega... l'importante è che Berlusconi abbia sempre ragione e vinca sempre, e i suoi cortigiani possano succhiare alle tette del potere. Se l'Italia va a rotoli, beh... pazienza.

Il direttore generale della RAI Masi giovedì sera ha imitato il suo capo, e ha telefonato ad Annozero con un tono a dir poco squadrista. Per fortuna Santoro non è uno sprovveduto e ha liquidato la cosa in due minuti. In trasmissione ad Annozero doveva esserci Cicchitto (quello che da portavoce del partito con Capezzone si arrampica sugli specchi per sparare stupidaggini al paese), poi Alfano (si dice). Poi all'ultimo momento si è presentato Sisto con una quarantina di squadristelli. Non essendo nella lista degli invitati non è stato fatto entrare, ovviamente (come ha documentato lo stesso Mentana). Però questa è stata la scusa per dire che Santoro non ha garantito il contradditorio, quando sappiamo che le scelta di non mandare gli invitati del PDL è stata dei cervelloni dello stesso PDL, gli strateghi della propaganda televisiva. Gira gira per Berlusconi è stato meglio così, perché la Bindi ha sfoderato una sequela interminabile di autogol che hanno fatto ridere tutti i giornalisti in arena.

E' una guerra: insulti, diffamazioni, fughe (che bello però quando la Santanché abbandona gli studi! anche se qui ho una mia teoria: quando si adira troppo rischia lo scoppio dei lifting, mica può fare brutta figura!). E' quello che conviene a Berlusconi. E non infinocchi la platea il nuovo patetico documentino proveniente da Santa Lucia sulla casa di Allenza Nazionale: era solo un modo per provare a spostare l'attenzione dell'Italia dalle mingotte e i festini di (H)Ar(d)core a una casa della quale nessuno ha il minimo interesse.

Gli egiziani sì che hanno capito cosa fare, forse.

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