mercoledì 26 gennaio 2011

Marea Nera: la riunione in prefettura e le notizie dalla rete

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Ieri sera a Sassari nell'edificio della Provincia si è finalmente tenuta la riunione fra E.On, assessore all'ambiente (La Spisa), e i sindaci del territorio. A questo "tavolo dei Comuni" si è arrivati dopo una settimana di tensioni, nella quale i sindaci della Gallura hanno annunciato di costituirsi parte civile in caso di danni accertati sui loro territori. E' stata quindi una riunione informativa e di coordinamento. Pare ormai terminata l'opera di raccolta di quel liquame nero cancerogeno, anche se in rete si rincorrono varie voci contradditorie al riguardo, ed è sempre forte in tanti la paura di nuove "sorprese" da parte del mare, in un tratto di costa dai venti e correnti mutevoli, basta pensare agli spostamenti da est a ovest e verso la Corsica da parte di alcune chiazze di marea nera, stando a quanto si è letto sui giornali.

Oggi il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo riferirà al Parlamento, alle 15:00, e per noi cittadini sardi è importante sapere quali sono le reali intenzioni del Governo nazionale riguardo agli interventi da effettuare in loco. Non sappiamo cosa aspettarci però: oggi il Parlamento dovrà anche votare sulla mozione di sfiducia al ministro Bondi, alle 17:00, e il resto delle attenzioni del Governo è dedicato alla vicenda del Ruby-Gate. La riunione di ieri sera in prefettura quindi ha solo un valore ridotto: è una prima organizzazione in attesa di decisioni dall'alto.

La mente però corre agli interventi che dovevano essere miracolosi all'Aquila, per il terremoto, e a Napoli, per l'emergenza spazzatura, ma soprattutto corre alla finta bonifica fatta a La Maddalena dagli amici di Bertolaso, per la quale è stata aperta un'indagine dalla Magistratura. Sia chiaro che la Sardegna non vuole e non accetterà interventi di facciata, perché qui la questione non si limita all'importantissimo aspetto della tutela del territorio, della flora e della fauna marine, ma ha implicazioni altrettanto importantissime sul piano economico: sia per la pesca che per la stagione turistica incombente, sulla quale puntano tanti operatori del settore.

In questa fase di limbo, di attesa, in cui le notizie trapelano col contagocce e il "sentito dire" fa girare davvero di tutto, le indicazioni più interessanti si possono cogliere proprio nelle discussioni aperte in rete nel gruppo di Facebook di cui parlavamo ieri. Uno degli iscritti al gruppo ha lasciato varie preziosissime indicazioni sugli interventi fatti e su quelli che si stanno per fare, mostrando di conoscere bene procedure e realtà dei fatti (egli fa parte del team di intervento che sta lavorando in questi giorni). Le notizie di G.M. si sono rivelate davvero preziose: ha parlato delle perlustrazioni effettuate in questi giorni (ultraleggeri e rimorchiatori), precisando giustamente che "L'operazione fatta ora è la prima pulizia della spiaggia, a cui seguirà la fase di caratterizzazione, in cui ci saranno prelievi di sabbia ed analisi. Solo allora si capirà il reale stato delle cose. Nessuno pensi che le attività possano esaurirsi in una prima fase grossolana di rimozione del visibile. Ci vorrà ancora del tempo e alla fine la spiaggia tornerà a un livello di salute tale da permettere di stendere l'asciugamano in piena sicurezza". Quindi c'è giustamente una differenza fra "messa in sicurezza di emergenza" e "bonifica", che si pianificherà una volta capito che tipo di inquinamento c'è, il suo livello. I giornali infatti hanno fatto un po' di confusione, ingenerandone ancora di più nei lettori.

Nelle parole di G.M. (che è stato ringraziato da più parti, e che ha risposto con pacatezza ad ogni domanda, anche quelle più critiche, comprendendo la grande preoccupazione di giovani e meno giovani, mia compresa) si legge anche: "La prossima settimana consegneremo il piano di caratterizzazione che dovrà essere approvato dagli Enti. Dovrebbero essere previsti più di 400 prelievi di sabbia lungo tutta la spiaggia di Platamona e successive analisi, più analisi delle acque e qualcosa sui mitili (sono indicatori biologici). Nel frattempo si lavorerà per togliere i ciotoli e portarli in un impianto per il lavaggio; idem per le sabbie contaminate, che però necessitano di un trattamento più lungo per la rimozione degli idrocarburi attraverso microrganismi. Neanche 1 kg di rifiuto al momento è stato portato in discarica, potete chiedere a Ecotec (Macchiareddu) per la conferma." In effetti anche il giornale oggi, ma in ritardo, parla di "sensori" che saranno sistenati nei fondali per la raccolta dei dati, anche di un minimo inquinamento.

Dove siamo arrivati allora? Siamo arrivati a questo: la macchina degli interventi qui in Sardegna sta girando secondo le proprie possibilità, e ora si attende un intervento da Roma. Analisi e bonifiche costano, e tanto, e il Governo dovrà sganciare un bel po' di soldi, da recuperare magari evitando di far apparire nei propri buffet il caviale e limitando un po' l'uso delle auto blu. Lo so, è una provocazione questa, ma quei privilegi sono agli antipodi rispetto a quello che la politica dovrebbe essere: un Servizio.

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