venerdì 21 gennaio 2011

Un caso umano: la sottosegretaria cafona

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Qualche tempo fa mi sono saltati i nervi nel sentire il ministro Ignazio La Russa ad Annozero. Era la puntata in cui era riuscito ad interrompere tutti gli altri ospiti e aveva anche insultato un ragazzo del pubblico. Un fascista è un fascista, hanno detto in molti. Io dico che è solo una questione di educazione, di pessima educazione... infatti La Russa ha mostrato inequivocabilmente di essere un cafone: perfetto specchio di cosa è larga parte dell'elettorato della sua parte politica (ma anche, se pure in misura minore, di altre - sia chiaro).

Confesso che qualche volta riesco a stare sulla sedia, quando parla La Russa: il suo mix di cafonaggine spesso è comicissimo, e mi fa capire che l'educazione che ho ricevuto dai miei genitori è un qualcosa di prezioso, qualcosa che nessun danaro potrà mai comprare. Altre volte mi saltano i nervi e mastico amaro. Penso a lui, che dal partito di Destra si è staccato per succhiare alle tette di un potere che di etico non ha niente, quindi sta benissimo lì.


Daniela Santanché non riesco a sopportarla invece, non c'è niente da fare. Una donna come lei, che ha mostrato fiuto e ha agito per convenienza, non mi rappresenta proprio niente... almeno La Russa mostra di amarle le Forze Armate (se pure continua, da perfetto guerrafondaio, a mantenerle all'estero a fare da bersaglio), la Santanché ama solo se stessa e il suo tornaconto personale.

Eh già: la sua società di comunicazione, la ADV, controlla la società di pubblicità "Visibilia", ed è concessionaria della raccolta della pubblicità di numerosi quotidiani italiani, tra cui il Riformista, Libero (quello di Belpietro e Feltri), l'Ordine di Como, i free press D-News, Metro ed IoSpio, e dal settembre 2009 ha acquisito la raccolta pubblicitaria de Il Giornale di Paolo Berlusconi (ora diretto da Sallusti). Per lei politica e soldi vanno perfettamente a braccetto. Ma non finisce qui, pensate che è stata in società con Flavio Briatore, Lele Mora, Paolo Brosio e Marcello Lippi nel locale di Porto Cervo "Billionaire" ed è socia del Twiga a Forte dei Marmi. Non si può dire che le sue frequentazioni siano tutte... diciamo... vabbé, lasciamo stare altrimenti si alza e se ne va.

Ah, a proposito, la Santanché è anche una donna molto coerente! Soprattutto sotto il profilo politico e umano. Nel 2008 così si esprimeva contro Berlusconi e la sua considerazione delle donne:



Poi è cambiato tutto, perché dopo che Sua Emittenza le ha regalato la seggiolina di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo (nomina che le ha fruttato all'interno del partito grosse critiche), ovviamente la pagnotta era necessario dimostrare che la si era meritata, pertanto la coerenza è stata mandata in vacanza, come abbiamo visto luminosissimamente ieri ad Annozero, dove la sottosegretaria ha rivoltato tutto e difeso a spada tratta un anziano sessuomane scaricato anche dalla Chiesa. Davvero patetica...

Il tutto ovviamente è stato condito da un atteggiamento cafone oltre ogni misura sopportabile: peggio di La Russa, ha insultato Santoro sin dal primo intervento, sparando la solita balla preconfezionata del "Qui si sta facendo un processo" che tutti gli inviati speciali del PDL tirano fuori (paiono tutti istruiti ad arte e in-caricati appositamente come dei soldatini a molla). Signora SOTTOsegretaria, non è un processo quello: si chiama Giornalismo. Ora, lei che controlla i denari delle pubblicità di Libero e de Il Giornale, sicuramente è scusata perché avendo a che fare con quella gente, non ha la giusta visione del Giornalismo... per quella gente il Giornalismo è nascondere se possibile le notizie, alterarle se costretti a darle, e usare la penna per distruggere quanti sono sgraditi al capo. Proprio quello che fa la sottosegretaria: dovrà pur ringraziarlo il Capo, se le ha dato questa bella poltrona!

Non è stato però, ieri, solo un insultare Santoro (e poi Travaglio), la sottosegretaria ha battuto ogni record di cafonaggine stabilito da La Russa riuscendo a interrompere anche le mosche che passavano a 20 chilometri di distanza! Chiunque ha aperto la bocca è stato interrotto, gli è stato dato del bugiardo e fazioso, con delle grida disumane (avete presente quando in paese si fa la festa e si uccide un porco? ecco: qualcosa di simile a quelle urla suine), grida cui la De Gregorio, direttrice de l'Unità, ha contrapposto una civiltà encomiabile. Aggiungiamo che gli strafalcioni (ma anche le sgrammaticature) non si sono contati. Ho riso a crepapelle quando ha cercato di insultare il giornalista in diretta da Washington (aveva la Casa Bianca dietro) dicendogli che era stato mandato (in punizione?) a New York!

Il colpo di teatro è arrivato nella patetica uscita finale, avvenuta mentre Vauro leggeva le sue vignette. Ora, noi tutti sappiamo che la Satira è universalmente riconosciuta come una manifestazione di Cultura, la crearono i latini millenni fa (e pure gloriandosene: "tota nostra est") ed è anche un forte richiamo alle coscienze nel suo prendere di mira quanti esercitano il potere non per la "res publica" ma per altro. Dai latini a oggi essa è così. La Santanché non la capisce, ovviamente: è una manifestazione di Cultura (la stessa Cultura che quando è nell'animo umano non porta ad atteggiamenti cafoni nei confronti degli altri), logico che si sia allontanata:



Anche stamane poi stessa sceneggiata a Rai3 nella trasmissione Agorà, condotta da Andrea Vianello (anche lì si parlava del Ruby-Gate):



La Santanché poi dovrebbe darsi una calmata: rischia che le partano i lifting, e ciò non sarebbe bello a vedersi, soprattutto per i bambini.

Credo che sia necessario, da parte di Santoro, Floris e tutti coloro che conducono dei talk-show, che questi non diventino l'arena della cafonaggine, del turpiloquio, della maleducazione. Pertanto, da cittadino della Società Civile, auspico che in futuro questi due cafoni non vengano più ospitati in nessuno studio. Non ci vuol poi molto: basta tirare la catena...

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