martedì 22 febbraio 2011

Il nazista sull'Eroe dei due mondi

.

Borghezio non ha mai avuto problemi a seminare razzismo a piene mani. Lo ha fatto ai comizi della Lega Nord, cui partecipano tanti lobotomizzati in camicia verde con tanto di elmi cornuti in testa (autosatira?), lo ha fatto a Radio Padania e in TV, addirittura è andato anche all'estero ad esportare il suo modo razzista di vedere la società. Non si contano poi le occasioni in cui ha condito le sue affermazioni con gesti che niente hanno a che vedere con una sana educazione ricevuta da una famiglia normale. Egli pertanto è la negazione del buonsenso e della cultura.

All'estero una persona così sarebbe presa a calci nel sedere ovunque, però qui si è in Italia, il paese della Libertà di sparare cazzate, soprattutto se si fa parte della compagine politica che gravita attorno al sessuomane solo e lampadato, gli altri sono comunisti, qualunque cosa dicano o facciano. Penso ad Hayder o Sarkozy, e al fatto che pur con un razzismo strisciante dentro di sé si sono sempre fermati ad un certo limite, almeno nelle dichiarazioni pubbliche.

Borghezio non ha ancora trovato uno che lo abbia preso per la collottola, portato in un vicolo e riempito di schiaffi sul serio (viceversa egli è uno di quelli che millantano tentate aggressioni subite e mai dimostrate, com'è stile di Lega Nord e PDL: anche il capo ha recitato la sua parte a Milano tempo fa). Forse però il tempo cambia, perché con l'ultima sparata su Giuseppe Garibaldi, Borghezio ora se la sta cercando col lanternino, e magari qualcuno lo accontenterà.

In pieno clima di festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia, la Lega Nord ha rotto le scatole al PDL, soprattutto agli ex (?) fascisti che lo popolano, ma la festività comunque è stata riconosciuta. Non poteva essere diversamente: l'Italia almeno formalmente è ancora una Repubblica, unita, indivisibile. Da qui allora i bisticci, le critiche, le male parole. Non ci si poteva aspettare niente di diverso, sia chiaro, da questo partito razzista e scissionista: chi predica la Secessione, chi parla di "Roma ladrona" (e poi va a Roma ha succhiare soldi), chi punta sul Federalismo per spaccare il paese (quando invece esso è solo un modo per succhiare più soldi, ma a livello locale), chi incita alla violenza sugli extracomunitari, chi vitupera le popolazioni del Sud del paese, ovviamente nell'animo non ha niente ma proprio niente di Civile. E infatti l'elettorato è totalmente zotico e col più basso livello di cultura possibile. Logico allora che in questo clima di gazzarra continua una mente illuminata come quella di Borghezio finisse col partorire questo abominio su una delle figure più importanti per la storia della nostra Patria (e non solo, dato che Garibaldi aveva combattuto anche per aiutare altri popoli vessati da regimi).


"Garibaldi entro' a Napoli scortato dai mafiosi e dai camorristi. Per questo andrei a fucilarne il cadavere e non certo a celebrarlo. La gente deve sapere che Garibaldi pagò le pensioni alle mogli dei mafiosi. E' un personaggio da dimenticare, l’imposizione per decreto di queste festività (il 17 marzo, ndr) è un atto totalitario e violento".

La violenza e il nazismo di queste parole pesano come macigni. Credo che se Garibaldi avesse vissuto nei nostri tempi, Borghezio ora sarebbe in un sottoscala a farsela sotto dalla paura, frignando come un vitello. Il livello culturale di certa gentaglia oggi è talmente basso da fare paura. Fare anche solo il paragone fra Giuseppe Garibaldi e questo ometto brutto, razzista e ignorante fa rabbrividire. Ricordiamo a Borghezio che è proprio la sua compagine politica ad avere anche al governo gentaglia condannata per Mafia e Camorra, quindi non perda tempo Borghezio a cercare pagliuzze agli altri, semmai se proprio vuole usare il fucile lo faccia a casa sua.

Una Repubblica quindi secondo Borghezio non è libera di celebrare il suo atto più importante: la sua nascita. Se lo fa commette un atto "totalitario e violento". Ci spieghi allora il "colto" Borghezio queste sue parole, ci provi: siamo sicuri che non ne sarà capace. E lasci perdere Garibaldi, non è degno neanche di parlarne, figuriamoci di insultarlo sparando cazzate sul suo conto. Se poi vuole venire in Sardegna a Caprera a fucilare il cadavere del NOSTRO Eroe, si accomodi: siamo sicuri che troverà accanto ai discendenti dell'Eroe dei due mondi tante persone disposte a prenderlo a calci nel didietro, metterlo su un gommone e mandarlo dove deve stare: nel terzo mondo.

.

Nessun commento:

Posta un commento