lunedì 14 febbraio 2011

Masi: una poltrona da giustificare. Nuova telefonata (video)

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Simona Ventura è sempre disponibile, quando si tratta di rilanciare le scarse quotazioni di qualche personaggio pubblico malvisto. Non si contano le "personalità" da lei ospitate a Quelli Che Il Calcio, ma per fare due nomi... basta pensare all'inviato fisso Clemente Mastella, collezionista di figuracce e rinvii a giudizio, oltre che responsabile della caduta dell'ultimo governo Prodi, che viene preso a lavorare per la trasmissione in modo da farlo risultare simpatico alla nazione con le sue battute. Oppure ancora Emanuele Filiberto di Savoia, chiamato da lei per prima (e da Fabio Fazio) nel periodo in cui le istituzioni dovevano decidere sulla riammissione della sua famiglia nel territorio italiano.

La Ventura è fatta così. L'ha confermato stasera, quando ha perso chili di zucchero dalla bocca nel corso della telefonata del direttore RAI Masi. Masi dal canto suo è un caso umano, lo sappiamo tutti. Non è riuscito a bloccare Annozero e Santoro, perché c'era una sentenza passata in giudicato da rispettare, ma per vendetta non ha firmato il contratto con Travaglio e Vauro, e poi qualche settimana fa ha telefonato in diretta TV per minacciare il conduttore, rimediando una figuraccia senza pari. Ricordiamo anche che in RAI venne fatto un sondaggio fra i dipendenti, e Masi prese uno schiaffo pazzesco, i più distratti possono fare un ripasso QUI.

Povero Masi... chiama Santoro, attaccando una trasmissione che fa Giornalismo, "dissociandosi" da essa, e poi telefona a una delle trasmissioni più tipiche della "TV spazzatura" facendo i suoi complimenti. Incredibile: la sua voglia di non scontentare il capo che l'ha piazzato lì è patetica. La TV secondo Masi è proprio come la concepisce Berlusconi: non deve informare la gente, ma distrarla con cretinate, in modo che l'attenzione di tutti sia spostata dalle cose veramente importanti a quelle futili. E l'intelligenza si appiattisce, la coscienza va in vacanza. Masi è una delle armi più importanti in RAI del ducetto sessuomane e lampadato, e nel giorno in cui Minzolini è messo alla gogna per aver rovinato definitivamente il TG1, Masi completa l'opera, accentuando uno sfacelo che non ha precedenti per la TV di Stato.

Dalla sua poltrona, o meglio, dal suo trono, Sua Emittenza sorride, e ordina che un osso venga gettato ai suoi fidi, la RAI è in rovina: il conflitto di interessi (mai risolto per volontà di D'Alema) raccoglie le sue vittorie.



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