lunedì 14 febbraio 2011

Minzolini: missioni compiute!

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L'abbiamo sempre detto: Minzolini è stato messo al TG1 per svolgere due compiti. Anzitutto disinformare, poi far cadere in basso gli ascolti del TG RAI. La prima missione è quella che ha causato le più pesanti critiche, alle quali il ministro della Propaganda ha contrapposto fiele. La seconda invece è quella per cui forse il minzognere potrebbe rischiare davvero, e rischiare il posto, perchè i soldi contano in un'azienda.

Non ho ricordi di un sorpasso di un TG Mediaset su uno RAI, ma è successo. Leggete pure:


Ascolti, Tg1 sorpassato dal Tg5. Pd: “Minzolini in caduta libera”
Il telegiornale di Mediaset ha avuto 6 milioni di telespettatori, mentre quello della Rai ha totalizzato 5 milioni 899 mila telespettatori. Giorgio Merlo, vice presidente della Commissione di Vigilanza Rai, afferma: "E' un doppione del Tg4"
da Il Fatto Quotidiano

Il Tg5 batte sorpassa il Tg1 delle 20 nella gara degli ascolti. Il telegiornale di Mediaset ha avuto uno share commerciale del 23,37 per cento con 6 milioni di telespettatori, mentre quello di Augusto Minzolini ha totalizzato il 22,05 per cento con 5 milioni 899 mila telespettatori. La sconfitta della prima rete Rai è ancor più sorprendente se si guardano le statistiche di domenica scorsa, quando il tg diretto da Clemente Mimun aveva tenuto davanti agli schermi 5.527 telespettatori (share 20,65 per cento), contro i 6.497 (24,36 di share) della prima rete Rai.

”Il sorpasso del Tg5 ai danni del Tg1 segna un punto di non ritorno nella caduta degli ascolti del telegiornale diretto da Minzolini”, ha dichiarato il deputato del Pd Roberto Giachetti che rileva: “Il 22.38 per cento del tg di Canale 5 contro il 22.05% del TG1 è un dato senza precedenti che impone una profonda riflessione alla Rai”. Secondo l’esponente democratico “è impensabile che un patrimonio informativo come quello del primo telegiornale del servizio pubblico finisca dilapidato in una preoccupante caduta libera di ascolti”. Giachetti invita infine i vertici Rai ad intervenire “con urgenza perché questa incredibile emorragia di ascolti e di credibilità possa essere tamponata”. Critico anche Giorgio Merlo del Partito democratico, vice presidente della Commissione di Vigilanza Rai: “Sapevamo che l’effetto Mentana sarebbe stato pesante. E così è stato. Ma il problema di fondo, al di là ancora del calo degli ascolti, è il profilo di questa testata importante che resta comunque decisiva per la stessa informazione Rai”, ha scritto Merlo in una nota. “E cioè – spiega l’esponente del Pd-un Tg1 che rischia di essere un doppione del Tg4. Senza ingerenze di sorta, è necessario ora intervenire per evitare un oggettivo indebolimento del Tg1 e, di conseguenza, della caduta di credibilità della stessa informazione del servizio pubblico”.

Il problema riguarda proprio il Tg diretto da Minzolini visto che gli altri programmi Rai vanno a gonfie vele. Fuoriclasse, la fiction di Rai1, con protagonista Luciana Littizzetto, ha battuto la concorrenza, sfiorando i 6 milioni di telespettatori. Su Raitre, Che tempo che fa, con Fabio Fazio che la domenica ha tra gli ospiti fissi proprio la Littizzetto ha avuto 5 milioni 158 mila spettatori e il 17,04 per cento di share. Dal lato della concorrenza, Amici su Canale 5 è stato seguito da 4 milioni 115 mila spettatori, 18,60 per cento. Appena tornato, Affari Tuoi, su Rai1, ancora condotto da Max Giusti, ha avuto 6 milioni 57 mila spettatori (19,80 per cento), battendo Striscia la domenica di Canale 5, 4.171.000 (13,82 per cento).

Due gli episodi in particolare che nelle ultime settimane hanno fatto crollare gli ascolti. La sera del 2 febbraio un’intervista di 4 minuti a Silvio Berlusconi scatena la bufera su Minzolini. Il giornalista Renzulli iviato dal presidente del Consiglio viene accusato di aver confezionato “un’intervista in ginocchio”: siamo infatti nel pieno dello scandalo Ruby, ma il giornalista evita ogni domanda sul tema e parla solo di “rilancio economico dell’Italia”. Una settimana dopo, il 10 febbraio, il Tg1 dà oltre 5 minuti di spazio all’intervento di Giuliano Ferrara lo stesso giorno in cui il direttore de Il Foglio intervista a sua volta il premier Berlusconi. In entrambe le occasioni, insorge il comitato di redazione della testata: “Ogni volta che il Tg1 ospita Berlusconi, gli ascoltatori scappano dal video”.

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