mercoledì 23 febbraio 2011

Moralismo e coda di paglia

.

Il mestiere di cortigiano è duro. Difficili le battaglie da affrontare. Perigliosi gli specchi cui arrampicarsi. Ma l'obolo (generalmente un osso succulento) piace a tutti, soprattutto a quanti sono miracolosamente rientrati in politica dopo condanne per corruzione, per reati legati alla criminalità organizzata, per evasioni fiscali, e per altre amenità. La caratteristica meno analizzata del fenomeno PDL sta proprio in questo: Berlusconi per sostenersi e quindi salvarsi dal carcere doveva accogliere nel partito persone alla frutta, disposte a tutto pur di godere dei privilegi della Casta, disposte quindi anche a mettere coscienza e senso dello Stato definitivamente in soffitta.

Il governo col più alto numero di massoni, piduisti, mafiosi, camorristi, pregiudicati e chi più ne ha più ne metta è quindi nato come un'accozzaglia di delinquenti che ha come comune denominatore l'essere miracolati dopo un passato che in qualunque paese civile avrebbe significato la gogna perpetua. Essi sono controllabili e nel caso anche ricattabili: tanto coi dossier (veri o falsi non importa) si ricatta e si punisce chiunque. Ricordiamo che tutta la feccia condannata dal pool di Mani Pulite ha trovato casa ad Arcore: le peggiori frange della DC e del PSI sono da anni alla corte di Sua Maestà, e hanno dimenticato il passato.

"Chi tocca la merda diventa merda", parole lette in un social network, parole sante. La società italiana è piena di tanti Berlusconi: gentaglia che fa del sorriso un'arma suadente, delle parole dette alle spalle un vigliacco stile di vita, delle beceraggini scritte in rete (e mai dette in faccia, ancora vigliaccheria) un mezzo di sfogo per niente onesto. L'incapacità di affrontare il merito delle cose, la memoria che si accorcia dove è comodo che capiti, l'immaturità che porta a commettere cazzate e l'assoluta mancanza di coscienza che porta a negare tutto. E guarda caso attorno a questi scaltri burattinai si raduna sempre uno stuolo di creduloni, creduloni che si accontentano di qualche sorriso e si tramutano in cortigiani fedeli, facili da manovrare: essi mettono in mano al Berlusconi di turno le loro scelte di vita.

Il "berlusconismo" è radicatissimo nella nostra società, ecco perché Berlusconi vince sempre (anche se a me egli pare sul viale del tramonto). Una società messa così male è assai difficile che la si possa recuperare. I danni prodotti dall'odio seminato da Berlusconi, la benzina gettata sugli incendi da lui appiccati, hanno prodotto danni incalcolabili.

Oggi i fedeli cortigiani di Sua Emittenza sono tutti impegnati in una battaglia che era già propria dei mezzi di stampa del capo: la ricerca della giustificazione, della scusa, per ogni cosa. E davanti all'evidenza dei fatti (un rito immediato infatti si avvia con l'evidenza delle prove, quindi dei fatti raccolti) allora si smantella tutto, si capovolge la verità, si fa del delinquente una vittima, e di chi lavora (i Magistrati) il carnefice. Si grida al complotto perenne per sviare l'attenzione della gente, inebetita a regola d'arte dalla televisione.

Una delle argomentazioni più imbecilli sentita in TV è la replica: "Siete degli ipocriti, basta col moralismo!". Ipocriti? Ah già: siccome qualche peccatuccio lo commettiamo tutti, allora il Capo può fare quello che caspita gli piace, e la giustificazione è già bella preconfezionata. Avete notato che le parole pronunciate dai cortigiani nelle trasmisioni televisive sono sempre le stesse? Io credo che ricevano delle direttive precise attraverso delle circolari, e chissà chi sono i mandanti delle stesse, no?

Ipocrisia... e moralismo! Moralismo... nella vita di tutti i giorni chi accusa gli altri di moralismo è sempre chi non accetta mai che gli venga mosso un appunto, o una critica. Chi accusa gli altri di fare i moralisti si nasconde dietro questo insulto perché non accetta (in una visione pateticamente adolescenziale: "io ho ragione sempre") che gli altri pensino la vita in maniera diversa. E' una grave limitazione, figlia di una mancanza imbarazzante di Cultura (anche di vita). In poche parole chi taccia di moralismo qualcun altro è perché non accetta dissenso. Lo dicevamo all'inizio: l'Italia è piena di tanti piccoli Berlusconi. E molto spesso proprio queste persone che accusano gli altri di moralismo sono le prime a fare la morale agli altri.

Questa incapacità di accettare critiche (che comporta il parto di cotali insulti), questa allergia al dissenso è la quintessenza di Sua Emittenza. Essa, unita alla refrattarietà alle regole, fa del padrone dei massmedia una persona pericolosa. Ma egli ha i cortigiani pronti ad accorrere in suo aiuto, e li spedisce a frotte nelle trasmissioni televisive a interrompere chi parla, a creare gazzarra, ad insultare le controparti, imbarbarendo ogni dialogo. E soprattutto a cercare pagliuzze negli occhi altrui.

E' proprio vero: chi accusa gli altri di moralismo è esso stesso il peggiore moralista.

.

Nessun commento:

Posta un commento