domenica 13 marzo 2011

La grande bugia di Maria Stella Gelmini, l'assassina della Scuola Pubblica e della Cultura

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Non avere coscienza oggi è di moda, ed è uno dei requisiti per fare parte di quella grande accozzaglia di gentaglia senza scrupoli che riempie il grande calderone del centro destra. Il sostegno di quasi tutte le televisioni, telegiornali, e organi di stampa permette a corruttori, corrotti, pregiudicati, indagati, imputati, camorristi, mafiosi d'ogni sorta, razzisti, ignoranti e bigotti di varie carature di godere della protezione e della copertura giustificatrice che fotte il cervello della gente comune e crea e poi mantiene alto il consenso.

Questo è il motivo per cui questi delinquenti hanno ottenuto grande successo: parte dell'Italia gli crede perché non pensa, non riflette, e si lascia trasportare dall'odio verso tutti gli altri (messi nel calderone inesistente del "comunismo rosso"). Gran parte dell'Italia quindi non ha percezione della realtà che si vive nel paese, un paese in cui l'economia è gambizzata, la disoccupazione è in costante crescita, il precariato e il lavoro in nero imperano sovrani, e tutte quelle famiglie che vivono con pochi euro e quindi non riescono ad arrivare alla fine del mese, figuriamoci se riescono a pagare le tasse, e allora vengono bastonate dal Fisco, perennemente uccellato dai grandi evasori fiscali, gran parte dei quali mette i propri capitali all'estero e poi li riporta nel paese con la truffa del 5% di multa, chiamata delinquentemente Scudo Fiscale.


L'Italia sta morendo e la politica non fa niente. Non fa niente l'opposizione, che non riesce a trovare un leader credibile e affidabile, e che impegna le propie nergie in lotte intestine di potere, e poi non lancia proposte valide per migliorare il paese. Non fa niente la maggioranza, che fa riunire il Parlamento solo per chinare il capo di fronte alle proposte di legge e ai decreti del Governo, a questi soli Tremonti dà copertura finanziaria. E il Governo che fa? Cura solo ed esclusivamente gli interessi civilistici e penalistici di Berlusconi, con leggi frequentemente anticostituzionali (per le quali il ministro Alfano e l'altro suo compare Ghedini fanno delle figuracce epocali davanti alla Storia). Quando ha tempo poi la maggioranza uccide lo spirito e l'economia italiana discutendo e approvando il Federalismo, e cioé la consegna delle risorse politiche ed economiche a livello locale alla Lega al Nord e alla criminalità organizzata un po' in tutto il paese.

Tutto questo è scellerato: occuparsi degli interessi di pochi tralasciando il benessere generale è all'antitesi della politica. La politica nacque come un servizio, ora invece è un mezzo di potere e di acquisizione di denaro, sulle spalle dei contribuenti.

Ma arriviamo a Maria Stella. La sua "riforma" della Scuola sta passando quasi inosservata davanti agli occhi di tanti, perché fra scoop giornalistici sui festini a luci rosse del presidente del Consiglio e colpi di Stato organizzati ad arte (la "riforma" della Giustizia vuole asservire alla politica l'operato della Magistratura, quindi viola il principio della separazione dei poteri, da qui il colpo di Stato), quasi nessuno parla di come per desiderio di Berlusconi (un popolo ignorante è più facile da infinocchiare) e per ideazione di Tremonti (l'economista riverito che ha portato il paese allo sfascio economico), Maria Stella Gelmini ha tagliato fondi alla Scuola Pubblica e all'Università, girando parte di questi alle scuole private (in larga parte in mano al Clero - la Chiesa va accontentata: sposta molti voti, e accetta in silenzio gli scandali sessuali di Berlusconi).

In questo blog abbiamo parlato a più riprese di cosa sta facendo la Gelmini alla Scuola Pubblica. Ne abbiamo parlato più noi della televisione. E' incredibile di come tanta ma tanta gente si disinteressi di questo scempio, di questo sterminio così cinico. Metodi di insegnamento resi zoppi e imbastarditi, fondi azzerati, posti di lavoro cancellati senza pietà. L'allarme era stato lanciato da tanto tempo, e proprio dagli operatori della Scuola: "saranno centinaia di migliaia i posti di lavoro cancellati", anche fra i vincitori di concorso, non solo fra quanti hanno fatto le scuole di specializzazione (o i precedenti corsi abilitanti). Ma il paese non si è indignato. La Scuola ha combattuto da sola, e si è unita (anche se con difficoltà): manifestazioni con insegnanti, bidelli, alunni, tutti tacciati di essere "manipolati dalle sinistre", tutti canzonati dicendo: "ma il testo della riforma l'avete letto"? E così dileggiandoli sono stati sminuiti. L'opposizione in tutto questo ha fatto ben poco: si è limitata a passare a mettere il cappello a qualche manifestazione, ma non ha organizzato niente per conto suo.

Ieri la Gelmini ha dato l'insulto finale. Una sua risposta era attesa dopo che alle manifestazioni a difesa della Costituzione aveva partecipato anche la Scuola, facendo conoscere la propria situazione a una nazione disinteressata e male informata. «Non licenziamo nessuno perché nella pubblica amministrazione non si può e non si deve licenziare nessuno. Si tratta di contenere l’aumento del numero delle cattedre accumulato di anno in anno senza una ragione precisa: oggi questi esuberi non ce li possiamo permettere».

Non ci potrebbe essere bugia più grossa, falsità più grave di questa!

La nemica della Scuola Pubblica è furba (ha imparato bene, del resto è lì per quello): non dice che proprio in questi giorni le scuole sono costrette a fronteggiare un altro pesantissimo taglio di 32.000 posti (oltre 29 mila riguardano i docenti, il resto bidelli e impiegati di segreteria). Un taglio che sommato a quelli già attuati porterà la scuola italiana a contare su un totale di 87.000 posti in meno in tre anni.

Avete letto bene? Rileggete, lo riscrivo: 87.000 disoccupati in più, e ciò per volontà della Gelmini, marionetta di Berlusconi e Tremonti.

Ma come può la politica andare contro gli interessi del paese? Proprio come sta accadendo per mano della Gelmini. Ma sotto tutto questo scempio ce n'è un altro: 240.000 precari (il dato è ufficialmente riconosciuto dal Miur) attualmente iscritti nelle cosiddette graduatorie ad esaurimento sono in attesa di un posto sempre più difficile da trovare. Lo sanno bene coloro che da anni, e magari da decenni, hanno vissuto grazie a incarichi ottenuti per coprire cattedre vuote e che di punto in bianco si sono visti messi alla porta senza possibilità di recuperare posto e stipendio. Fate i conti di quante famiglie fanno la FAME.

Bisogna precisare una cosa, invero. Nessuno dei governi precedenti, neanche quelli del centro sinistra, ha fatto niente per i precari. La loro condizione è stata lasciata a se stessa. Quindi c'è una colpa a monte, che è figlia del disinteresse generale (del paese) ai problemi della Scuola. Il fatto è però che la Gelmini (e cioé Tremonti) ha affrontato il problema aggravandolo. Per il governo i precari non valgono niente, idem per chi precario non era e ora perderà il proprio lavoro.

Questa è la vera delinquenza sociale, "senza se e senza ma" (rubo queste parole, strausate in TV: è di moda). E ovviamente i concorsi della Scuola sono bloccati, quindi le facoltà universitarie di Lettere (e non solo) sono inutili, guarda caso la "riforma" uccide pure le Università.

E' un attacco frontale alla Cultura e al Lavoro, che dovrebbero essere dei cardini per l'operato di un governo, perché sono i cardini della nostra Costituzione. Questo è un Governo che lavora contro la Costituzione, anche qui. Non è solo una questione di Giustizia e asservimento ai capricci del capo, è una questione a più ampio raggio. Cosa occorre di più per portarci sulle strade come hanno fatto gli egiziani o i libici?

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