venerdì 25 marzo 2011

La RAI isola Minzolini e Masi. Finalmente la rivolta?

.
Eh sì, la RAI alza la testa, stufa di essere castrata da gentaglia messa lì a rovinarla. Minzolini e Masi sono sempre più soli, travolti da scandali da essi stessi creati ad arte per distruggere l'informazione e per fare scendere lo share della trasmissioni, il tutto a vantaggio del padrone un osso lo getta sempre.

Minzolini, su cui la Guardia di Finanza sta indagando per un uso a quanto pare "creativo" di carte di credito intestate e quindi pagate dalla RAI, ora che il consiglio di redazione del TG1 cambia componenti, si vede totalmente sputtanato sul modo in cui ha pilotato le notizie nel telegiornale a uso e consumo della Propaganda: Alessandra Mancuso, Claudio Pistola e Alessandro Gaeta hanno presentato un “libro bianco” basato sulle segnalazioni dei colleghi sulle tecniche di disinformazione del direttore Augusto Minzolini dal giugno 2009 ad oggi.

Se volete scaricarlo cliccate QUI.

Masi invece è stato isolato da tutto il CDA della RAI nella sua illecita lotta contro Santoro, in una riunione del consiglio stsso che è stata bollente e che Garimberti ha pure dovuto sospendere. A volte pare che la Giustizia possa trionfare. Le altre marionette del Regime sono avvisate: la rivolta della Società Civile ha raggiunto la RAI, e sconfinerà dappertutto. A noi tutti il compito di unirci ad essa e salvare il paese dai delinquenti che lo stanno insozzando, succhiando e rovinando, col placet della Chiesa Cattolica e l'aiuto di Mafia, Camorra, 'Ndrangheta, Massoneria e Loggia P2, a quanto pare sempre viva e vegeta, visto che il "disegno di rinascita democratica" viene applicato con certosina cura da questi infimi ed abietti servi.

Ecco i due articoli: buona lettura e buona condivisione. Teniamo alta la guardia, ok?


La disinformazione del Tg1 in un libro bianco
dalla Redazione del Fatto Quotidiano

Nel giorno del passaggio delle consegne al nuovo comitato di redazione del Tg1, Alessandra Mancuso, Claudio Pistola e Alessandro Gaeta hanno presentato un “libro bianco” basato sulle segnalazioni dei colleghi sulle tecniche di disinformazione del direttore Augusto Minzolini dal giugno 2009 ad oggi. Notizie importanti che mancano, notizie di intrattenimento che si moltiplicano: “Vasetti per la pupù dei bambini”, “tornano di moda gli occhiali di Cavour.” Ieri i giornalisti del telegiornale di Raiuno hanno eletto il nuovo cdr: Simona Sala (82 voti), Attilio Romita (75) e Alessio Rocchi (64).

Ecco alcuni degli esempi riportati nel volume

6 luglio 2009 – Riferendosi chiaramente al caso escort a Palazzo Chigi, il Segretario generale della Cei (Conferenza dei vescovi), Monsignor Crociata: “il libertinaggio gaio e irresponsabile è un atto grave non un fatto privato” (praticamente l’identikit di Berlusconi). Il Tg delle 20 gli dedica ancora solo una notizia letta dal conduttore, la seguente: “lo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile a cui oggi si assiste e il disprezzo del pudore non devono far pensare che non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori: lo ha detto il segretario della Cei, monsignor Crociata, ad una celebrazione in memoria di santa Maria Goretti”.

9 ottobre 2009 – (Già bocciato il Lodo Alfano) si apre il processo di Appello per David Mills, l’avvocato inglese condannato per corruzione per aver ricevuto 600 milioni da conti Fininvest. Processo di primo grado che si aprirà a carico di Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano.

Nel servizio del Tg1 si parla di Silvio Berlusconi (parere negativo alla sua testimonianza in aula), della condanna di Mills per il “presunto versamento di 600 milioni, ricompensa a rilasciare false dichiarazioni in due processi in cui era coinvolto il presidente del Consiglio”. Quali processi? Mai accennato che lo stesso processo si riaprirà in primo grado anche per Berlusconi.

28 ottobre 2010 – Su tutti i giornali articoli sulle Stragi e il pentito Spatuzza che riconosce uno 007. Il Tg1 dà una notizia alle 13.30. Nessuna alle 20.

Allo stesso modo solo alle 13.30 viene data la notizia (e nulla alle 20 della richiesta di 12 anni di reclusione per l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e 10 anni per l’ex numero due del servizio segreto Marco Mancini al processo d’appello a Milano sul sequestro di Abu Omar.

Alle 13.30 un servizio su Ruby: la vicenda sulle presunte dichiarazioni di una minorenne marocchina che ha raccontato di alcune cene nella residenza di Silvio Berlusconi. Vicenda per cui sarebbero indagati a Milano per l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione Lele mora ed Emilio Fede. In realtà un comizio della Santanchè, al Tg delle 20 viene così presentato dal conduttore: “Il caso di Ruby, una marocchina minorenne che avrebbe parlato di alcune feste nella residenza di Silvio Berlusconi. Sulla vicenda ci sarebbe un presunto coinvolgimento di Emilio Fede e Lele Mora”.

Nel servizio si parla del “presunto coinvolgimento di Palazzo Chigi (senza dire della telefonata giunta alla Questura di Milano per rilasciare la giovane marocchina fermata per furto) con il premier che replica con questa dichiarazione “sono una persona di buon cuore”. Non si dice che Fede è indagato: “Sul presunto coinvolgimento di Emilio Fede e Lele Mora, Fede replica così…estratto dal TG4.
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _


Masi furioso: il Cda lo lascia solo contro Santoro
di Antonio Massari e Carlo Tecce
Nervi tesi al Cda della televisione di Stato con il presidente Garimberti che ha dovuto sospendere la seduta per calmare il direttore generale che non ritirerà il ricorso che chiede la sospensione del reintegro del giornalista.

“Difendo la libertà editoriale dell’azienda”, ha urlato Mauro Masi, fumante in viso e con la cravatta più stretta del solito. Il direttore generale della Rai, in un consiglio di amministrazione teso come sempre, ieri ha provato a scaricare le proprie responsabilità nell’ennesimo “scontro” con Annozero e Michele Santoro.

E questa volta, lo scontro, è tutto giudiziario. Il motivo della tensione, infatti, è il ricorso che il direttore generale Rai – come anticipato dal Fatto Quotidiano – ha presentato in Corte di appello. Il ricorso mira a sospendere la sentenza che confermò, nel 2009, il reintegro di Michele Santoro. In attesa dell’ultimo e definitivo parere della Cassazione, se la Corte d’appello dovesse sospendere la sentenza, che consente a Santoro di dirigere Annozero, si creerebbero le condizioni per la sospensione del programma.

Di questo s’è discusso ieri nel consiglio d’amministrazione, e dopo l’urlo di Masi, mentre i consiglieri di maggioranza si guardavano disorientati, il presidente Paolo Garimberti ha deciso di sospendere la seduta per cinque minuti. Nel Cda Rai, nessuno sapeva che tra Masi e il presidente Garimberti, c’era stato un duro scambio di lettere. Garimberti contesta a Masi di aver tenuto all’oscuro il consiglio su quest’importante iniziativa legale contro Santoro.

In particolare, Garimberti contesta a Masi d’aver citato nel ricorso l’esposto firmato dal ministro Paolo Romani e indirizzato all’Agcom. Un esposto peraltro ignorato dalla stessa Autorità di garanzia che, infatti, ancora non ha aperto un’istruttoria. La tattica ricorda il “metodo Trani”, scoperto dall’inchiesta che svelò i rapporti stretti tra l’allora commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi (poi dimessosi) e Silvio Berlusconi, con un ruolo attivo di Masi. I consiglieri d’opposizione Giorgio Van Straten e Nino Rizzo Nervo hanno sollevato il problema in Cda ed è stato proprio questo a scatenare la reazione di Masi. Oltre lo scontro Garimberti-Masi, però, l’opposizione non ha armi per costringere il dg a ritirare il ricorso, anche se lo Statuto aziendale prevede che la collocazione dei dipendenti sia materia esclusiva del Cda. E quindi il prossimo 4 aprile la Corte di appello si riunisce per discutere la singolare richiesta di Masi: annullare la sentenza che permette a Santoro di lavorare e garantisce la messa in onda di Annozero. Qualora Masi dovesse vincere, per il programma di Rai2 la fine sarebbe vicina.

Ieri i consiglieri hanno toccato un altro argomento sensibile per Masi: l’inchiesta della Procura di Roma sulle spese con la carta di credito Rai di Augusto Minzolini (almeno 68 mila euro in 14 mesi non motivati). Per il momento il fascicolo aperto, secondo il cosiddetto “modello 45”, è contro ignoti e quindi Minzolini non è indagato. Ma la Procura – che aspetta l’informativa della Guardia di Finanza – nel caso venisse individuato un illecito, potrebbe ipotizzare i reati di truffa, peculato e una violazione delle norme tributarie. Masi ripete di aver fatto il possibile sul caso Minzolini e, per la prima volta, ammette che il direttore del Tg1 potrebbe restituire la somma. Non l’ha mollato, anzi l’ha protetto criticando la confusione che crea la “governance aziendale”.

.

Nessun commento:

Posta un commento