sabato 19 marzo 2011

La rivolta dei mezzi uomini

.

Ogni mezzo uomo ha un prezzo, abbiam detto a più riprese in questo blog. Un prezzo che è calcolato anzitutto considerando il raggiungimento di 35 mesi di legislatura, perché così matura il diritto a una pensione faranoica, quella da parlamentare (anche quando non ci si va mai e non si fa niente); e poi va calcolato anche considerando gli stipendi d'oro della politica e tutti i soldini (chissà) presi en passant e poi le tanto agognate poltroncine di potere, che portano soldi a fiumi e danno la possibilità con quei 3 centimetri di potere che hanno di accontentare qualche grande elettore.

"Al lupo! Al lupo!", urlava Razzi lo scorso anno, "Hanno cercato di corrompermi!", riferendosi al misterioso emissario del PDL, "Ma io non mi farò corrompere, non tradirò il mandato dei miei elettori, né tantomeno il partito!". Poi a dicembre il voltagabbana. Ma di storie così ce n'è tante: non solo nell'IDV (il caso più comico è quello dell'allora sconosciuto Scilipoti, oggi pietra di paragone e paradigma perfetto dei voltagabbana nazionali), ma anche nel PD, FLI e UDC (dove va di moda svendersi al miglior offerente, anche se Casini ha fiutato la fine di Berlusconi per primo e comunque ha le spalle coperte perché gode dei favori di santa madre Chiesa).

Ogni mezzo uomo ha un prezzo: e le poltrone fanno gola a tutti, soprattutto quelli che non hanno coscienza. Sua Emittenza ha i suoi bei problemi ad accontentare tutti i transfughi, ma già da qualche tempo la soluzione era quasi pronta: aumentare le poltrone ai ministeri. Il tutto ovviamente a nostre spese: il Kaiser spende più volentieri i suoi soldi per pagare le ragazzette che vincono la nausea e si fanno ... diciamo "toccare" da lui (così raccontano valanghe di atti giudiziari riportati dai giornali).

Il giocattolo però si sta sfasciando: è più elevato il numero dei mezzi uomini da ricompensare che l'effettivo numero delle poltrone da assegnare. E i "responsabili" (mai nome fu più cialtrone, nel perfetto stile berlusconiano dell'usare parole per indicare realtà che sono l'esatto opposto) sono in rivolta. I sorrisi forse sono finiti, gli inviti a cena e i regalini (come raccontava al Fatto Quotidiano un tassista che ha portato Scilipoti alle cene di Arcore, rari casi di serate senza il Bunga Bunga) sono terminati. I cani reclamano l'osso... dopo essersi messi su due zampe, fatti i latrati che voleva il padrone, dopo essersi messi a pancia in su e fatta qualche capriola e numeretto nel circo della politica italiana, ora i cagnolini vogliono la pappa, e la vogliono tutti.

Il rimpasto ancora non è stato realizzato, e pare che ci fossero dei termini dati dal Kaiser, visto che tutti assieme, tutti adesso i "responsabili" abbaiano chiedendo il tanto agognato osso d'oro da agguantare.

Lo stesso Scilipoti lancia messaggi subliminali: "Se Pdl e Lega non accettano un programma condiviso, non entriamo nel governo e decidiamo di volta in volta che cosa votare". Non avevano mai parlato di programma condiviso (almeno così non si è letto nei giornali, soprattutto quelli del capo), quindi il significato è chiaro: dove sta la ricompensa? Bau bau!

Napolitano ha espresso parere negativo su questo rimpasto e sull'aumento oneroso delle poltrone, quindi Berlusconi si è bloccato: figuriamoci se col suo stupro definitivo alla Giustizia e alla Magistratura si preoccupa dei suoi cagnolini... lui pensa sempre e solo a se stesso. Però la maggioranza su cui contava Berlusconi per far passare liscio anche il processo breve e altre norme ad personam – e di cui aveva annunciato giusto l’altro giorno alla Camera un ulteriore incremento con l’arrivo di "altri tre uomini di Fli" - in realtà gli si sta rivoltando contro. Questa è la vera patata bollente: senza i numeri non potrà sfasciare tutto secondo il progettino del fido Alfano.

Anche se i "responsabili" fanno finta di stare uniti (Scilipoti sibila minaccioso: "Lunedì ci riuniremo e martedì definiremo il programma. Successivamente lo sottoporremo al Pdl e alla Lega"), essi pensano a se stessi, e dato che le vere poltrone libere sarebbero solo una dozzina, e alcune di queste sarebbero state già promesse in via definitiva, essi finiranno per azzannarsi fra di loro. Anch'essi, come il padrone, pensano solo a se stessi. Provate a buttare un osso in un canile...

Ma questa è la caratteristica di tutti ma proprio tutti i cortigiani che stanno nel grande calderone che è il PDL: se è vero che alcuni (ma sono pochi) stanno là perché adorano il capo, la stragrande maggioranza è là perché quello è l'unico modo per arrivare a soddisfare le proprie ambizioni, e chi se ne frega se il paese va a rotoli. Lo sfacelo aumenta, lo schifo che noi cittadini della Società Civile proviamo di fronte a questi maneggi è nauseabondo. E' davvero irritante vedere che i politici, quelli che noi votiamo e strapaghiamo con le nostre tasse, hanno come prima preoccupazione se stessi e i propri interessi, e intanto il paese va a rotoli.

.

Nessun commento:

Posta un commento