venerdì 25 marzo 2011

L'ANM reagisce alle leggi pro-delinquenti e Alfano glissa

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Angelino Alfano, il guardasigilli che cancella dalla sua pagina Facebook i commenti non graditi (attenzione: non sto parlando di insulti, ma di critiche precise mosse da tanti utenti, spesso dei legali, tutte cancellate e senza risposta) oggi ha il suo bel da fare. Poverino, non ha mai un attimo di pace, lui che per la Giustizia non ha mai fatto niente, anzi qualcosa l'ha fatta: l'ha sempre attaccata quando si occupava del suo lampadato padrone e le ha mandato ispettori ministeriali quando essa si occupava di altri esponenti del PDL.


Oggi l'Associazione Nazionale Magistrati ha lanciato un grido di aiuto ma anche di accusa, mettendo in evidenza ancora una volta l'aspetto peculiare della legislazione in tema di Giustizia da parte del governo satrapico cui appartiene il guardasigilli. Esso consiste nel legiferare non per garantire e tutelare gli interessi di tutti i cittadini, ma solo di alcuni. Le leggi "ad personam" in materia penale si sono sprecate nel corso degli anni, i lodi dichiarati incostituzionali sono tornati al mittente con un sonoro ceffone. Ma non è solo una questione di leggi "ad personam", attenzione... Leggiamo con attenzione quanto dichiarato dall'ANM.

"La norma recente sulla prescrizione breve appare palesemente in contrasto con i principi costituzionali di eguaglianza e di ragionevolezza". Ma non solo. Le toghe puntano il dito anche contro il giro di vite sulla responsabilità dei giudici approvato in commissione giustizia alla Camera: "Nel giro di pochi giorni la maggioranza di governo ha dimostrato quale era il vero obiettivo dell'annunciata riforma epocale della giustizia, vale a dire risolvere situazioni legate a singole vicende processuali, direttamente con una norma sulla prescrizione e indirettamente con una modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati punitiva e intimidatoria".

Ancora: "Gli unici processi che potranno essere portati a termine con questa norma saranno quelli nei confronti dei recidivi, mentre gli incensurati avranno ottime probabilità di restare tali per sempre". Secondo Luca Palamara, Antonello Ardituro e Giuseppe Cascini, presidente, vicepresidente e segretario dell'Associazione magistrati, "è impensabile che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti di un incensurato si estingua, mentre debba proseguire quello per una truffa da cinque euro commessa da una persona già condannata, magari anni prima, per altro reato". Da qui l'incostituzionalità, evidentissima, di questa porcheria.

"La prescrizione del reato è una sconfitta per tutti: per lo Stato che non riesce ad accertare la responsabilità dei reati; per le vittime che non ottengono giustizia per il torto subito; per l'imputato che, se innocente, non vuole la scappatoia della prescrizione, ma un'assoluzione nel merito".

"La modifica della legge sulla responsabilità civile appare talmente assurda e disorganica da potersi spiegare soltanto come atto di aggressione nei confronti della Magistratura, diretto ad influenzarne la serenità di giudizio". Per i vertici dell'associzione "l'interpretazione della legge e la valutazione del fatto e delle prove rappresentano il cuore dell'attività giudiziaria: pensare di sottoporre a censura tale attività con la generica e incomprensibile formula della 'manifesta violazione del diritto' è davvero irragionevole prima ancora che profondamente sbagliato".

Gli avvocati (anche loro scontenti) hanno annunciato 4 giorni di sciopero, oltre che un serie di manifestazioni e riunioni di protesta.

E l'avvocato Alfano che dice? Sposta il discorso sul denaro! Per Lui la "riforma" sta nel cambio di queste regole, non nell'aiutare gli organici con fondi, azzoppando tutti gli uffici in cui lavorano sempre meno magistrati. "Soldi non ce ne sono, la congiuntura internazionale e' complicata - ha detto Alfano - Chi mi chiede piu' soldi e piu' personale mi chiede la luna. Non sono cattivo io, e neanche lo e' Tremonti, semplicemente non ci sono soldi, e mica non ci sono solo in Italia ma anche in Europa. C'e' una congiuntura internazionale" e a fronte di questa situazione "ho riflettuto su come fare funzionare meglio la giustizia civile in Italia, cosa che significa contribuire al buon funzionamento dell'intero sistema".

E infatti la sua riforma imbastardisce tutte le regole, in pieno aiuto dei delinquenti su materie precise, propri quelle che toccano i politici e in primis il suo capo, che ha lanciato un sorriso alla Mafia nominando pochi giorni fa Romano come ministro, e che ora le fa un altro grosso favore con questa scellerata "riforma". Una schifezza totale.

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