sabato 12 marzo 2011

Ruby Gate: una mole di prove impressionante. Lo strano caso di Alfano su Facebook

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Sono giornate dure queste, per i colletti bianchi di Sua Emittenza: il raid all'anagrafe marocchina è andato a vuoto (non sto dicendo che son stati loro, ma sicuramente gli avrebbe giovato l'opera di quesi due misteriosi eleganti milanesi), causa consensi in tremendo calo il loro datore di lavoro ha deciso di provare a fare bella figura andando in udienza (lo farà davvero?) e siccome sta venendo fuori una mole impressionante di prove a carico del loro facoltoso assistito, essi stanno lavorando duramente con tutto l'esecutivo non per il bene del paese, ma per sottomettere la Magistratura al potere politico, minando la separazione dei poteri. Un vero colpo di Stato, che come al solito viene spacciato come "importante e utile" per il paese.

E già: l'economia sta rantolando, le ditte chiudono, i cittadini perdono il lavoro, la disoccupazione cresce, la "riforma" della Scuola crea altre centinaia di migliaia di disoccupati, e l'esecutivo lavora per distruggere la Giustizia. Non c'è prova più lampante di questa per capire inequivocabilmente che il dittatore è colpevole di quanto gli viene addebitato in tutti i processi riaperti o inziati ex novo. E l'ennesimo patetico tentativo di avantieri di depenalizzare il reato di Appropiazione Indebita (casualmente c'è il processo Mediatrade) ne rappresenta una conferma.

Per fortuna del ducetto lampadato e assatanato l'Italia è ben inebetita in larga parte, al punto che le notizie, i fatti, le prove, in una parole le cose concrete vengono rifiutate in partenza da un elettorato in parte decerebrato, in parte dolosamente complice perché con l'animo nero degli interessi personali (camorristi, mafiosi d'ogni tipo, piduisti, massoni, alti prelati del Clero, corruttori e corrotti e così via). I solerti organi di stampa del Regime non passano le notizie oppure le alterano a regola d'arte, e i dementi abboccano. I Magistrati sono vituperati e fatti odiare, gli si getta addosso fango e si grida al golpe: una strategia che di onesto non ha niente, vero, ma quando non si ha modo di salvare il proprio cliente con mezzi leciti, si gioca sporco.

Le nuove prove consegnate dalla procura all'ufficio legale del satrapo parlano chiaro: le carte bancarie non mentono, e saltano fuori nuovi versamenti per svariati milioni di euro a favore delle ragazzette più o meno grandi che si recavano alle festicciole del presidente del Consiglio, e ancora nuove e inequivocabili fotografie altamente imbarazzanti. E poi è saltato fuori il nome di un giovane sottufficiale della Guardia di finanza in servizio alla frontiera con la Svizzera, che è risultato essere in contatto attraverso un intermediario con Lele Mora, l’impresario delle ragazzette accusato di essere uno dei “fornitori” delle prostitutelle per le feste di Arcore.

Al momento sono stati accertati "aiutini" per ben 13 milioni di euro, in parte pagati con bonifici, in parte con contanti (annotati diligentemente dalle ragazzette nelle loro agende), in parte con assegni per mano di Spinelli (le documentazioni sono precise al 100%: atti bancari registrati correttamente). Foto di pose non proprio da educande completano il quadro, assieme a registrazioni audio delle stesse ragazze che si scambiavano racconti e giudizi sulle "prestazioni" da loro gentilmente offerte nel corso dei "Bunga-Bunga parties".

Ecco perché si vuole distruggere la Giustizia, facendo un colpo di Stato. Non fatevi infinocchiare. A Longo ed Alfano non rimane che questo. Il ministro Alfano infine in questi giorni sta mostrando di essere un vero alfiere del partito o popolo delle libertà: ogni commento non gradito sulla sua pagina di Facebook viene immediatamente cancellato, in modo che chi vi accede possa leggere solo i fantozziani complimenti di tanti cerebrolesi istituzionalizzati all'inchino. Davvero patetico. Non ci credevo, poi ho provato anche io (ovviamente senza insultarlo, anche se se lo merita), e puntualmente nel giro di pochi minuti è sparito tutto. Davvero patetico. Ma lui è Angelino Alfano...

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