venerdì 29 aprile 2011

L'Italia alla canna del gas. Però federalismo e impunità vanno avanti


Dedicato a tutti gli elettori della Lega Nord e del PDL. Dedicato anche a chi ha votato i vari Scilipoti eccetera. Guardate cosa combinano i vostri eletti (anzi: nominati). Tutti a costruire quella grande fregatura del federalismo, tutti a fabbricare impunità come abiti su misura per il vostro ducetto complessato e sessuomane. Dedicato a tutti voi, che prima lo votate, poi vi nascondete, e poi lo rivotate. Deicato anche a voi, che lo votate e lo giustificate in ogni discussione da bar, fra amici, dappertutto. Tutti voi siete complici dello sfacelo che sta affossando il paese. Possano le "politiche" di questa maggioranza distruggere anche il vostro lavoro, possano toccare anche le vostre tasche, così capirete. Il bello o brutto è che in realtà ciò sta già capitando, però voi sorridete e combattete per salvare il Delinquente che avete scelto... lui vi ha detto di farlo, sorridere, voi lo fate. Amebe.


Vola la disoccupazione giovanile e l'inflazione continua a crescere
Secondo i dati dell'istituto di statistica quasi un terzo dei giovani, il 28,7 per cento, è senza lavoro. L'indice dei prezzi sale dello 0,5 per cento in aprile e tocca il 2,6%, il tasso più alto da novembre 2008. Il Pd: "Il dramma dei ragazzi non entra nell'agenda di governo"
da Repubblica

ROMA - Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo è aumentato al 28,6%, salendo di 0,3 punti percentuali su base mensile e di 1,3 punti su base annua. Lo comunica l'Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie, aggiungendo che la risalita arriva dopo la riduzione registrata a febbraio. Mentre il tasso generale nello stesso periodo è risalito attestandosi all'8,3%, in crescita di un decimo di punto percentuale rispetto a febbraio, quando segnò una lieve flessione, ma in ribasso su base annua.

Intanto, in aprile, continua a salire l'inflazione. Secondo l'istituto di statistica l'indice dei prezzi ad aprile è salito al 2,6%, dal 2,5% di marzo con un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,5%. Il tasso annuo è il più alto da novembre 2008, quando l'inflazione si attestò al 2,7%, quello congiunturale è il maggiore dal luglio 2008. L'accelerazione di aprile risente delle tensioni sui prezzi dei servizi relativi ai trasporti e della dinamica dei beni energetici non regolamentati (adeguamento delle tariffe elettricità e gas). E' da dicembre 2010 che prosegue la crescita tendenziale dell'inflazione.

E il Pd attacca l'esecutivo. "Il dramma dei giovani, quasi 30 su 100 senza lavoro, non entra neanche nell'agenda dei ministeri - dice Michele Ventura - e restano soltanto annunci il piano nazionale per l'occupabilità o le spese deliberate per la promozione di apprendistato o a sostegno dell'occupazione dei lavoratori svantaggiati, dei disoccupati di lungo periodo.

Il ministro Sacconi che programma una 'festa del futuro' per il 25 maggio è lo stesso che accusa i giovani di atteggiarsi a vittime. Ma quel dato del 28,6% di disoccupazione associato all'impressionante numero degli 'scoraggiati' che neanche cercano più lavoro, dovrebbe stare a ricordargli il fallimento di tutte le sue politiche".

giovedì 28 aprile 2011

4 anni e 3 mesi al maniaco sessuale del PD

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Certa gente andrebbe castrata, senza anestesia.


Abusi sessuali, condannato a quattro anni il consigliere campano del Pd Corrado Gabriele
di Vincenzo Iurillo

Gli abusi ci furono, secondo il Tribunale. Ed oggi è arrivata la condanna, emessa dai giudici del collegio C della Terza Sezione Penale di Napoli. Quattro anni e tre mesi per Corrado Gabriele, l’ex assessore regionale campano al Lavoro dal 2005 al 2010 nella giunta guidata da Antonio Bassolino, attualmente consigliere regionale del Pd. Gabriele è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di 10mila euro a testa alle vittime che si sono costituite parte civile, assistite dall’avvocato Elena Coccia. Il politico era imputato di quattro diversi casi di violenza sessuale nei confronti di due ragazze, una delle quali minorenne all’epoca dei fatti, accaduti tra il 1999 e il 2005. Si tratta delle due figlie di primo letto dell’ex compagna di Gabriele, eletto l’anno scorso in consiglio regionale nelle fila dei democratici, dopo una lunga militanza in Rifondazione Comunista. Va comunque specificato che non ci fu violenza fisica. Ma i fatti contestati a Gabriele sono comunque molto gravi.

Nell’esposto agli atti dell’inchiesta, risalente al 2005, la vicenda degli abusi inizia nel giugno del 1999, con un primo episodio di molestie sessuali subìto dalla maggiore delle sorelle, all’epoca ancora quindicenne. Secondo quanto riferito dalla ragazza, Gabriele l’avrebbe presa in braccio, portata sul divano e baciata “dal seno fino alla pancia”. La ragazza racconta di avere reagito scappando in camera, per poi confidarsi qualche giorno dopo con la sorella e una compagna di scuola. Una vicina di casa le suggerisce di non parlare con la madre perché questa “non avrebbe sopportato una seconda separazione dopo quella avuta dal primo marito”. La ragazza ne parla anche al padre. Qualche tempo dopo l’ex assessore le avrebbe rivolto la domanda: “Ti senti abbastanza pornografica?” Invitandola a conoscere un amico. Un altro episodio agli atti risalirebbe all’estate di due anni dopo. Gabriele, sempre secondo i racconti, sarebbe entrato nella stanza della figliastra più piccola e ci avrebbe provato. E ancora: “Se due persone si piacciono, è giusto che stiano insieme”, così Gabriele sarebbe tornato alla carica in un giorno d’estate del 2004, stavolta di nuovo nei confronti della sorella maggiore. Ricevendone un respingente “non mi piaci, il marito della madre non è una persona qualsiasi”. E poi, un giorno, Gabriele sarebbe entrato in bagno mentre la sorella più grande si faceva la doccia: in quella casa – secondo la denuncia – le chiavi del bagno e della camera da letto delle ragazze non si trovavano più. E ancora. Nel luglio del 2005 una ragazza si sarebbe svegliata di soprassalto mentre Gabriele le accarezzava il fondoschiena. Risalirebbe al 28 luglio 2005 l’ultima molestia, raccontata sempre dalla ragazza più grande: mentre la madre è in vacanza all’estero, l’ex assessore l’avrebbe palpata dopo essersi inginocchiato accanto al letto.

Gabriele ha sempre respinto tutte le accuse: “La gente che mi conosce sa chi sono – dichiarò nel 2007 commentando il rinvio a giudizio – siamo di fronte a un equivoco clamoroso. Mi contestano un comportamento da guardone, come se non avessi nulla da fare o se dovessi mettermi a spiare le ragazze. E’ assurdo, qui si tratta di un travisamento dei fatti. E forse della volontà di far danno a chi mi accusa. Appena ho appreso della denuncia ho chiesto di essere ascoltato dal pm e ho fornito tutti gli elementi necessari”. Nel corso del processo sono state sentite le ragazze, ma non la moglie di Gabriele, la cui testimonianza era stata chiesta dai legali della difesa. “La donna – affermò l’avvocato di Gabriele, Marinella De Nigris – ha definito il marito incapace di simili comportamenti, se avesse avuto il minimo dubbio, da madre molto attenta, sarebbe intervenuta immediatamente”. Ma le ragazze in aula hanno confermato le circostanze.

Tanto che il pm Giusy Loreto, che aveva chiesto per Gabriele 5 anni e 9 mesi, nel corso della requisitoria ha sottolineato la linearità e la coerenza dei loro racconti, senza mai cadere in contraddizione. Tesi che il Tribunale ha accolto. L’avvocato De Nigris ha annunciato appello, spiegando che i fatti sono risultati ”ingigantiti” e le accuse sarebbero conseguenza del disagio psicologico sofferto dalle ragazze. “La sentenza – dice – è molto severa rispetto agli episodi contestati che, a nostro avviso, non sono fondati. Aspettiamo le motivazioni ma siamo già intenzionati a opporci in secondo grado di giudizio dove dimostreremo con i fatti l’inconsistenza delle accuse”.

”La politica ed in particolar modo la sinistra, nel nostro Paese, si è sempre battuta per una legge che tutelasse le donne contro le violenze ed il Parlamento ha varato una delle legislazioni piu’ valide di tutto il panorama legislativo europeo. Alla lettura del dispositivo, nonostante la profonda amarezza per la sentenza che tocca le sfere personali e familiari, prevale decisamente in me la serenita’ e la coerenza di uomo politico, militante della sinistra e servitore delle istituzioni e con essa, dunque, il pieno rispetto per l’operato della Magistratura inquirente e giudicante”. Questo il commento di Gabriele. ”Leggerò con il mio legale Marinella de Nigris con molta attenzione le motivazioni della sentenza di primo grado, quando depositata – aggiunge Gabriele – per proporre ovviamente immediato ricorso in appello”. ”Ad ogni modo – conclude – per evitare possibili strumentalizzazioni, in questo periodo di campagna elettorale, ho comunicato al segretario regionale e al segretario provinciale del Pd la mia autosospensione dal partito”.

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lunedì 25 aprile 2011

La Festa più Importante

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Oggi non è pasquetta, e cioé una festicciola a comando finto-religiosa. Oggi è l'anniversario della Liberazione dal Nazi-Fascismo. Oggi il pensiero va a centinaia di migliaia di Eroi (loro sì, combattevano in Patria e per la Patria, mica andavano all'estero per sostenere l'Imperialismo altrui causa petrolio, come succede oggi), Eroi che diedero il proprio sangue per un paese libero davvero, e migliore.

I Partigiani, magari con qualche eccesso dovuto ai soprusi subiti dalle truppe di Mussolini e di Hitler, affrontarono il toro prendendolo per le corna, e vinsero per il nostro presente, che per loro era un futuro da sognare. Molti di essi sono seppelliti in fosse comuni, altri hanno avuto la "fortuna" di trovare posto in qualche cimitero, ma tutti, Tutti hanno dato la vita per un Ideale vero.

Oggi festeggiare il 25 Aprile ha più senso che mai. Oggi l'Italia è insozzata da un razzismo pompato ad arte da una parte della classe politica che ha solo questo linguaggio da parlare per cercare il consenso. Oggi l'Italia è dilaniata dall'odio contro i "comunisti" pompato ad arte da una parte dell'attuale maggioranza, perché solo con esso questa feccia che c'è nella politica può continuare ad occupare strapagate poltrone di potere. Oggi l'Italia vive una recessione economica frutto di una politica che cura solo gli interessi di un ducetto sessuomane e senza senso dello Stato, e quando ha tempo cura gli interessi di Casta che essa ha, in un assalto alla diligenza dove ognuno ruba e acchiappa tutto quello che gli capita a tiro finché dura. Oggi i parlamentari si svendono al migliore offerente, il Dio Denaro. E il paese va a fondo. Il lavoro muore. L'economia ristagna.

E questo paese che perde la memoria storica, ben guidato all'ignoranza da televisioni gestite in maniera delinquenziale, questo paese spaccato in due, con una opposizione ridicola che si fa essa stessa Casta di propri interessi, questo paese ha bisogno di un nuovo 25 Aprile, una nuova Liberazione che passi per la riscoperta delle nostre radici, di quello che siamo stati, per migliorare quello che siamo, e dare finalmente una nuova sterzata che cancelli il fango in cui siamo stati abbandonati col sorriso sulle labbra.

Abbiano fine allora il razzismo e quella cretinata del federalismo della Lega Nord. Abbiano fine i continui attacchi al cuore del nostro Ordinamento Giuridico e alla Cosituzione Repubblicana da parte del PDL tutto. Abbia fine la dittatura di un uomo solo e triste, che salva le proprie aziende e le proprie chiappe con leggi costruite su misura a regola d'arte.

Siamo Noi a dover cambiare tutto, perché lamentarsi è da signorine.

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sabato 23 aprile 2011

Sara Giudice scappa dal PDL. La volevano corrompere

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Altro che Scilipoti!

Quando hai un po' di testa, prima o poi ti accorgi se stai sbagliando. La capacità di essere critici con se stessi è uno dei segnali più limpidi della maturità e dell'onestà delle persone. Questa ragazza aveva raccolto decine di migliaia di firme contro la Bunga Bunga girl Nicole Minetti, per farla stare zitta le hanno proposto una patetica sit-com reale con la stessa Minetti, e hanno fatto leva sulla sua condizione lavorativa di precaria, offrendole per comprarla una poltrona in Mondadori. Ma Sara non c'è stata. Le altre vadano ai Bunga Bunga Parties, Sara saluta il PDL e si unisce a FLI. Un applauso alla forza di questa ragazza.


“Quelli del Pdl hanno cercato di comprarmi”
Una telefonata della Gelmini e poi l'offerta di un posto sicuro in Mondadori per fare pace con Nicole Minetti. A parlare è Sara Giudice, l'ex pidiellina, adesso passata a Fli, che ha criticato i metodi di selezione del suo ex partito
di Stefano Caselli

"Mi hanno offerto un posto in Mondadori per rientrare nei ranghi". Se proprio in quel momento non fosse arrivata in studio la notizia della solidarietà espressa da B. a Roberto Lassini, (l’uomo dei manifesti “Fuori le Br dalle procure”), forse Sara Giudice, la giovane ex pidiellina che ha raccolto 12 mila firme per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti dal Consiglio regionale della Lombardia, lo avrebbe detto in diretta ad ‘Annozero‘. Invece ha avuto solo il tempo di raccontare che qualcuno aveva cercato di “comprarla”. Ecco la storia completa.

Sara, chi ha cercato di comprarla?
Poco più di un mese fa ho ricevuto una telefonata di Maria Stella Gelmini. Ero appena stata da Gad Lerner, la famosa puntata della chiamata di Berlusconi in cui parlava di “cosiddette signore” e stavo per essere ospitata ad ‘Annozero‘. La Gelmini mi chiese di non partecipare alla trasmissione di Santoro, perché la mia presenza, in un momento di estrema difficoltà per il presidente del Consiglio, non era opportuna.

A che titolo le ha telefonato?
La Gelmini è stata coordinatore regionale del Pdl e abbiamo lavorato insieme.

E lei cosa ha risposto?
Ho rivendicato il diritto di discutere nel merito la questione che ponevo, cioè il metodo di selezione della classe dirigente all’interno del Popolo della Libertà, cosa che ho tentato, invano, di fare anche con Berlusconi.

E il ministro come ha reagito al suo rifiuto?
Ne ha preso atto. Il giorno dopo ha rilasciato un’intervista a Repubblica accusandomi di aver raccolto le firme perché, a differenza della Minetti, ero stata esclusa dal listino bloccato. Una questione personale insomma.

E poi cos’è successo?
Qualche giorno dopo sono stata avvicinata da alcuni dirigenti del Pdl, che so per certo essere persone di fiducia di Maria Stella Gelmini. Mi hanno proposto un caffè con Nicole Minetti in favore di telecamera, una specie di “carrambata” per chiudere l’incidente. E per essere convincenti, conoscendo la mia condizione di lavoratrice precaria, mi hanno fatto capire che se avessi accettato ci sarebbe stato un posto sicuro in Mondadori per me.

E lei?
Ovviamente ho rifiutato. É stato in quel momento che ho capito che non c’era più niente da fare e ho lasciato il Pdl per Fli.

Come l’hanno presa i suoi ex compagni di partito?
Dipende. Molti hanno fatto a gara per screditarmi, ma purtroppo per loro non ho nulla da nascondere. Mi hanno accusato di essere la responsabile delle dimissioni del coordinatore regionale del Pdl Guido Podestà e la prima cosa che ha detto il suo successore Mantovani è stata “Sara Giudice non ha mai fatto parte del Pdl”, cosa semplicemente ridicola dal momento che ero perfino consigliere di zona 6 a Milano. Poi ci sono quelli – e sono tanti – che mi stringono la mano e confessano di non poterne più, che non vedono l’ora che Berlusconi si levi dalle palle. Ma poi si turano il naso e votano. E lo stesso faranno alle amministrative con la Moratti, anche se è un sindaco che non piace, troppo legata a interessi forti per governare una città come Milano.

Tutta questo subbuglio per una ragazza di 25 anni. Non le sembra eccessivo?
Non saprei. Mi viene in mente quello che disse Veronica Lario, il drago sarà sconfitto dalla bambina. Ecco, non penso certo di avere né questa capacità né questa forza, però è evidente che le loro debolezze stanno qui, con le persone per bene che non riescono a neutralizzare o a comprare. É il loro punto debole.

Lei ha partecipato alla fondazione del Pdl, quindi ha deciso di impegnarsi in politica perché credeva in Berlusconi…
Certo, ma penso che esista un Berlusconi uno e un Berlusconi due. Non che il primo fosse privo di difetti, ma non era certo così delirante.



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Adepti del Colpo di Stato contro la Corte Costituzionale

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I cortigiani di Sua Emittenza, quelli che lo adorano o fingono di farlo per interesse personale, si arricchiscono, o meglio impoveriscono ogni giorno di più di nuove deliranti iniziative a sostegno del Regime del satrapo. Non sono passati che pochi giorni dalla delinquenziale proposta di riformare l'art.1 della Costituzione cercando di mettere il Parlamento sopra gli altri poteri dello Stato, e già oggi un'altro luminare del Regime la spara ancora più grossa. Voglia di emergere? Competizione alla leccata del regale deretano "flaccido"?


Leggiamo su Repubblica che tale "sig." Raffaello Vignali, deputato del PDL vicino a Comunione e Liberazione (quell'organizzazione che al Nord decide chi viene eletto e fa affari con la 'Ndrangheta e la Mafia), ha concepito l'ennesima porcata, l'ennesimo tentativo di scardinare il nostro Ordinamento Giuridico, in barba alla separazione dei poteri, agli equilibri garantisti fissati dal Costituente nel 47'/48'. Il testo di questa legge scandalo recita: "Quando indicherà che una norma è incostituzionale, la Consulta non avrà più la facoltà di abrogarla. L'ultima parola dovrà essere dall'unico organo investito della sovranità popolare, ovvero il Parlamento."

In un'Italia in cui il Governo ha il totale controllo del Parlamento, uccidere l'unica ancora di salvezza alle leggi contrarie alla Costituzione significa consolidare un Regime che esiste già, checché ne dicano i luminari dotti del satrapo, e cioé quelle schiere di parolieri che vanno in televisione ad arzigogolare con costruzioni dialettiche improponibili le porcherie messe in atto dalla Cricca. Quindi secondo questo ciellino la legge ordinaria può derogare alla Costituzione, e una maggioranza può sventrare tutto. Incredibile: un vero monstrum antigiuridico, la totale negazione dei cardini della Repubblica.

Non infinocchi quanto aggiunge poi questo ciellino, e cioé che la legge riconosciuta (ma non più cancellata in quanto) incostituzionale "deve tornare al Parlamento, che potrà modificarla su indicazione del Governo". Anzitutto perché se il satrapo ha fatto votare quella legge è chiaro che non la modifica, e questo è pericolosissimo, e poi perché questa leggiaccia dispone definitivamente che il Parlamento fa quello che vuole il Governo, cosa che sostanzialmente già accade in questa scellerata legislatura.

Da più parti si è commentato che questa iniziativa sia volta a sollevare un polverone in modo da coprire la stangata da 39 miliardi di euro che il ministro Tremonti sta preparando. Non sappiamo se ciò sia vero, però iniziare a far girare proposte del genere ha un significato diretto e univoco: deputati, senatori e membri del governo hanno ben capito che se si seguono le regole il loro padrone non ha scampo, il carcere lo aspetta, e allora smantellare l'Ordinamento Giuridico, spazzare via la Costituzione, depotenziare gli organi di controllo e di garanzia, beh... questi sozzi mezzi servono al padrone ma anche a loro, perché se il padrone cade, essi tornano nel fango, da dove sono stati tirati fuori per servire il Regime.

Nessuna coscienza, nessun senso dello Stato: ecco i servi di Berlusconi.

giovedì 21 aprile 2011

Arrampicarsi sugli specchi, fare figuracce per salvare il padrone

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E bravo l'avvocato Paniz, il Donald Sutherland del poveri (PDL), nuovo volto degli arrampicatori sugli specchi, cioé coloro che mettono la faccia in televisione per inventare giustificazioni alle delinquenziali sparate del loro generoso padrone. O è anche una questione di ignoranza? Brigatismo, brigantismo, brigantaggio... tutti in studio gli fanno osservare che ne ha sparata una degna del suo padrone, e lui? Cerca di salvarsi in calcio d'angolo, non riuscendoci. Eppure di solito gli avvocati stanno molto attenti a quello che dicono, a meno che non siano di un'ignoranza allucinante. Paniz allora dove si colloca? fate voi...



Notevole poi la faccia di bronzo nel dire di non aver sentito le esatte parole di Berlusconi con cui egli accostava la Procura alle Brigate Rosse: davvero impossibile che non le abbia sentite, quindi la malafede c'è di sicuro.

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I volenterosi carnefici di.... Silvio

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Alcuni anni fa avevo letto un libro agghiacciante che si intitolava "I volenterosi carnefici di Hitler". Esso mostrava la realizzazione dell'Olocausto raccontando come il popolo tedesco avesse partecipato ad essa o attivamente oppure passivamente (accondiscendendo), in quanto pilotato dalla propaganda nazista. Hitler come sappiamo creò un Regime autoritario che gli permise, attraverso il controllo di tutto (a partire ovviamente dai mezzi di informazione) di realizzare la più vergognosa opera possibile: lo sterminio di innocenti.


Berlusconi non è Hitler, sia chiaro. Ma il paragone se pure alla lontana regge. Egli infatti controlla quasi tutti i mezzi di informazione e ha fatto il lavaggio del cervello a milioni e milioni di italiani, col fine di crearsi quel consenso tale da permettergli di compiere ogni nefandezza nella vita privata come in quella pubblica trovando sempre qualcuno che lo giustifichi.

I "volenterosi carnefici" di Berlusconi sono nella società: a partire dagli elettori che odiano i comunisti (cioé: tutti quelli che non la pensano come il loro padrone) e la Magistratura (almeno quando si occupa del loro padrone) e continuando in quanti fanno politica attivamente nel PDL. Il sostegno di queste persone è ovviamente "interessato". Esse, inserite nei listoni e quindi elette grazie al "porcellum", sono finalmente arrivate dove con elezioni normali non avrebbero mai potuto, e cioé al potere. Ma pensiamo anche ai "giornalisti" (le virgolette sono obbligatorie, per non offendere la categoria) che servono il padrone diffamando e ingiuriando gli avversari scomodi.

Discorso molto simile vale per la Lega Nord, che in maniera non dissimile da quanto detto è riuscita anno dopo anno a crearsi un consenso attaccando la "Roma ladrona" da cui però riceve lauti stipendi, privilegi e potere, e soffiando sull'odio verso gli "stranieri". Siccome in giro c'è tanta gente totalmente ignorante, ma anche tanta gente che con poco si lascia convincere... attraverso il soffiare sull'odio e le paure i voti sono arrivati e il potere è saldo nelle mani di questa gente.

Questa premessa è d'obbligo per capire come questi "volenterosi carnefici", operanti quindi a tutti i livelli, riescano a mettere tonnellate di prosciutto negli occhi degli italiani, non facendogli capire che l'economia è ferma con le quattro frecce, e che la disoccupazione è il nuovo ordine sociale nel nostro paese, mentre nel frattempo il governo si occupa degli affari personali del padrone e poi fa qualche favore alla Casta.

L'Italia recentemente è stata squassata dall'ennesima opera di distruzione del settore Giustizia, avviata per bocca di Berlusconi (il quale è dagli anni 90' che ne spara) e attuata per mano di volenterosi e altolocati iscritti al partito. L'accostamento Procura/BR è quanto di più sozzo si potesse concepire, ed è anche un monstrum concettuale, perché proprio i Magistrati (e con loro tanti appartenenti alla forza pubblica) sono stati tante volte vittime delle furia cieca dei delinquenti brigatisti (e anche di altri terroristi, con altro colore). L'accostamento con le BR è scontato e sta invece in Berlusconi e chi gli dà retta: egli coi seguaci è il vero brigatista, nemico dell'ordinamento giuridico, nemico delle regole, della Costituzione e della Democrazia (l'assalto all'art. 1 Cost. è l'ultima trovata di questo manipolo di eversori).

Però in questa occasione dei manifesti BR/Procura l'Italia si è destata, finalmente, e a partire dal presidente Napolitano il coro di dissenso e di condanna delle parole di Berlusconi e dell'opera di Lassini (e anche altri nel partito, come sta accertando la Giustizia) si è levato alto, al punto che anche nel PDL c'è stata più di una condanna. Ovviamente non sono da prendere in minima considerazione le condanne di una Moratti o di un Formigoni: a Milano si sta per votare, scontato che là il PDL si mostri il più mite possibile, lo fa per motivi opportunistici. Non sono neanche da considerare minimamente le condanne di un Schifani o Alfano: il modo in cui coi loro "Lodi" dichiarati incostituionali avevano cercato di distruggere l'operato della Magistratura per salvare il padrone parla chiaro: oggi vogliono solo fare bella figura, e si sono schierati contro i manifesti perché hanno fiutato il buon affare.

Fra i "volenterosi carnefici" che sono rimasti vicini a Berlusconi in questa squallida vicenda, dobbiamo annoverare due fra le personalità più caratteristiche del "berlusconismo": Daniela Santanché e Roberto Castelli. I due "berluscones" si sono schierati apertamente con Lassini, ben interpretando il pensiero del loro padrone, ungendo con le loro parole quanto egli ha detto.

La Santanché: "Io voterei Lassini anche in nome di Enzo Tortora perché la battaglia è la stessa, quella della giustizia". Peccato che la battaglia in oggetto è contro la Giustizia. "Lassini lo voterei perché sono contro l’ingiustizia, perché sono stufa di questi magistrati, pubblici ministeri, procure. Secondo me prenderà tantissime preferenze percéè sono molte le persone incavolate con le procure: le procure hanno fatto cadere gli ultimi cinque governi", ovviamente tutto falso in quanto alla luce del sole.

Castelli invece: "Come mai il Presidente della Repubblica lì non è intervenuto? Cascini aveva offeso il Parlamento e Napolitano è per Costituzione il capo dei magistrati". Castelli fa riferimento a un’intervista rilasciata dal segretario dell’Anm nel 2008. "In quell’occasione secondo me qualche parola poteva anche spenderla. Cascini ha un livello di responsabilità enormemente superiore: da una parte c’è un cittadino casualmente candidato che ha scritto una boiata, e dall’altra parte c’è un rappresentante della classe dei magistrati. Il livello di responsabilità mi sembra ben diverso. Il cittadino, tra l’altro, va di fronte a un tribunale inappellabile che è quello degli elettori, e invece quel magistrato lì non va davanti a nessuno. La cosa che mi colpisce di quei manifesti è comunque questa: chissà come mai tutti, leggendo i manifesti di Lassini, hanno pensato subito ai pm e non, che so, a qualche funzionario fiancheggiatore. Chissà come mai i pm, eh?". Anche qui è facile smascherare la strategia: si parla di tutt'altro per gettare fango e ridimensionare nelle menti degli stolti (gli elettori della Lega) il giudizio su Lassini.

Ecco i "volenterosi carnefici" di Silvio: disposti a tutto pur di compiacere il capo. Del resto hanno tutti una poltrona da giustificare, no?

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mercoledì 20 aprile 2011

Brigate Rosse e Magistratura. In risposta a Berlusconi

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Credo che per capire la gravità dell'accostamento Brigate Rosse / Procura fatto da Berlusconi prima, e da Lassini & co. poi, sia necessario ricordare cosa fecero le Brigate Rosse ai Magistrati (e non solo). In questa Italia in cui tutto si dimentica facilmente, è bene ricordare, raccontare e far capire: proprio quello che Berlusconi non gradisce.

Guardate questo elenco:

ALA CARLO - Dipendente Industria, Brandizzo (To) 31.01.1980
ALBANESE ALFREDO - Commissario Capo, Venezia 12.05.1980
ALBERGHINA FILIPPO - Agente P.S., 24. 12.1984
ALESSANDRINI EMILIO - Magistrato, Milano 29.01.1979
ANNARUMMA ANTONIO - Guardia P.S., Milano, 19.11.1969
AMATO MARIO - Magistrato, Roma 23.06. 1980
AMATO MAURO - Studente, Roma 8.07.1977
AMATO PINO - Assessore regionale, 19.05.1980
AMMATURO ANTONIO - Vice Questore, Napoli 15.07.1982
ARNESANO MAURIZIO - Agente P.S., Roma 06.02.1980
ATZEI BENITO - Vice Brigadiere CC, 08.10.1982
BACHELET VITTORIO - Magistrato, Roma 12.02.1980
BANDIERA ANTONIO - Agente P.S., Salerno 26.08.1982
BATTAGLINI VITTORIO - Maresciallo CC, Genova 21.11.1979
BAZZEGA SERGIO - Maresciallo di P.S., Sesto S. G. (MI) 15.12.1976
BERARDI ROSARIO - Maresciallo P.S., Torino 10.03.1978
BONANTUONO CARLO - Agente P.S., Milano 19.10.1981
BRIANO RENATO - Dipendente Industria, Milano 12.11.1980
CALABRESI LUIGI - Commissario Capo, Milano 17.05.1972
CALVOSA FEDELE - Procuratore capo della repubblica, Patrica (Fr) 08.11.1978
CAMPAGNA ANDREA - Agente Digos, Milano 19.04.1979
CANCIELLO MARIO - Autista, Napoli 27.04.1981
CAPOBIANCO CIRO - Guardia P.S., Roma 5.12.1981
CARBONE LUIGI - Brigadiere P.S., Napoli 27.04.1981
CARLUCCIO LUIGI - Brigadiere P.S., Milano anno 1981
CARRETTA GIUSEPPE - Guardia P.S., Roma 08.06.1982
CASALEGNO CARLO - Giornalista, Torino 29.11.1977
CASU ANTONIO - Appuntato CC., Genova 25.01.1980
CERAVOLO GIOVANNI - Appuntato di P.S., Empoli (FI) 24.01.1975
CESTARI ANTONIO - Agente PS., Milano 08.01.1980
CHIONNA ANTONIO - appuntato CC, Martinafranca (Ta) 03.06.1980
CINOTTI RAFFAELE - Agente Custodia, Roma 07.04.1981
CIOTTA GIUSEPPE - Agente P.S., Torino 12.03.1977
CIV1TATE CARMINE - Barista, Torino 18.07.1979
COCO FRANCESCO - Magistrato, Genova 08.06.1976
CODOTTO ENEA - Appuntato CC, 05.02.1981
COGGIOLA PIERO - Funzionario Industria,Torino 28.09.1978
CONTE OTTAVIO - Agente P.S., Torvaianica (Roma) 9.01.1985
CONTI LANDO - Ex Sindaco, Firenze 10.02.1986
CORTELLESSA IPPOLITO - Appuntato CC, Viterbo 11.08.1980
COSSU MARTINO - Finanziere, Malga Sasso (BZ), 9.09.1966
CRESCENZIO ROBERTO - Studente, Torino 01.10.1977
CROCE FULVIO - Avvocato, Torino 28.04.1977
CUSANO FRANCESCO - Vice Questore, Biella 01.09.1976
CUSTRA ANTONIO - Vice Brigadiere di P.S., Milano 12.05.1977
CUTUGNO LORENZO - Agente Custodia, Torino 11.04.1978
CUZZOLI PIETRO - Brigadiere CC, Viterbo 11.08.1980
D'ALFONSO GIOVANNI - Appuntato CC, Acqui Terme (AL) 5.06.1975
D'ALLEO SEBASTIANO - Guardia Giurata, Torino 21.10.1982
DALLARI FANNY - Pensionata, Savona 20.11.1974
DEJANA ANTIOCO - Appuntato CC, Genova 08.06.1976
DELCOGLIANO RAFFAELE - Assessore regionale, Napoli 27.04.1982
DELLER BIANCA - Pensionata, Brescia 16.12.1976
DE MARCO MARIO - Guardia P.S., Salerno 26.08.1982
DE ROSA CARMINE - Capo della sicurezza Fiat, Cassino 04.01.1978
DI CATALDO FRANCESCO - Agente Custodia, Milano 24.04.1978
DI LEONARDO GIOVANNI - Agente P.S., Roma 01.05.1985
DIONISI FAUSTO - Agente P.S., Firenze 20.01.1978
DI ROMA CIRIACO - Agente P.S., Roma 21.10.1981
ESPOSITO ANTONIO - Commissario Capo, Genova 21.06.1978
EVANGELISTA FRANCESCO - Appuntato P.S., Roma 28.05.1980
FALCO LEONARDO - Vice Brigadiere di P.S., Empoli (FI) 24.01.1975
FEMIANO ARMANDO - Appuntato di P.S., Pietrasanta (Lu) 22.10.1975
FILIPPO GIUSEPPE - Guardia P.S., Bari 28.11.1980
LORENZO FORLEO, Appuntato CC, Carpenedolo (Brescia) 18.02.1977
FOTI FILIPPO - Brigadiere P.S., Bolzano 01.09.1967
FLORIS ALESSANDRO - Portavalori. Genova 26.03.1971
FRASCA ANTONIO - Addetto sicurezza, Settimo Mil. (MI), 3.06.1981
GALLI GUIDO - Magistrato, Milano 19.03.1980
GALVALIGI ENRICO - Generale CC, Roma 3 1.12.1980
GALLUZZO ANTONIO - Guardia P.S., Roma 24.06.1982
GHEDINI LINO - Brigadiere P.S., Rho (Mi) 19.02.1977
GHIGLIENO CARLO - Funzionario Industria, Torino 21.09.1979
GIACUMBI NICOLA - Proc. capo della Repubblica, Salerno 16.03.1980
GIORGIERI LICIO - Generale Aeronautica, Roma anno 1987
GIRALUCCI GRAZIANO - Rappresentante, Padova 17.06.1974
GORI SERGIO - Dipendente Industria, Venezia 29.01.1980
GRANAIO MICHELE - Guardia P.S., Settembre 1979
GRAZIOSI CLAUDIO - Agente P.S., Roma, 22.03.1977
GUERRIERI GIUSEPPE - Appuntato CC, 13.03.1979
IOZZINO RAFFAELE - Agente P.S., Roma 16.03.1978
IURILLI EMANUELE - Studente, Torino 09.03.1979
LANARI ROLANDO - Agente Scelto P.S., Roma 14.02.1987
LANZA SALVATORE - Agente P.S., Torino 15.12.1978
LANZAFAME SANTO - Appuntato CC, Cagliari 02.08.1981
LOMBARDI GIUSEPPE - Maresciallo CC, Pietrasanta (Lu) 22.10.1975
LEONARDI ORESTE - Maresciallo Maggiore CC, Roma 16.03.1978
LOMBARDINI ANDREA - Brigadiere CC, 05.12.1974
LORUSSO GIUSEPPE - Agente Custodia, Torino 19.01.1979
LUCARELLI EZIO - Brigadiere CC, MIlano 26.11.1980
MANA BARTOLOMEO - Vigile Urbano, Torino 13.07.1979
MANTAKAS MIKAELI - Militante politico, Roma 28.02.1975
MARANGONI LUIGI - Direttore Sanitario, Milano 17.02.1981
MARINO ANTONIO - Guardia P.S., Milano 12.04.1973
MARITANO FELICE - Maresciallo Maggiore CC, 15.10.1974
MARONESE LUIGI - Carabiniere, Padova 05.02.1981
MARTINI EDOARDO - Guardia Scelta P.S., Bolzano 30.09.1967
MASARIN FEDERICO - Guardia P.S., Milano 17.05.1973
MASI GIORGINA - Studentessa, Roma 12.05.1977
MAZZANTI MANFREDO - Dirigente Industria, Milano 29.11.1980
MAZZOLA GIUSEPPE - Carabiniere pensionato, Padova 17.06.1974
MATTEI STEFANO, Roma 16.04.1973
MATTEI VIRGILIO, Roma 16.04.1973
MEA ANTONIO - Brigadiere P.S., Roma 03.05.1979
MINERVINI GIROLAMO - Magistrato, 18.03.1980
MORO ALDO - Presidente Consiglio, Roma 09.05.1978
MUSSI GIANNI - Brigadiere di P.S., Pietrasanta (Lu) 22.10.1975
NIEDDA ANTONIO, Appuntato di P.S., Padova 04.09.1975
OCCORSIO VITTORIO - Magistrato, Roma, 10 luglio 1976
OLLANU PIETRO - Agente P.S., Roma 03.05.1979
PADOVANI VITTORIO - Vice Questore, Sesto S. G. (MI) 15.12.1976
PALMA RICCARDO - Magistrato, Roma 14.02.1978
PALOMBO ANTONIO - Caporale E.I., Salerno 26.08.1982
PALUMBO PRISCO - Agente P.S.,Roma 14.12.1976
PAOLA PASQUALE - Agente P.S., Napoli 15.07.1982
PAOLELLA ALFREDO - Docente Universitario, Napoli 11.10.1978
PAOLETTI PAOLO - Funzionario Industria, Monza (Mi) 05.02.1980
PASSAMONTI SETTIMIO - Allievo Sottouff. P.S., Roma 21.04.1977
PEDENOVI ENRICO - Consigliere Provinciale, Milano 20.04.1976
PEDIO ANTONIO - Guardia Giurata, Torino 2 1.10.1982
PEGLIEI GIUSEPPE - Agente di custodia, Patrica (Fr) 08.11.1978
PERSOGLIO GAMALERO GIOVANNI, Studente, Marina di Pisa 14.02.1971
PETRUCCI FRANCO - Tenente della G.F., Malga Sasso (BZ) 9.09.1966
PISCIUNERI GIUSEPPE - Guardia Giurata, Torino anno 1980
PORCEDDU SALVATORE - Agente P.S., Torino 15.12.1978
RADICI ROMANO - Carabiniere, Roma 06.12.1981
RAPESTA GIUSEPPE - Appuntato P.S., Roma 6.05.1982
RAMELLI SERGIO - Militante politico, Milano 29.04.1975
RENZI VALERIO - Maresciallo Capo CC, Lissone (Mi) 16.07.1982
RICCI DOMENICO - Appuntato CC, Roma 16.03.1978
RIVERA GIULIO - Agente P.S., Roma 16.03.1978
ROMITI MARIANO - Maresciallo P.S., Roma 07.12.1979
ROSSA GUIDO - Sindacalista, Genova 24.01.1979
ROSSI LUCIANO - Agente di P.S., Patrica (Fr) 08.11.1978
ROSSI WALTER - Studente, Roma 30.09.1977
RUCCI FRANCESCO - Vice Brig. Agenti Custodia, Milano 18.09.1981
RUFFILLI ROBERTO - Senatore, Forlì 17.04.1988
SABBADIN LINO - Commerciante, S. Maria di Sala 16.02.1979
SAMMARCO FRANCO - Guardia P.S., Roma 08.06.1982
SANTORO ANTONIO - Maresciallo P. Pen., Udine 06.06.1978
SANTORO ROCCO - Brigadiere P.S., Milano 08.01.1980
SAPONARA GIOVANNI - Agente P.S., Genova 08.06.1976
SARONIO CARLO - Ingegnere, Milano 14-15.04.1975
SAVASTANO GIUSEPPE - Carabiniere, Monteroni d'Arbia (Si) 21.01.1982
SCALIA ROSARIO - Guardia giurata, Barzanò (Co) 23.02.1979
SCHETTINI ITALO - Avvocato, Roma, 29.03.1979
SCRAVAGLIERI GIUSEPPE - Agente P.S., Roma 14.02.1987
SPIGHI GIANFRANCO - Notaio, Prato (Fi) 07.02.1978
STRAULLU FRANCO - Capitano P.S., Roma 21.10.1981
TARANTELLI EZIO - Economista, Roma 27.03.1985
TALIERCIO GIUSEPPE - Dirigente Industria, Venezia 20.05.1981
TARTAGLIONE GIROLAMO - Magistrato, Roma 10.10.1978
TATULLI MICHELE - Agente P.S., Milano 08.01.1980
TAVERNA DOMENICO - Maresciallo P.S., Roma 27.11.1979
TERMINIELLO LUCIO, Impiegato bancario, Milano 24.03.1974
TERSILLI EURO - Carabiniere, Monteroni d'Arbia (Si) 21.01.1982
TOBAGI WALTER - Giornalista, Milano 28.05.1980
TORREGIANI PIERLUIGI - Gioielliere, Milano 16.02.1979
TOSA MARIO - Carabiniere, Genova 21.11.1979
TUMMIELLO VINCENZO - Agente P.S., Milano 19.10.1981
TUTTOBENE EMANUELE - Ten. Colonnello CC, Genova 25.01.1980
VARISCO ANTONIO - Ten. Colonnello CC, Roma 13.07.1979
VINCI SEBASTIANO - Vice Questore, Roma 19.06.1981
VISCARDI ELENO - Agente Digos, Milano 13.11.1981
VOLGGER ELIBERTO - Vice Brigadiere G.F., Malga Sasso (BZ) 9.09.1966
ZAPPALA' ALFIO - Guardia giurata, Zinasco (PV), 18.12.1980
ZICCHIERI MARIO - Studente, Roma 29.10.1975
ZIZZI FRANCESCO - Vice Brigadiere P.S., Roma 16.03.1978

E' un elenco vasto, ma incompleto, delle vittime del terrorismo (di tutti i colori: ci sono le vittime di Prima Linea, dei gruppi di Destra eccetera). Isoliamo qualche storia che riguarda magistrati uccisi dalle BR, giusto per capire.

Il primo magistrato che fu oggetto di "attenzioni" da parte delle BR fu Mario Sossi, un uomo vicino al MSI. Ligure, del '32, Sossi nei primi anni settanta sosteneva l'accusa contro alcuni gruppi terroristici. Egli venne rapito dalle BR il 18 aprile 1974, e il suo rapimento (andarono in venti a prelevarlo) venne gestito dai brigatisti Alberto Franceschini, Mara Cagol e Piero Bertolazzi. "Processato" dalle BR, egli venne condannato a morte al grido: "Sossi, fascista, sei il primo della lista!" ma poi venne usato per una trattativa con la Procura e il Tribunale di Genova riguardante la posizione del Gruppo XXII Ottobre (terroristico anch'esso) di cui la giustizia si stava occupando con arresti e processi. Sossi venne liberato a Milano il 23 maggio 1974, come scambio per la revisione della posizione di alcuni di quei terroristi. Purtroppo ora Sossi è all'interno di Forza Nuova.


Poi fu il turno di Francesco Coco, il magistrato che si oppose alla trattativa con le BR. Sardo (di Terralba), classe 1908, procuratore della Repubblica a Genova, egli nel maggio 1974 si oppose al rilascio degli otto detenuti ex-militanti del Gruppo XXII Ottobre per la liberazione del suo amico Mario Sossi (che come visto era stato sequestrato dalle BR), dopo che la Corte d'Assise d'Appello di Genova aveva dato parere favorevole. Per questo motivo Coco venne assassinato a colpi di rivoltella e mitraglietta Skorpion l'8 giugno 1976 a Genova insieme ai due agenti della scorta (Antioco Dejana e Giovanni Saponara), davanti alla porta di casa, e davanti al figlio (uno dei tre). Chi sta scrivendo adesso nel blog ha conosciuto personalmente alcuni anni fa - da grande, quindi - il bambino che visse quel dramma vedendo ucciso davanti a propri occhi il padre.

Riccardo Palma, magistrato addetto alla direzione generale degli istituti di prevenzione e pena, viene ucciso con una raffica di mitra mentre sta salendo in auto da Prospero Gallinari a Roma, 14 febbraio 1978.

L’uccisione del professore e Magistrato Bachelet avviene all’Università di Roma il 12 febbraio 1980 davanti all’aula dove ha appena terminato la lezione di diritto amministrativo. I suoi assassini si sono infatti mescolati tra gli studenti: i due terroristi con le pistole in pugno sparano otto colpi a bruciapelo al professore che si accascia subitaneamente morente. Il secondo killer interviene sparando ulteriori cinque colpi per finirlo. Al panico che si crea i due terroristi, confusi tra gli studenti, aggiungono urlando che c’è una bomba. Gli assassini, pertanto, riescono a dileguarsi nel caos scatenato da quella voce e nonostante il presidio presente quel giorno in Università, in occasione di una tavola rotonda sul terrorismo.

Il procuratore capo della Repubblica di Salerno Nicola Giacumbi la sera del 16 aprile 1980 sta rientrando a casa con la moglie Lilly Di Renna. Stanno percorrendo il tratto di strada di Corso Garibaldi per giungere al portone di casa allorchè sono assaliti da alcuni terroristi che gli sparano e che riescono ad uccidere il procuratore Giacumbi. La moglie Lilly si salva per miracolo, pur sfiorata da un proiettile alla nuca. Il magistrato aveva precedentemente rifiutato la scorta per non rischiare altre vite accettando il ruolo di “facente funzioni” di procuratore della Repubblica.

Il magistrato Girolamo Minervini si era impegnato profondamente nell’attività di magistratura: dalla Procura generale della Cassazione al Consiglio superiore della Magistratura fino ad assumere l’incarico di Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena il 17 marzo 1980. Il 18 marzo 1980, a Roma, Girolamo Minervini viene ucciso dai brigatisti Francesco Piccioni e Alessandro Padula mentre viaggia sull’autobus che lo sta portando al lavoro. Gli assassini, compiuta l’uccisione, si fanno largo tra i passeggeri continuando a sparare e ne feriscono ben tre.

Girolamo Tartaglione, magistrato, direttore generale degli Affari penali, viene ucciso mentre sta imboccando le scale di casa rientrando dal ministero di Grazia e Giustizia a Roma, il 10 ottobre 1978. Aveva rifiutato il pensionamento per continuare a lavorare come Direttore generale degli Affari penali.


Allora, "signor" Silvio Berlusconi, lei quando accosta la Procura alle Brigate Rosse, offende la memoria e il sacrificio di tanti uomini validi, che valgono mille volte lei e la masnada di cortigiani che la sostiengono per rimanere a succhiare le tette del potere.
Lei offende magistrati, poliziotti, carabinieri, finanzieri, politici, giornalisti, studenti, e tutti i cittadini che persero la vita per mano delle Brigate Rosse.
Lei offende il dolore dei familiari di queste vittime.
Lei offende il lavoro di chi, fra magistrati e appartenenti alla polizia giudiziaria, ha pagato con la propria vita l'aver servito lo Stato (loro sì) in maniera degna.

Presidente Berlusconi, lei che non ha una coscienza, lei che non ha mai avuto senso dello Stato, stia zitto e SI VERGOGNI!

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La violenza di Striscia la Notizia

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Ricci non è mi mai piaciuto granché, e neppure Striscia la Notizia. A fronte di bei servizi sulle sevizie agli animali, sugli sprechi in tante regioni italiane, sui falsi medici eccetera, la vere indagini, quelle più importanti per il paese, e cioé riguardanti chi siede in alto (Berlusconi) non si sono mai avute. Il padrone, Ricci lo tratta bene: ci scherza su e finisce là, attuando una satira all'acqua di rose che infinocchia i distratti.

Sulla questione della Donne, Striscia la Notizia ha fatto la vittima, parlando di "macchina del fango" per ogni minima critica mossa da chiunque (e sono stati davvero tanti) a come la Donna venga presentata nell trasmissioni Mediaset più che in RAI o altrove. Il vittimismo (una vera e propria pagliacciata) esibito in trasmissione è stato accompagnato da una marea di servizi sulle altre reti televisive e su come la rivista americana Newsweek faccia, a detta di Ricci, Greggio & Co. ancora di peggio (?).

La verità è che Ricci si sente un semidio: l'audience gli dà un potere e un delirio di onnipotenza incredibili. Esattamente come i consensi elettorali col suo padrone Berlusconi. Entrambi non accettano critiche di alcun tipo: non è nel loro DNA. Leggete questo articolo e meditate bene su Ricci e Striscia la Notizia, che mettono sul ridere le cose che al loro padrone fa piacere non vengano prese sul serio dall'utenza televisiva, sempre che ne parlino, di certe cose (generalmente non succede per le vicende giudiziarie del padrone).

Altri bersagli sono tutte le testate del gruppo Espresso le quali, non essendo al servizio del padrone, fanno Informazione, e allora vanno attaccate e derise in prima serata.


'Così Striscia vuole farmi tacere'
di Lara Crinò
La giornalista Barbie Nadeau aveva scritto per 'Newsweek' un'inchiesta sull'immagine sessista proposta da Mediaset. Si è ritrovata con i poliziotti in casa e una denuncia per diffamazione: «Cercano di intimidire i corrispondenti stranieri in Italia»

Vive in Italia da quindici anni, e dice che lo considera "il posto migliore dove far crescere i figli". Aggiunge pure che la nostra società "è difficile da capire, ci sono così tante variabili" e che per uno straniero questa complessità è una sfida stimolante. Barbie Latza Nadeau è americana e scrive per 'Newsweek', uno dei magazine americani più prestigiosi, per la sua costola online 'The Daily Beast' e collabora con la CNN.

Ha seguito il caso dell'omicidio di Meredith Kirker e ha scritto un libro sul processo all'accusata Amanda Knox, dal titolo 'Angel Face: The True Story of Student Killer Amanda Knox'. E' una giornalista esperta, abituata più alla chiarezza delle testate anglosassoni che a bizantinismi dei nostri media. Eppure, per la prima volta da quando lavora, ha paura di quel che scrive.

Questo perché, come ha raccontato ieri online e oggi anche sul nuovo numero di Newsweek, una sera dello scorso febbraio un poliziotto ha bussato alla porta della sua casa romana. "Ero a casa da sola con i bambini" racconta "e sono rimasta sconcertata quando ho visto l'agente. Mi ha detto che dovevo andare alla stazione di polizia per qualcosa che aveva a che fare con ciò che avevo scritto per Newsweek su Mediaset e Silvio Berlusconi".

Il giorno dopo Barbie Nadeau si è recata alla polizia e ha scoperto di essere stata denunciata da 'Striscia la notizia' per diffamazione, a seguito di un suo articolo apparso a novembre 2010 su Newsweek dal titolo 'Italy's Women Problem'. Nella sua documentata inchiesta sulla sconfortante situazione delle donne italiane, lontane dalla parità in tutti gli ambiti, Nadeu notava che persino nel programma più visto del prime time italiano, 'Striscia la notizia', la rappresentazione femminile era affidata alle Veline. Signorine "con addosso un abito ornato di lustrini fornito di tanga e profondo scollo a V che arriva oltre l'ombelico" a cui i conduttori possono dire "Vai, girati, fatti dare un'occhiata" toccando loro il didietro. Dopo la denuncia, in accordo con 'Newsweek', la giornalista si è presa un avvocato che la difenderà. Ma qui ci spiega perché l'azione legale di Striscia non è, secondo lei, "una mera coincidenza".

Signora Nadeau, nel suo articolo esprimeva una critica al modo in cui le tv di Berlusconi e in particolare 'Striscia la notizia', rappresentano la donna. Un argomento che la stampa cavalca da anni. Come mai, secondo lei, da Mediaset è partita una denuncia?
A dire il vero nemmeno io me lo spiego fino in fondo. Posso solo fare delle supposizioni, e dirle che non credo nelle coincidenze. L''idea di avere una denuncia sulla testa mi mette profondamente a disagio. Considero 'Striscia' un programma intelligente e nel mio pezzo mi limitavo a mettere in luce una contraddizione. Ovvero che persino Striscia propaganda un'immagine che ritengo lesiva per la donna. La mia copertina di Newsweek ha ispirato a marzo un 'panel' di un convegno sulle donne a New York; hanno partecipato anche Emma Bonino e Violante Placido. Avevo appena avuto la notifica della denuncia e non ho voluto fare il nome di Striscia. Quindi, come vede, ha già funzionato su di me come una forma di intimidazione. Anche se ovviamente il mio giornale mi chiede di continuare a scrivere e seguire la questione.

Non pensa che denunciarla per diffamazione possa essere per Mediaset una 'misura preventiva' in vista dell'aprirsi del processo sul caso Ruby? Insomma un modo per alzare il tiro, mandando un messaggio ai corrispondenti stranieri in Italia in un momento particolarmente delicato per Berlusconi?
Parlare di Arcore, delle escort e di Ruby è dal punto di vista giornalistico ovviamente una miniera d'oro. Ma è una strada fin troppo facile, che in accordo con 'Newsweek' non ho mai seguito. Quel che mi interessa mostrare a un pubblico di lettori internazionali sono le contraddizioni della condizione femminile in questo paese. E come l'immagine femminile veicolata dai media e dalla pubblicità non possa che danneggiare la ricerca della parità lavorativa e sociale. Tutte queste cosce nude, questa esibizione di corpi manda un messaggio subliminale continuo all'uomo italiano: che le donne hanno a che fare con il sesso, che non sono una controparte seria e affidabile in politica o sul lavoro.

Nei suoi articoli, in passato, lei ha fatto notare una certa apatia delle donne italiane, incapaci di arrabbiarsi, di combattere contro questo stereotipo...
Si, è vero, mi pareva che la reazione non fosse abbastanza forte. Ma negli ultimi mesi la situazione è cambiata, c'è stata una grande mobilitazione.

Crede che stiamo entrando in una nuova fase politica, un tramonto del berlusconismo che dà le sue ultime zampate?
Sappiamo che l'era Berlusconi finirà. E il primo test sono le amministrative che si svolgono tra poco. Che sia ora o a fine legislatura, prima o poi lascerà il potere. E questo cambia la prospettiva di un'intera generazione che è cresciuta con lui. Le donne fanno parte di questo cambiamento, e credo che questo faccia molta paura.

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La più grande figuraccia della Gelmini (video). Ballarò

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Ieri sera la ministra Gelmini ha mostrato durante Ballarò di non conoscere (o se conosce, allora non ci ha capito niente) i reali danni che la sua "riforma" creerà nella Scuola Pubblica e nell'Università. Letta (PD) esibisce il documento appena presentato dalla Gelmini e Tremonti su cosa succederà nei prossimi 3 anni, evidenziando una tabella del documento stesso che mostra i tagli di 13 miliardi circa di euro, e la Gelmini starnazza che non è vero niente! In suo soccorso un suggeritore seduto dietro di lei e un sedicente direttore di testata giornalistica, per dire: "Le minori spese non sono tagli".

Ah no? E cosa sono allora?



L'avevamo capito tutti che la Gelmini era stata messa in quel ministero solo per mettere la faccia sullo scempio che per volontà di Berlusconi sta distruggendo la Cultura in Italia. Ora abbiamo l'ennesima conferma dell'ignoranza e della malafede di questa persona.

Clicca QUI per il testo integrale del documento.

Leggi anche: Tagli alla Scuola e la Gelmini non ne sa nulla.

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Adepti del Colpo di Stato crescono

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L'attacco più bieco alla Costituzione fatto in questi tempi bui per la nostra patria Italia passa per l'iniziativa di un deputato PDL, tale sig. Remigio Ceroni. La cosa è pazzesca, perché voler spostare in una Repubblica e in una democrazia la titolarità del potere dal popolo a un'assemblea elettiva è un fatto gravissimo.

Il Parlamento è stato concepito dai padri costituenti come estensione del potere del popolo. L'Italia è una repubblica democratica ed è fondata sul lavoro, la sovranità è del popolo. Oggi funziona ancora così, più o meno. Il popolo va a votare i propri rappresentanti e costoro siedono in Parlamento per approvare leggi che migliorino la qualità della vita del popolo stesso.


A livello sostanziale, e soprattutto grazie alla legge "porcellum", per cui come sappiamo gli eletti sono decisi dai partiti, il cittadino che vota mette la croce sul partito e poi dal primo della lista in giù a proporzione dei voti vengono fuori coloro che siederanno nelle tanto ambite e ben pagate poltrone di potere. Questo è il sistema che ha permesso a Nicole Minetti, una modella che ha lavorato in televisione e ha lavorato anche ai Bunga Bunga parties di Arcore, di venire eletta al consiglio regionale della Lombardia.

Col "porcellum" il cittadino, e quindi il popolo, è stato defraudato di un dei diritti fondamentali, e cioé il Voto: lo scegliere il proprio rappresentante. Già questo era grave.

Il progetto di riforma dell'art. 1 Cost. ora vuole attuare a livello formale quello che già abbiamo a livello sostanziale: centralizzare i partiti (e chi li comanda) al posto del popolo. Non è un centralizzare il Parlamento, attenzione, anche se così c'è scritto! Infatti siccome sono i partiti a decidere i candidati o meglio gli eletti, essi stessi hanno il potere. E se ci aggiungiamo che in questa legislatura il Parlamento così eletto col "porcellum" è totalmente asservito ai capricci dell'Esecutivo, cioé il Governo, cioé Berlusconi, il passo è breve. Il passo verso la Monarchia Assoluta e il Re legibus solutus.

In un'epoca in cui la gente scappa dai partiti, aumenta l'astensionismo alle elezioni, la politica che fa? si allontana ancora di più dal popolo, mostrando di avere a cuore solo i propri interessi di Casta.

Il nuovo art. 1 secondo questo deputato allora reciterebbe così: "L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e sulla centralità del Parlamento". Ceroni biascica una giustificazione: "Spesso ci troviamo così: dopo aver approvato una legge, con il presidente della Repubblica che non la controfirma. Dobbiamo ripristinare gerarchia ed equilibrio dei poteri, in assenza del quale, si deve riportare l’ordine".

Questa è una bestemmia totale! Questo losco deputato sa benissimo che la figura del presidente della Republica è la figura che è stata concepita dai costituenti allo scopo di mantenere un corretto equilibrio nell'esercizio dei tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario. Per Ceroni la promulgazione da parte del presidente della Repubblica, con la possibilità di un rinvio alle Camere, è un intoppo all'esercizio del potere! Allucinante! Ceroni poi parla di "gerarchia" da "ripristinare". Ripristinare cosa? Quale gerarchia? Le gerarchie sono in tutte le forme di governo autoritarie e che non sono democratiche, perché là non è il popolo ad aver la titolarità del potere, ma un dittatore, un monarca, quale sostanzialmente oggi cerca di essere Berlusconi, a volte riuscendoci, a volte no. Da qui il Colpo di Stato che strisciando va avanti con la connivenza del PDL, della Lega, dei "responsabili".

E' incredibile quanto stia cadendo in basso la politica oggi in Italia. Come cittadini della Repubblica possiamo accettare che una persona come Ceroni voglia distruggere la nostra Cosituzione? Possiamo noi accettare che un Berlusconi e un Lassini distruggano l'onorabilità della Magistratura? Possiamo accettare che un Parlamento lavori secondo i capricci di uno solo e non legiferi per il bene dell'economia nazionale e per risolvere i problemi dei disoccupati? Possiamo accettare noi cittadini della società civile che un Guardasigilli lavori contro i propri doveri istituzionali, e invece di difendere i Magistrati li umili quotidianamente solo perché così desidera il suo padrone?

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Le onerose cambiali di Silvio. I "responsabili" alla cassa

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Ogni mezzo uomo ha un prezzo. Comprato con cambiali l'appoggio dei "responsabili", ora Berlusconi viene ricattato. Non se sia il caso di ridere o piangere.


Governo, i Responsabili minacciano B: “Posti entro Pasqua o sciogliamo gruppo”
da Il Fatto Quotidiano
Il gruppo di Moffa presenta il conto al premier: se entro giovedì non avranno parte dei posti promessi prima dell'approvazione del processo breve, non sosterranno più la maggioranza

“Più che Responsabili sembrano affamati”. Il finiano Carmelo Briguglio sintetizza così il pressing che gli uomini di Silvano Moffa stanno attuando sul premier. Chiuse le votazioni alla Camera sul processo breve, infatti, il gruppo di Scilipoti, torna a battere cassa chiedendo il pacchetto di nomine per gli incarichi di governo dettando un ultimatum: entro le festività pasquali. Quindi entro giovedì. Altrimenti, questo il messaggio recapitato a Silvio Berlusconi, sciogliamo il gruppo e liberi tutti. Eventualità che il presidente del Consiglio non può permettersi di prendere neanche in considerazione, visti i numeri della maggioranza alla Camera.

L’obiettivo dei Responsabili, spiegano alcuni esponenti del gruppo, è di chiudere entro la settimana anche perché l’accordo con il Cavaliere era chiaro e prevedeva, una volta approvato il ddl sul processo breve, la promozione di altri Responsabili nella squadra dell’Esecutivo. La scorsa settimana l’unico a fare il suo ingresso ufficiale nella squadra di governo con l’incarico di sottosegretario al Lavoro è stato Nello Musumeci, esponente della Destra di Storace. L’obiettivo dei Responsabili, anche per mettere a tacere le polemiche interne tra le varie anime, è dunque quello di portare a casa le nomine entro la settimana. Oltre alla pattuglia dei Responsabili, un posto da sottosegretario potrebbe andare anche a Daniela Melchiorre esponente dei Libdem che insieme a Italo Tanoni la scorsa settimana ha ufficializzato l’addio al Terzo Polo. La Melchiorre sarebbe in pole per un posto da sottosegretario allo Sviluppo Economico.

Siamo al mercato delle vacche”, dice Felice Belisario, capogruppo dell’Idv. “In ogni mercato c’è chi vende e chi compra e chi vende vuole incassare il suo costo il prima possibile. E’ quello che stanno facendo i Responsabili che hanno venduto la loro moralità, approvando una legge vergogna come il processo breve, solo ed esclusivamente per una poltrona in cambio. Oggi puntano i piedi e ricattano il premier: vogliono riscuotere prima di Pasqua il loro premio. Cosa credeva Berlusconi? Che gli sarebbe stato abbonato il suo debito?”. Moffa ha tentato di placare le polemiche, invitando i suoi a rinunciare alle rivendicazioni. “Reputo assolutamente necessario che si ponga fine a questo continui stillicidio di richieste e di promesse, e che si abbia il coraggio di rinunciare a qualunque incarico di governo impegnandosi invece in una azione di rilancio del centrodestra non solo per la sua riarticolazione, ma anche per fare le riforme che non possono essere più rinviate”, ha detto.

Invito ovviamente finito nel vuoto e che è tornato come un boomerang a Moffa rilanciato da Nino Lo Presti di Futuro e Libertà. “Troppo comodo per Moffa, che siede tranquillamente sulla poltrona di presidente della commissione Lavoro della Camera, conquistata di certo per i suoi grandi meriti di giurista, pontificare sulle rinunce che dovrebbero fare adesso i suoi colleghi Responsabili-Disponibili in merito ai posti di governo promessi dal premier per pagare il prezzo della loro sottomissione”. E aggiunge: “Moffa dia l’esempio, rinunci lui alla carica che ricopre, alla guida di un importante organismo parlamentare, e giustifichi così la sua nobile scelta ideale. O, piuttosto, si vergogni”. Ma le intenzioni sembrano ben diverse. Stamani il capogruppo dei Responsabili, Luciano Sardelli, ha incontrato il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, esprimendogli la preoccupazione per la tenuta del gruppo. L’allarme l’avevano lanciato gli esponenti di Noi Sud, chiedendo a Sardelli di ottenere un incontro con Berlusconi e minacciando: “Altre 24 ore di tempo e poi sfasciamo il gruppo, le promesse vanno mantenute subito”.

Intanto i Responsabili annunciano una conferenza stampa per domani alle 10 presso la Camera dei Deputati. Ufficialmente l’incontro con i giornalisti è stato convocato per presentare il documento politico programmatico del gruppo, ma potrebbe diventare anche l’occasione per alzare la posta.

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L'inchiesta Procura-BR sale sempre più in alto. Con una stortura: Berlusconi

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Lo confesso, quando ho sentito che Roberto Lassini è un avvocato sono rimasto scioccato. Mi son detto: "Ma com'è possibile che un avvocato concepisca e realizzi una cosa del genere?" Poi la mia ragazza, che ha fatto i miei stessi studi e preso la stessa Laurea (Leggi), mi ha detto: "E Ghedini e Alfano?", e il velo appannato che stupidamente mi aveva per pochi secondi coperto gli occhi è di nuovo venuto giù. Del resto lo sapevo: ci sono avvocati di serie A e avvocati di serie B (quelli che io chiamo "amorevolmente" colletti bianchi). Infatti in questi anni quanto messo in atto da gente come Ghedini e Longo in udienza, o al Parlamento e al Governo da Ghedini, Alfano e compagnia parla chiaro: studiare e laurearsi in Leggi non significa automaticamente tenere una condotta pulita. E' l'animo che conta, e poi la coscienza, che in certe persone manca del tutto.

Oggi leggo che l'inchiesta sui manifesti Procura-BR va avanti, e sale sempre più su all'interno del PDL. Lassini, ex sindaco, ex democristiano, ha dovuto ritirare la candidatura perché tutti (tranne Berlusconi) gli hanno voltato le spalle. Gli stessi Moratti e Formigoni gli hanno fatto la morale (loro che prendono i voti da Comunione e Liberazione, che in Lombardia va a braccetto con la 'Ndrangheta e la Mafia), lo stesso Schifani ha espresso parole dure (ma pare sia più che altro un salvare la faccia per il futuro, perché il mito Berlusca sta tramontando), e finanche il presidente della Repubblica si è schierato apertamente sulla vicenda.

Lassini è sotto indagini per Vilipendio all'Ordine Giudiziario. L'inchiesta sale sempre più su nel partito, e ora tocca anche anche Giacomo Di Capua, capo della segreteria del coordinatore lombardo del partito. Il fatto che Mantovani avesse da subito preso le distanze dal gesto di Lassini un po' puzzava, e ora che l'indagine sta arrivando anche là, beh... spiega tutto, solo uno stolto non se ne accorgerebbe. La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati anche Di Capua, che è anche consigliere comunale a La Spezia per il PDL. Certo, questo non significa che Di Capua sia colpevole come Lassini, che ha confessato, ma leggete quanto segue.

Il Fatto Quotidiano racconta: "A coinvolgere nell’inchiesta Di Capua è stato uno dei due titolare della “Bergomi&Falcone”, un’azienda che in passato ha già fatto diverse campagne per il Pdl. Il testimone ha ammesso davanti alla Digos e al sostituto procuratore Armando Spataro di aver ricevuto l’incarico per i manifesti anti magistratura da Di Capua, in un incontro di venti giorni fa nella sede del partito di viale Monza. Con l’intesa che a pagare sarebbe stato, come le volte precedenti, il Pdl. Il titolare ha sostenuto che l’affissione dei manifesti “Fuori le Br dalle procure”, quelli più duri, non era compresa. Ma, in una perquisizione negli uffici della società, è stato trovato uno di questi manifesti. Le matrici erano invece nella tipografia coinvolta. dove gli inquirenti hanno trovato anche l’ordinativo per la stampa di 5mila manifesti, emesso da un’azienda sempre in orbita Pdl."

Ma non è tutto. C'è una stortura evidentissima che non viene sottolineata se non da pochi. La questione è molto chiara: molti quotidiani stanno puntando il dito su Berlusconi come mandante morale di questi manifesti, e ora che l'inchiesta sale su nel partito, la cosa si gonfia di nuovi dati e prove. Dove arriverà?

In tutto questo guazzabuglio infatti, quasi nessuno ha riflettuto su una cosa. Lassini e Di Capua sarebbero i responsabili materiali di questi manifesti che integrererebbero gli estremi di quel reato, ma... riflettiamo un attimo: Berlusconi è dalla metà degli anni 90', e cioé da quando è "sceso in campo" per salvare dal crac economico le sue aziende e cambiare il Diritto anche nel penale, per evitarsi il carcere, che rilascia continuamente alla stampa e alla televisione affermazioni di quel tenore (se non anche peggio). E allora perché la Procura non si muove anche contro di lui per lo stesso reato di Vilipendio all'Ordine Giudiziario? Ci avete mai riflettuto? E' un non-sense, questo, che dovrebbe essere spiegato, perché non ha alcuna giustificazione.

Ma come, Silvio, le "toghe rosse" (e ora anche "brigatiste") non muovono un'indagine che porterebbe a certa condanna (perché di articoli di giornale e di video, anche su youtube, ce n'è a profusione) nei tuoi confronti, e tu le insulti? Ma andiamo!

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domenica 17 aprile 2011

Splendida lettera di una insegnante a Berlusconi

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Favolosa, accorata, onesta.... leggete e condividete.


Sono prof di sinistra. E allora? 
di Mila Spicola
da L'Unità

Le ho tutte le aggravanti: docente della scuola statale, del sud, compagna per anni di una “toga rossa”, dirigente di partito, non berlusconiana, infine, maiuscolo, di SINISTRA e dunque eversiva. Affascinata da un ideale terribile, pardon, ideologia: combattere le diseguaglianze sociali e battermi per i diritti civili. Praticamente una criminale. Credevo di essere una moderata: mi sono svegliata eversiva.

Sono una docente di sinistra. E allora? Non rubo, non imbroglio, non ho tra le mie armi la furbizia e non millanto. Non traffico in nulla se non in pensiero. Non compro persone e non svendo me stessa. Amo lo studio. Sono onesta: pago le tasse. Tutte le tasse. Per me e per chi non le paga. Amo lo studio. Sono un italiana.

Per questo mi detesti, Silvio Berlusconi, perchè ho l'onore e il merito di essere tra i tuoi peggior nemici. Vedi caso: scuola e magistratura. Sono lo Stato che disprezzi e lo Stato ricambia il tuo disprezzo. Questo è per te essere "comunisti": amare lo Stato e osservarne la legge e la Costituzione, servirne le Istituzioni. Se è così non posso che esserlo, comunista.

E non c'entra assolutamente nulla con quello che io insegno. E' proprio la libertà a esserti ostica: la libertà del dissenso.

Sono la vera, profonda, continua opposizione a questo governo infame. Per questo mi attacchi.
A me e ai giudici: perchè osserviamo la legge e insegniamo a farla osservare: i giudici ai cittadini, noi ai ragazzi.

"No, ragazzi, la questione non merita un commento". Avrei detto in altri tempi. "E’ ridicola". Avrei detto in altri anni. Ettepareva, pensavo invece qualche settimana fa al ripetuto attacco contro la mia categoria. E oggi ancora. Ma dai..Basta. Se non fosse che la parola “barzelletta” suona ormai fastidiosa, direi che proprio di barzelletta si tratta. Comincio a pensare che tra un po’ mi suoneranno alla porta..

Di nuovo? Contro i “docenti di sinistra”? Con tutto il fango realmente condannabile, giusto ai docenti deve andare il suo pensiero? Valori? A chi e da che pulpito? Quo usque tandem, berluskoi, abutere patientia nostra? Quante volte lo devo ripetere che la scuola s’è rotta?

"Pover’uomo, toglietegli il microfono, curatelo" disse la Veronica. E’ malato. Lo ha detto lei.
E’ lo stesso uomo che le figlie più fresche di quelle famiglie se le invita a cena fino all’alba. Che ci fa una diciottenne fino all’alba con un anziano nonno settantenne? Ripasso di valori validi? Che valore ha una serata uggiosa? Piuttosto, che prezzo ha. Fosse solo per una questione di stile.
Si togliesse di bocca la parola famiglia, l“Habemus nonnum” o “nonnullum”. Mica sbaglia il nonno presidente quando mi accusa che a volte dissento dalle famiglie, che a volte remo contro le idee e i valori inculcati dalle famiglie di alcuni dei miei alunni: furbizia, malaffare, ignoranza. Contro le mamme che chiedono alle figlie quanto le ha pagate quel “vecchio taccagno”. Sono queste le famiglie che bazzicano intorno ad Arcore? Penso siano ben altro le famiglie italiane.

Io, docente di sinistra, mi ostino a farli studiare nonostante mille altri interessi li allontanino dai libri e dalle idee: le sue televisioni su tutto. E’ una palese eversione, un attacco alla “libertà” educativa? Farli studiare? Perché è notorio: alle private non studiano, hanno un bonus per l’ignoranza.

“Mi consenta, professoressa, ma lei è matta? Li mandi a lavorare, mica si mangia coi suoi libri zeppi di storture ideologizzate”.
Voce del verbo comprare. "E’ malato". Voce del verbo vendere. Mala tempora. Avrebbe detto persino Gianburrasca, se fossimo qualche lustro fa. Ma che disegno del mondo vuol fingerci?

La verità è ancor più evidente: non ci sono preoccupazioni educativo-pedagogiche in tutto ciò, c’è solo ricerca di consenso: da un lato tra le gerarchie cattoliche, detentrici di un piccolo impero economico-ideologico, cioè i loro istituti scolastici, e dall’altro in quella parte di elettorato che rappresenta lo zoccolo duro per Berlusconi: cattolico e di livello scolastico medio basso. Attenzione: non è un giudizio, è un dato.

Mi ostino ad essere “non berlusconiana”, piuttosto che contro. Vorrei proprio che non ci fosse, altro che dedicargli le mie parole, o spendere tutto questo tempo a contraddirlo. Perché è ormai così ridicolo, grottesco, ridondante che il “contro” mi sembra un avverbio esagerato. E’ giunta l’ora di parlar d’altro. Purtroppo le ricadute sono Tremonti e la Gelmini e i loro tagli che affannano le mie giornate, come si fa a non pensarci?

Fosse solo lui…Provo sconcerto non per il personaggio, che ormai non sorprende ma deprime; mi sconcerta, mi spaventa, mi terrorizza la parte di paese che dimostra di non capire o, peggio, non capisce. Perché è più scemo il Carnevale o chi gli va dietro?
Inorridisco alla vista di una felpa per ragazzine al mercato con la scritta “rubacuori” e urlo al pensiero di chi ci ride su, di chi ci sorride su, ma ancor più di chi rimane indifferente e zitto. Mi terrorizza il silenzio degli onesti, non il vociare cicisbeo con annesso panino e coca cola davanti alla procura di Milano.

Mi terrorizza il silenzio rassegnato di centinaia di migliaia di miei colleghi, quello sì che mi disorienta e sempre di più. Come se davvero da un minuto all’altro qualcuno dovesse bussare alla loro, alla mia, porta.

Mila Spicola

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Berlusconi: eversione fuori controllo. Il colpo di Stato va avanti

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Qualora ci fosse ancora qualcuno che non ha capito cosa sta succedendo, legga questi due documenti. Siamo davanti a un colpo di Stato, costruito giorno dopo giorno infilando nella testa della gente odio nero, e distruggendo il nostro ordinamento giuridico.


ARRESTATELO di Marco Travaglio
da Il Fatto Quotidiano / in edicola 17 aprile 2011

"Oggi 29 gennaio 1979 alle ore 8:30 il gruppo di fuoco Romano Tognini ‘Valerio’ dell’organizzazione comunista Prima linea ha giustiziato il sostituto procuratore della repubblica Emilio Alessandrini… uno dei magistrati che maggiormente ha contribuito in questi anni a rendere efficiente la procura della repubblica di Milano… nel tentativo di ridare credibilità democratica e progressista allo Stato".

Con questo volantino, 31 anni fa, i terroristi rossi di Prima Linea rivendicavano l’assassinio del pm milanese che in quel momento indagava sulla strage nera di Piazza Fontana. Cioè tenevano a far sapere di averlo eliminato proprio per i suoi meriti, perché Alessandrini era bravo, onesto e con la sua competenza, professionalità e dedizione onorava lo Stato e le istituzioni che i brigatisti non riconoscevano, anzi volevano abbattere.

Oggi, a non riconoscere lo Stato e le istituzioni e ad abbatterli un pezzo al giorno, non sono più i terroristi, fortunatamente estinti: sono il presidente del Consiglio e la sua vasta corte di servi felici, alleati venduti e figuranti a gettone. E sono molto più pericolosi dei terroristi (che finirono involontariamente per rafforzare il sistema, mentre quelli lo picconano dall’interno), perché nessuno – tranne poche e flebili voci – ne denuncia la pericolosità, perché controllano militarmente le istituzioni e le televisioni, e soprattutto perché hanno l’immunità e purtroppo non possono essere arrestati.

Al posto dei mitra, usano come armi le leggi, le tv, i giornali. E, dall’altro giorno, anche i manifesti anonimi, come quelli apparsi a Milano con uno slogan che fa impallidire, per carica eversiva, i volantini di Prima Linea: "Via le Br dalle procure". Il Corriere della Sera, che appena qualche testa calda disegna una stella a cinque punte nel cesso di una fabbrica lancia l’allarme in prima pagina contro il ritorno del terrorismo, ha relegato la notizia a pagina 13 in basso a destra. Il giorno prima invece, aveva sbattuto in prima pagina Asor Rosa, gabellandolo per un novello Junio Valerio Borghese pronto a marciare su Roma al grido di "To ra To ra". Ora, di quei manifesti firmati "Associazione dalla parte della democrazia", è ignoto solo il tipografo. L’ispiratore e l’autore dei testi si chiama Silvio Berlusconi, che ieri ha paragonato i magistrati (quelli, si capisce, che si occupano di lui) a una "associazione a delinquere", s’è vantato di aver imposto processo e prescrizione breve "per tutelarmi" (dalla Giustizia) e tre giorni fa, davanti alla stampa estera, ha farneticato di "giudici brigatisti".

Nemmeno una sillaba è trapelata dal Quirinale contro questi proclami terroristici. Con ben altra determinazione avevano reagito Scalfaro e Ciampi, quando in passato B. aveva vomitato analoghi deliri:
"In tutti i settori ci possono essere corpi deviati. Io ho una grandissima stima per la magistratura, ma ci sono toghe che operano per fini politici. Sono come la banda della Uno bianca" (14.3.96).
"Come anni fa la sinistra si è saputa distinguere da chi faceva la lotta armata, anche oggi deve dividere la propria responsabilità da chi fa lotta politica con le sentenze. La sinistra deve isolare certi pm come fece con le Brigate rosse" (8.8.98).
"Negli anni ‘70 c’era la volontà di abbattere lo Stato borghese con l’uso della violenza. La sinistra seppe distinguere la sua responsabilità da quella delle Br. Spero che oggi faccia la stessa cosa neiconfronti dei giudici giacobini" (17.3.99).
"Resisteremo ai colpi di giustizia, di piazza e di pistola che non fanno parte della democrazia" (26.3.2002).

Significativamente, la prima di queste frasi fu pronunciata a commento dell’arresto del giudice Squillante, il cui nome era sul libro paga di B. e Previti assieme a quello di Vittorio Metta (vedi alla voce Mondadori). Per lui gli unici giudici buoni sono quelli corrotti: quelli onesti, quelli bravi sono una minaccia. Infatti, in un’altra occasione, li definì "pazzi, antropologicamente diversi dal resto della razza umana". Quelli sani prendono esempio da lui: fanno i delinquenti.




Berlusconi oramai un pericolo eversivo. Napolitano lo dovrebbe fermare
di Fulvio Lo Cicero

La violenza montante di Berlusconi contro la Procura di Milano deve essere fermata, perché rappresenta un "golpe strisciante" contro un potere dello Stato. L'unica persona in grado di farlo è Giorgio Napolitano, Capo delle Forze armate.

ROMA – Quello che sta accadendo in questi giorni in Italia ha un precedente storico: la marcia su Roma partita il 28 ottobre 1922 (Mussolini arrivò nella Capitale in treno da Perugia). Nella mente del futuro dittatore c’era la convinzione che, con una evidente prova di forza di qualche migliaio di manipoli giunti nella Capitale, il re Vittorio Emanuele si sarebbe convinto ad affidargli la guida del Governo. Tecnicamente fu un "golpe", un colpo di Stato, che avviene ogni qualvolta si ha un ricambio alla guida del governo senza alcun ricorso alle elezioni (cosa che effettivamente avvenne poi nel 1924, fra le violenze dei fascisti nelle cabine elettorali).

Silvio Berlusconi sta esercitando la medesima violenza sulle istituzioni italiane, esattamente dopo 89 anni dalla marcia su Roma. Ha conquistato il diritto di governare grazie ad elezioni truccate dal suo enorme potere mediatico, che non consente una reale e libera maturazione politica da parte dell’opinione pubblica, controllando sia il polo privato e sia la Rai, a lui completamente sottomessa per quanto concerne l’informazione quotidiana. Messo sotto accusa dai giudici della Procura di Milano per reati infamanti (induzione alla prostituzione minorile e concussione), lungi dal dimettersi come qualsiasi altra persona avrebbe fatto, il premier ha ingaggiato una lotta senza quartiere contro i pm milanesi, costringendo tutte le istituzioni e il Parlamento a mettersi al suo servizio e approntando rimedi legislativi tali da evitare qualsiasi processo.

L’opera è oramai talmente a buon punto che è molto probabile che egli non dovrà più presentarsi ad alcun dibattimento e l’indagine dei giudici sarà insabbiata. Non soddisfatto di ciò, il magnate di Arcore sembra convinto della necessità di distruggere personalmente i magistrati della Procura milanese. Ha ispirato l’affissione di manifesti in cui si afferma la necessità di cacciare le Brigate rosse dalla Procura di Milano, anche se, ridicolmente, il ministro della giustizia Alfano si è dissociato. Ieri ha evocato la costituzione di una commissione di inchiesta per appurare se i pm milanesi non abbiano costituito una associazione a delinquere.

È evidente anche ad un adolescente che un personaggio del genere non è in grado di governare, di presiedere un Consiglio dei ministri e di rappresentare l’Italia all’estero. In termini tecnici è in atto, da parte di Berlusconi un "colpo di Stato" strisciante, che consiste nell’assoggettare i poteri della Repubblica alla sua persona, per i suoi personali comodi. Per far questo deve "far fuori", in termini letterali, alcuni magistrati che lo indagano e manomettere le leggi (Costituzione e leggi ordinarie) che suggellano l’operato della Procura milanese.

È dunque ora che Giorgio Napolitano intervenga con tutta la sua autorevolezza. Egli è il Capo delle Forze armate, ha dunque dalla sua parte non soltanto l’autorevolezza della sua carica ma anche la forza legittima per scongiurare qualsiasi atto eversivo da parte di Berlusconi. Lo deve convocare al Quirinale, spiegargli che gli attacchi al terzo potere dello Stato devono cessare immediatamente e che non firmerà alcun disegno di legge che comporti un effetto immediato (positivo) sui suoi processi e che comporti la morte di decine di migliaia di altri procedimenti contro truffatori, assassini e corrotti. Napolitano, secondo il nostro parere, è obbligato a compiere una tale prova di forza se non vuole essere accusato di "attentato alla Costituzione", reato presidenziale previsto dall’articolo 90, secondo comma della Costituzione, che compirebbe qualora non impedisse a Silvio Berlusconi di portare a termine la sua opera di demolizione delle istituzioni e in particolar modo della Magistratura.

Oramai è evidente a tutti che la cricca di Arcore e il suo "duce" mirano ad una conquista violenta delle istituzioni repubblicane e alla totale sottomissione del terzo potere dello Stato, come previsto dal "Piano di rinascita nazionale", il manifesto della P2 del 1980. soltanto il prestigio e l’autorevolezza di Giorgio Napolitano possono scongiurare questo pericolo.

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La Digos sui manifesti Procura-BR

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C'è un limite a tutto. Abbiamo visto giusto in questi due giorni che la città di Milano è stata imbrattata (fra l'altro abusivamente) con una serie di manifesti con cui volenterosi seguaci del satrapo insultavano e umiliavano la Procura milanese accostandola alle Brigate Rosse (foto e articolo QUI). Guarda caso questi manifesti sono apparsi il giorno dopo che Berlusconi ha lanciato lo stesso identico messaggio in tal senso, mostrando per l'ennesima volta la sua totale estraneità alle regole, al senso dello Stato, ai principi fondanti la nostra Repubblica e Democrazia. Infatti egli è un satrapo.


Ma stavolta interviene la Digos. Questa pretenziosa "Associazione dalla parte della democrazia" (il minuscolo per loro è d'obbligo) sta ricevendo in queste ore una bella scudisciata, e il committente riceve la visita appunto della Digos. Per lui risponde Mario Mantovani, coordinatore regionale del PDL, cui dice: "Io non ne so nulla. Non li ho neanche visti. Non c’entrano niente con noi. Le Br? Saranno le ‘brutte racchie’".

E' stata passata al setaccio la tipografia in cui questi manifesti sono stati realizzati, due magazzini in cui questi sono stati raccolti, e ovviamente di sedi legali manco l'ombra, a testimonianza del fatto che chi ha concepito e realizzato questo attacco sa bene di essere fuori dalle regole e contro il Codice Penale (il reato è "Vilipendio dell’ordine giudiziario", nell'art. 342 C.P. - ma leggete tutto quel Titolo, c'è altro). "I manifesti sono una provocazione", hanno dichiarato ieri gli autori in una e-mail anonima, senza recapiti o nominativi, "Non accettiamo alcuna strumentalizzazione". Peccato che essi siano già strumentalizzati.

Il mandante morale è Berlusconi, c'è poco da obiettare, è da secoli che attacca in questo modo la Magistratura (a proposito, perché la Digos allora non si occupa anche di lui? prove ce n'è a valanghe già solo in TV), ora bisogna capire se c'è anche un mandante più preciso. Ma già qualcuno ci mette la faccia, forse per salvare altri più in alto nel partito, o forse solo perché ha concepito lui da solo la cosa e si è voluto mettere in evidenza davanti al capo, non sia mai che la ribalta così ottenuta gli porti un bel premio (pensate alla nuova ribalta di Paniz, l'avvocato clone di Donald Sutherland, su altri temi). Repubblica oggi riferisce questa notizia: guarda caso Il Giornale di Sallusti ha fatto un'intervista esclusiva al responsabile di questa porcata! Ma chissà perché...

Il prode Sallusti quindi interviene subito additando il volontario martire (ribadiamo: ma per salvare chi? o è davvero lui?), al secolo Roberto Lassini, un ex sindaco Dc, coinvolto nel 1993 in un'inchiesta che lo portò in carcere per 42 giorni e lo costrinse a una battaglia legale di cinque anni, prima di essere assolto con formula piena. Il Giornale è scaltro, e ovviamente giostra la cosa in modo che questa persona sia valutata positivamente dai lettori. "È stata una provocazione. Esagerata - ammette - ma tale. Sono certo che l'obiettivo non fosse mancare di rispetto alle vittime del terrorismo", dice col fazzoletto in mano al Giornale. E guarda caso ora è candidato per il PDL a Milano.

Tanti sono quindi i risultati ottenuti con tutta questa farsa. Anzitutto gettare altra benzina sul fuoco appiccato da Berlusconi contro la Magistratura, perché l'importante è che il popolo odi i magistrati, così se Berlusconi dovesse eessere condannato una sollevazione popolare darebbe lo spunto per... io rabbrividisco. Poi ancora, l'altro utile è per questa persona: farsi pubblicità per le prossime elezioni, infatti se la gente vede che lui combatte le toghe rosse e brigatiste, sicuramente tanti imbecilli che se l'hanno bevuta gli daranno il voto. Ma c'è forse un altro utile: spostare l'attenzione su chi ha davvero deciso questa strategia "Procura-BR", la cosa puzza lontano un miglio.

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