venerdì 1 aprile 2011

De Eccher e il revisionismo fascista sulla Costituzione: nuova spallata

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Ogni cittadino della Società Civile in quanto tale sa bene quanto sangue è stato versato per l'Italia. Migliaia e migliaia di ragazzi nel secolo scorso presero le armi per combattere il Fascismo di Benito Mussolini, il duce che si alleò con Hitler e sostenne il Nazismo cooperando attivamente all'Olocausto, e portò le truppe italiane in guerre imperialiste oltre i confini dello stivale.

La vicenda dei Partigiani è uno dei fiori all'occhiello nella storia d'Italia, e se oggi gentaglia come La Russa o Borghezio (due fra i più beceri cafoni e razzisti del nostro Parlamento e Governo) si può permettere di sparare le proprie indecenti affermazioni, essi lo devono anche ai Partigiani: la libertà di parola, uccisa dal Fascismo, riprese vigore grazie ai Partigiani.

I principi fondanti della Costituzione Repubblicana sono di varie matrici. I costituenti dovettero mediare fra ideologie politiche differenti, ma misero al primo posto la persona, la libertà e la democrazia. Il partito nazionale fascista invece non fece altro che opprimere la persona, negare la (o meglio le) libertà e seppellire la democrazia. Quindi la Costituzione sta all'antitesi con quanto di più abbietto Mussolini portò nella politica e nella vita italiana e anche nella produzione del Diritto.

Quando nacque la Costituzione, che entrò in vigore nel 1948, il 1° gennaio, l'Italia si tutelò: non voleva che si ripetessero gli stessi errori commessi in passato, e alla dodicesima disposizione transitoria si statuì: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista." Poi c'è l'apologia del Fascismo: un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba, che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque "fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità" di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque "pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche". Non dimentichiamo poi l'articolo 139 della Costituzione che impedisce la revisione della forma repubblicana dello Stato italiano.

Oggi si sorride amaro, leggendo questo dispositivo, perchè realtà come Casapound o Forza Nuova sono ben tollerate da quando l'MSI diventò AN ed entrò nel calderone del centro-destra creato da Berlusconi per salvarsi dal Fisco e dal Carcere. Però finché rimane in vigore quella diposizione transitoria e la Legge Scelba (vecchia ma mai abrogata: quindi ancora in vigore) qualche garanzia resta.

Ma l'Italia grazie a Berlusconi e prima di lui Craxi è cambiata: la corruzione impera sovrana, le coscienze latitano (soprattutto in chi fa politica), i politici spessissimo fanno affari con la criminalità organizzata col placet della Chiesa Cattolica (che fa la morale ad alcuni e ad altri no), e la televisione porta ignoranza e odio nei cuori e nei cervelli della gente. E quindi razzisti e fascisti sono al governo con Berlusconi, e restano stretti a succhiare alle tette del potere: sanno bene che non avrebbero spazio altrove, e allora danno l'impunità a Berlusconi perché lui gli concede un po' potere, che serve a farli sentire importanti e prendersi quello che vogliono.

Oggi gente come Borghezio può rilasciare le dichiarazioni più razziste di sempre nella storia della Repubblica, gente come La Russa può insultare liberamente chi vuole (cittadini, conduttori televisivi, giornalisti, Istituzioni), gente come Schifani o Alfano può scrivere leggi anticostituzionali vergognose, gente come Cosentino o Dell'Utri può sedere al governo. L'Italia è in declino. La morale comune è sempre più povera. E siccome il paese va allo sbando, allora i vetero fascisti (generalmente feccia che non ha vissuto l'epoca del Fascismo, invero lontana), nel pieno della loro ignoranza e odio, alzano la testa e cercano di sovvertire l'ordine costituzionale.

Già nel 1997 due esponenti del centro-destra, i consiglieri regionali Piergianni Prosperini (An) e Carlo Saffioti (FI), chiesero l'abrogazione del divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista e la cancellazione dell'articolo 139 della Costituzione che come detto impedisce la revisione della forma repubblicana dello Stato italiano. L'ordine del giorno ovviamente sollevò una montagna di critiche, e quindi non portò a niente. Mi ricordo bene di quella notizia: quel giorno se avessi avuto davanti qualcuno che avesse palesato simpatie fasciste probabilmente mi avrei sporcato irrimediabilmente la fedina penale.

Oggi sento di nuovo quel prurito alle mani. Ho appena letto della "brillante idea" del senatore Cristiano De Eccher: questo delinquente ha redatto un disegno di legge costituzionale che ha presentato in Senato con cofirmatari tre senatori del Pdl, Fabrizio di Stefano, Francesco Bevilacqua e Achille Totaro, e il collega di Futuro e liberta’ Egidio Digilio. "Abrogazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione", recita l'intestazione del documento. Il senatore ha poi sparato alto: "Il reato di apologia del Fascismo è un attentato alla libertà di pensiero", un vero abominio, prodotto di una sottocultura fatta di tutto ciò che sta agli antipodi di ciò che può definirsi in una parola Civile.


De Eccher è un individuo che nel suo passato ne ha combinate di tutti i colori. Nel 2008 il giudice Salvini indicò in De Eccher il custode del dispositivo che aveva consentito lo scoppio della bomba che ha ammazzato diciassette persone nel dicembre del 1969 a Milano: la strage di Piazza Fontana, per intenderci.

Ma andiamo avanti, leggendo quell'articolo: "Il nome di De Eccher entra in gioco nel 1973, quando i carabinieri gli perquisiscono la casa. Il ragazzone promette bene: alto, biondo, nibelungo, diretto discendente di una nobile famiglia del Sacro Romano Impero, e proprietaria del magnifico castello di Calavino dalle parti di Trento. Ma soprattutto: amicone di Franco Freda, condannato ad anni 15 di reclusione per associazione sovversiva. Le forze dell’ordine trovano il solito florilegio di libercoli, volantini, manifesti e opuscoli; ma anche 78 pile elettriche. Le pile all’epoca facevano parte dell’armamentario del perfetto stragista: servivano a confezionare esplosivi. Gli chiedono che se ne fa, e lui risponde: “mi servono per i miei hobby”. La madre, alla stessa domanda, replica invece che li usano per far giocare i figli di un amico di famiglia, il colonnello Santoro, ufficiale dei carabinieri e superiore di chi sta effettuando la perquisizione. Uno strano riferimento, e ancora più strano è che un documento del SID (l’allora servizio segreto) che racconta della perquisizione e del particolare delle pile viene inviato in lettura al famigerato generale Gianadelio Maletti. La perquisizione rimane senza esito, ma negli anni Novanta il giudice Guido Salvini, ritrovando l’appunto del SID, ricostruisce la storia. Partendo dal presupposto che, secondo alcune fonti “nere”, De Eccher è il custode del timer della bomba di piazza Fontana. Secondo Salvini, la spiegazione della madre per le pile è un messaggio cifrato: Santoro di figlio ne ha uno solo, ma è famoso per aver depistato le indagini sulla strage di Peteano; e secondo Azzi è anche il “fornitore del tritolo ufficiale” dei neofascisti, in associazione con “Stefano Delle Chiaie, Paolo Signorelli, Mario Merlino, Franco Freda e Giovanni Ventura”. Insomma, la genitrice del nostro con quella frase forse voleva mandare un messaggio cifrato, dicendogli più o meno che il figlio era “coperto” dai più alti gradi, e che quindi non ci mettessero troppo zelo nell’indagare su di lui, tanto era inutile. In effetti, emerge che la cellula trentina era in effetti sotto l’ala protettiva del centro Cs di Verona. [...]C’è un’altra circostanza interessante del curriculum di Eccher: secondo un rapporto del SID lui, insieme ai fratelli Cecchin, ha organizzato “un addestramento alla guerriglia sulle pendici della Maranza”, con 50 chili di tritolo, detonatori e quattro moschetti, mentre secondo Vincenzo Vinciguerra Eccher diede l’ordine di fermare un attentato dimostrativo sulla linea ferroviaria Trento-Verona."

Avete capito? Ecco allora che questo losco figuro, che fa parte impunemente del Senato, riemerge dal basso e lancia la nuova spallata al nostro Ordinamento Democratico. I nostri politici che fanno? Non ho letto una lamentela, una critica, e nei giornali la notizia è passata quasi inosservata.

MA DOVE STIAMO FINENDO?

Oggi mi sento ancora di più Partigiano, perché Italiano.

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