giovedì 21 aprile 2011

I volenterosi carnefici di.... Silvio

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Alcuni anni fa avevo letto un libro agghiacciante che si intitolava "I volenterosi carnefici di Hitler". Esso mostrava la realizzazione dell'Olocausto raccontando come il popolo tedesco avesse partecipato ad essa o attivamente oppure passivamente (accondiscendendo), in quanto pilotato dalla propaganda nazista. Hitler come sappiamo creò un Regime autoritario che gli permise, attraverso il controllo di tutto (a partire ovviamente dai mezzi di informazione) di realizzare la più vergognosa opera possibile: lo sterminio di innocenti.


Berlusconi non è Hitler, sia chiaro. Ma il paragone se pure alla lontana regge. Egli infatti controlla quasi tutti i mezzi di informazione e ha fatto il lavaggio del cervello a milioni e milioni di italiani, col fine di crearsi quel consenso tale da permettergli di compiere ogni nefandezza nella vita privata come in quella pubblica trovando sempre qualcuno che lo giustifichi.

I "volenterosi carnefici" di Berlusconi sono nella società: a partire dagli elettori che odiano i comunisti (cioé: tutti quelli che non la pensano come il loro padrone) e la Magistratura (almeno quando si occupa del loro padrone) e continuando in quanti fanno politica attivamente nel PDL. Il sostegno di queste persone è ovviamente "interessato". Esse, inserite nei listoni e quindi elette grazie al "porcellum", sono finalmente arrivate dove con elezioni normali non avrebbero mai potuto, e cioé al potere. Ma pensiamo anche ai "giornalisti" (le virgolette sono obbligatorie, per non offendere la categoria) che servono il padrone diffamando e ingiuriando gli avversari scomodi.

Discorso molto simile vale per la Lega Nord, che in maniera non dissimile da quanto detto è riuscita anno dopo anno a crearsi un consenso attaccando la "Roma ladrona" da cui però riceve lauti stipendi, privilegi e potere, e soffiando sull'odio verso gli "stranieri". Siccome in giro c'è tanta gente totalmente ignorante, ma anche tanta gente che con poco si lascia convincere... attraverso il soffiare sull'odio e le paure i voti sono arrivati e il potere è saldo nelle mani di questa gente.

Questa premessa è d'obbligo per capire come questi "volenterosi carnefici", operanti quindi a tutti i livelli, riescano a mettere tonnellate di prosciutto negli occhi degli italiani, non facendogli capire che l'economia è ferma con le quattro frecce, e che la disoccupazione è il nuovo ordine sociale nel nostro paese, mentre nel frattempo il governo si occupa degli affari personali del padrone e poi fa qualche favore alla Casta.

L'Italia recentemente è stata squassata dall'ennesima opera di distruzione del settore Giustizia, avviata per bocca di Berlusconi (il quale è dagli anni 90' che ne spara) e attuata per mano di volenterosi e altolocati iscritti al partito. L'accostamento Procura/BR è quanto di più sozzo si potesse concepire, ed è anche un monstrum concettuale, perché proprio i Magistrati (e con loro tanti appartenenti alla forza pubblica) sono stati tante volte vittime delle furia cieca dei delinquenti brigatisti (e anche di altri terroristi, con altro colore). L'accostamento con le BR è scontato e sta invece in Berlusconi e chi gli dà retta: egli coi seguaci è il vero brigatista, nemico dell'ordinamento giuridico, nemico delle regole, della Costituzione e della Democrazia (l'assalto all'art. 1 Cost. è l'ultima trovata di questo manipolo di eversori).

Però in questa occasione dei manifesti BR/Procura l'Italia si è destata, finalmente, e a partire dal presidente Napolitano il coro di dissenso e di condanna delle parole di Berlusconi e dell'opera di Lassini (e anche altri nel partito, come sta accertando la Giustizia) si è levato alto, al punto che anche nel PDL c'è stata più di una condanna. Ovviamente non sono da prendere in minima considerazione le condanne di una Moratti o di un Formigoni: a Milano si sta per votare, scontato che là il PDL si mostri il più mite possibile, lo fa per motivi opportunistici. Non sono neanche da considerare minimamente le condanne di un Schifani o Alfano: il modo in cui coi loro "Lodi" dichiarati incostituionali avevano cercato di distruggere l'operato della Magistratura per salvare il padrone parla chiaro: oggi vogliono solo fare bella figura, e si sono schierati contro i manifesti perché hanno fiutato il buon affare.

Fra i "volenterosi carnefici" che sono rimasti vicini a Berlusconi in questa squallida vicenda, dobbiamo annoverare due fra le personalità più caratteristiche del "berlusconismo": Daniela Santanché e Roberto Castelli. I due "berluscones" si sono schierati apertamente con Lassini, ben interpretando il pensiero del loro padrone, ungendo con le loro parole quanto egli ha detto.

La Santanché: "Io voterei Lassini anche in nome di Enzo Tortora perché la battaglia è la stessa, quella della giustizia". Peccato che la battaglia in oggetto è contro la Giustizia. "Lassini lo voterei perché sono contro l’ingiustizia, perché sono stufa di questi magistrati, pubblici ministeri, procure. Secondo me prenderà tantissime preferenze percéè sono molte le persone incavolate con le procure: le procure hanno fatto cadere gli ultimi cinque governi", ovviamente tutto falso in quanto alla luce del sole.

Castelli invece: "Come mai il Presidente della Repubblica lì non è intervenuto? Cascini aveva offeso il Parlamento e Napolitano è per Costituzione il capo dei magistrati". Castelli fa riferimento a un’intervista rilasciata dal segretario dell’Anm nel 2008. "In quell’occasione secondo me qualche parola poteva anche spenderla. Cascini ha un livello di responsabilità enormemente superiore: da una parte c’è un cittadino casualmente candidato che ha scritto una boiata, e dall’altra parte c’è un rappresentante della classe dei magistrati. Il livello di responsabilità mi sembra ben diverso. Il cittadino, tra l’altro, va di fronte a un tribunale inappellabile che è quello degli elettori, e invece quel magistrato lì non va davanti a nessuno. La cosa che mi colpisce di quei manifesti è comunque questa: chissà come mai tutti, leggendo i manifesti di Lassini, hanno pensato subito ai pm e non, che so, a qualche funzionario fiancheggiatore. Chissà come mai i pm, eh?". Anche qui è facile smascherare la strategia: si parla di tutt'altro per gettare fango e ridimensionare nelle menti degli stolti (gli elettori della Lega) il giudizio su Lassini.

Ecco i "volenterosi carnefici" di Silvio: disposti a tutto pur di compiacere il capo. Del resto hanno tutti una poltrona da giustificare, no?

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