domenica 17 aprile 2011

La Digos sui manifesti Procura-BR

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C'è un limite a tutto. Abbiamo visto giusto in questi due giorni che la città di Milano è stata imbrattata (fra l'altro abusivamente) con una serie di manifesti con cui volenterosi seguaci del satrapo insultavano e umiliavano la Procura milanese accostandola alle Brigate Rosse (foto e articolo QUI). Guarda caso questi manifesti sono apparsi il giorno dopo che Berlusconi ha lanciato lo stesso identico messaggio in tal senso, mostrando per l'ennesima volta la sua totale estraneità alle regole, al senso dello Stato, ai principi fondanti la nostra Repubblica e Democrazia. Infatti egli è un satrapo.


Ma stavolta interviene la Digos. Questa pretenziosa "Associazione dalla parte della democrazia" (il minuscolo per loro è d'obbligo) sta ricevendo in queste ore una bella scudisciata, e il committente riceve la visita appunto della Digos. Per lui risponde Mario Mantovani, coordinatore regionale del PDL, cui dice: "Io non ne so nulla. Non li ho neanche visti. Non c’entrano niente con noi. Le Br? Saranno le ‘brutte racchie’".

E' stata passata al setaccio la tipografia in cui questi manifesti sono stati realizzati, due magazzini in cui questi sono stati raccolti, e ovviamente di sedi legali manco l'ombra, a testimonianza del fatto che chi ha concepito e realizzato questo attacco sa bene di essere fuori dalle regole e contro il Codice Penale (il reato è "Vilipendio dell’ordine giudiziario", nell'art. 342 C.P. - ma leggete tutto quel Titolo, c'è altro). "I manifesti sono una provocazione", hanno dichiarato ieri gli autori in una e-mail anonima, senza recapiti o nominativi, "Non accettiamo alcuna strumentalizzazione". Peccato che essi siano già strumentalizzati.

Il mandante morale è Berlusconi, c'è poco da obiettare, è da secoli che attacca in questo modo la Magistratura (a proposito, perché la Digos allora non si occupa anche di lui? prove ce n'è a valanghe già solo in TV), ora bisogna capire se c'è anche un mandante più preciso. Ma già qualcuno ci mette la faccia, forse per salvare altri più in alto nel partito, o forse solo perché ha concepito lui da solo la cosa e si è voluto mettere in evidenza davanti al capo, non sia mai che la ribalta così ottenuta gli porti un bel premio (pensate alla nuova ribalta di Paniz, l'avvocato clone di Donald Sutherland, su altri temi). Repubblica oggi riferisce questa notizia: guarda caso Il Giornale di Sallusti ha fatto un'intervista esclusiva al responsabile di questa porcata! Ma chissà perché...

Il prode Sallusti quindi interviene subito additando il volontario martire (ribadiamo: ma per salvare chi? o è davvero lui?), al secolo Roberto Lassini, un ex sindaco Dc, coinvolto nel 1993 in un'inchiesta che lo portò in carcere per 42 giorni e lo costrinse a una battaglia legale di cinque anni, prima di essere assolto con formula piena. Il Giornale è scaltro, e ovviamente giostra la cosa in modo che questa persona sia valutata positivamente dai lettori. "È stata una provocazione. Esagerata - ammette - ma tale. Sono certo che l'obiettivo non fosse mancare di rispetto alle vittime del terrorismo", dice col fazzoletto in mano al Giornale. E guarda caso ora è candidato per il PDL a Milano.

Tanti sono quindi i risultati ottenuti con tutta questa farsa. Anzitutto gettare altra benzina sul fuoco appiccato da Berlusconi contro la Magistratura, perché l'importante è che il popolo odi i magistrati, così se Berlusconi dovesse eessere condannato una sollevazione popolare darebbe lo spunto per... io rabbrividisco. Poi ancora, l'altro utile è per questa persona: farsi pubblicità per le prossime elezioni, infatti se la gente vede che lui combatte le toghe rosse e brigatiste, sicuramente tanti imbecilli che se l'hanno bevuta gli daranno il voto. Ma c'è forse un altro utile: spostare l'attenzione su chi ha davvero deciso questa strategia "Procura-BR", la cosa puzza lontano un miglio.

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