mercoledì 20 aprile 2011

La violenza di Striscia la Notizia

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Ricci non è mi mai piaciuto granché, e neppure Striscia la Notizia. A fronte di bei servizi sulle sevizie agli animali, sugli sprechi in tante regioni italiane, sui falsi medici eccetera, la vere indagini, quelle più importanti per il paese, e cioé riguardanti chi siede in alto (Berlusconi) non si sono mai avute. Il padrone, Ricci lo tratta bene: ci scherza su e finisce là, attuando una satira all'acqua di rose che infinocchia i distratti.

Sulla questione della Donne, Striscia la Notizia ha fatto la vittima, parlando di "macchina del fango" per ogni minima critica mossa da chiunque (e sono stati davvero tanti) a come la Donna venga presentata nell trasmissioni Mediaset più che in RAI o altrove. Il vittimismo (una vera e propria pagliacciata) esibito in trasmissione è stato accompagnato da una marea di servizi sulle altre reti televisive e su come la rivista americana Newsweek faccia, a detta di Ricci, Greggio & Co. ancora di peggio (?).

La verità è che Ricci si sente un semidio: l'audience gli dà un potere e un delirio di onnipotenza incredibili. Esattamente come i consensi elettorali col suo padrone Berlusconi. Entrambi non accettano critiche di alcun tipo: non è nel loro DNA. Leggete questo articolo e meditate bene su Ricci e Striscia la Notizia, che mettono sul ridere le cose che al loro padrone fa piacere non vengano prese sul serio dall'utenza televisiva, sempre che ne parlino, di certe cose (generalmente non succede per le vicende giudiziarie del padrone).

Altri bersagli sono tutte le testate del gruppo Espresso le quali, non essendo al servizio del padrone, fanno Informazione, e allora vanno attaccate e derise in prima serata.


'Così Striscia vuole farmi tacere'
di Lara Crinò
La giornalista Barbie Nadeau aveva scritto per 'Newsweek' un'inchiesta sull'immagine sessista proposta da Mediaset. Si è ritrovata con i poliziotti in casa e una denuncia per diffamazione: «Cercano di intimidire i corrispondenti stranieri in Italia»

Vive in Italia da quindici anni, e dice che lo considera "il posto migliore dove far crescere i figli". Aggiunge pure che la nostra società "è difficile da capire, ci sono così tante variabili" e che per uno straniero questa complessità è una sfida stimolante. Barbie Latza Nadeau è americana e scrive per 'Newsweek', uno dei magazine americani più prestigiosi, per la sua costola online 'The Daily Beast' e collabora con la CNN.

Ha seguito il caso dell'omicidio di Meredith Kirker e ha scritto un libro sul processo all'accusata Amanda Knox, dal titolo 'Angel Face: The True Story of Student Killer Amanda Knox'. E' una giornalista esperta, abituata più alla chiarezza delle testate anglosassoni che a bizantinismi dei nostri media. Eppure, per la prima volta da quando lavora, ha paura di quel che scrive.

Questo perché, come ha raccontato ieri online e oggi anche sul nuovo numero di Newsweek, una sera dello scorso febbraio un poliziotto ha bussato alla porta della sua casa romana. "Ero a casa da sola con i bambini" racconta "e sono rimasta sconcertata quando ho visto l'agente. Mi ha detto che dovevo andare alla stazione di polizia per qualcosa che aveva a che fare con ciò che avevo scritto per Newsweek su Mediaset e Silvio Berlusconi".

Il giorno dopo Barbie Nadeau si è recata alla polizia e ha scoperto di essere stata denunciata da 'Striscia la notizia' per diffamazione, a seguito di un suo articolo apparso a novembre 2010 su Newsweek dal titolo 'Italy's Women Problem'. Nella sua documentata inchiesta sulla sconfortante situazione delle donne italiane, lontane dalla parità in tutti gli ambiti, Nadeu notava che persino nel programma più visto del prime time italiano, 'Striscia la notizia', la rappresentazione femminile era affidata alle Veline. Signorine "con addosso un abito ornato di lustrini fornito di tanga e profondo scollo a V che arriva oltre l'ombelico" a cui i conduttori possono dire "Vai, girati, fatti dare un'occhiata" toccando loro il didietro. Dopo la denuncia, in accordo con 'Newsweek', la giornalista si è presa un avvocato che la difenderà. Ma qui ci spiega perché l'azione legale di Striscia non è, secondo lei, "una mera coincidenza".

Signora Nadeau, nel suo articolo esprimeva una critica al modo in cui le tv di Berlusconi e in particolare 'Striscia la notizia', rappresentano la donna. Un argomento che la stampa cavalca da anni. Come mai, secondo lei, da Mediaset è partita una denuncia?
A dire il vero nemmeno io me lo spiego fino in fondo. Posso solo fare delle supposizioni, e dirle che non credo nelle coincidenze. L''idea di avere una denuncia sulla testa mi mette profondamente a disagio. Considero 'Striscia' un programma intelligente e nel mio pezzo mi limitavo a mettere in luce una contraddizione. Ovvero che persino Striscia propaganda un'immagine che ritengo lesiva per la donna. La mia copertina di Newsweek ha ispirato a marzo un 'panel' di un convegno sulle donne a New York; hanno partecipato anche Emma Bonino e Violante Placido. Avevo appena avuto la notifica della denuncia e non ho voluto fare il nome di Striscia. Quindi, come vede, ha già funzionato su di me come una forma di intimidazione. Anche se ovviamente il mio giornale mi chiede di continuare a scrivere e seguire la questione.

Non pensa che denunciarla per diffamazione possa essere per Mediaset una 'misura preventiva' in vista dell'aprirsi del processo sul caso Ruby? Insomma un modo per alzare il tiro, mandando un messaggio ai corrispondenti stranieri in Italia in un momento particolarmente delicato per Berlusconi?
Parlare di Arcore, delle escort e di Ruby è dal punto di vista giornalistico ovviamente una miniera d'oro. Ma è una strada fin troppo facile, che in accordo con 'Newsweek' non ho mai seguito. Quel che mi interessa mostrare a un pubblico di lettori internazionali sono le contraddizioni della condizione femminile in questo paese. E come l'immagine femminile veicolata dai media e dalla pubblicità non possa che danneggiare la ricerca della parità lavorativa e sociale. Tutte queste cosce nude, questa esibizione di corpi manda un messaggio subliminale continuo all'uomo italiano: che le donne hanno a che fare con il sesso, che non sono una controparte seria e affidabile in politica o sul lavoro.

Nei suoi articoli, in passato, lei ha fatto notare una certa apatia delle donne italiane, incapaci di arrabbiarsi, di combattere contro questo stereotipo...
Si, è vero, mi pareva che la reazione non fosse abbastanza forte. Ma negli ultimi mesi la situazione è cambiata, c'è stata una grande mobilitazione.

Crede che stiamo entrando in una nuova fase politica, un tramonto del berlusconismo che dà le sue ultime zampate?
Sappiamo che l'era Berlusconi finirà. E il primo test sono le amministrative che si svolgono tra poco. Che sia ora o a fine legislatura, prima o poi lascerà il potere. E questo cambia la prospettiva di un'intera generazione che è cresciuta con lui. Le donne fanno parte di questo cambiamento, e credo che questo faccia molta paura.

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