sabato 9 aprile 2011

Promesse che sono bugie. I soldi dei contribuenti alle grandi imprese

.
Mentre il paese è distratto dal Bunga Bunga, la criminalità organizzata e Comunione e Liberazione ringraziano la Casta, e la tengono a braccetto con maggiore "affetto". Con una stangata allucinante in atto.

Montanelli l'aveva detto tante volte: Berlusconi è un bugiardo professionista, un piazzista. E' vero, lui fa felici tutti con le parole poi pensa solo a se stesso, perché lui è "sceso in campo" per salvare le sue imprese dal crack economico, per salvare il suo patrimonio dal Fisco, e soprattutto per evitare di finire in carcere. Promesse, solo promesse, e inatnto il paese va a rotoli e cade sempre più in basso. Oggi alle promesse si aggiungono le barzellete sconce e le battutacce a sfondo sessuale, che non fanno più ridere neppure gli adepti del ducetto e fanno vergognare anche le sue più patetiche sostenitrici (ieri Giorgia Meloni di fronte all'ennesima volgare uscita nei confronti di due ragazze, ha allargato le braccia VIDEO).


Berlusconi va a Lampedusa e per evitare di essere linciato dopo aver lasciato i lampedusani soli millanta l'acquisto di una villa (puntualmente smentito dal padrone), sparla della futura realizzazione di casinò e campi da golf... ma è in giro per tutta l'Italia che da anni fa queste promesse: la mondezza a Napoli, e poi non si fa niente (la Camorra di Cosentino non va disturbata, se no addio voti); le case all'Aquila, e più di trentamila persone sono ancora per strada nelle baraccopoli; il ponte sullo stretto, che non sarà mai costruito, però intanto gli anticipi alle imprese incaricate per i lavori (quasi tutte della Mafia e della 'Ndrangheta) sono versati, per non parlare delle clausole che prevendono costosissimi risarcimenti alle stesse imprese se il ponte non verrà realizzato, com'è certo per tutti.

Questi sono gli esempi più tosti, quelli di fronte ai quali i vari Minzolini, Ferrara, Vespa, Feltri, Belpietro, Sallusti (devo continuare?) fanno finta di niente, e se proprio devono parlarne, danno la colpa ai comunisti.

Il Parlamento è fermo, perché per ogni disegno o proposta di legge non vicina agli interessi del Governo e della Casta, c'è il blocco: "Non c'è la copertura finanziaria", sono le secche ed automatiche repliche di Tremonti, il quale quando poi deve cacciare dei soldi, va a toglierli alla Cultura e all'assistenza sociale.

La corsa e l'assalto alla diligenza, in cui la Lega Nord è più scaltra e rapida rispetto ai cortigiani del PDL, ha poi prodotto un parto abominevole. Sappiamo che Bossi e compagnia stanno infilando negli enti pubblici, nelle banche e nelle grandi società per azioni tutti i loro più fidi collaboratori. Il motivo è semplice: se si controlla l'economia si controlla tutto. E allora si fa amicizia con Comunione e Liberazione e con Mafia e 'Ndrangheta. Per queste finte "nobili cause" Tremonti i soldi li trova e pure in fretta: oggi Repubblica ci racconta che il ministro dell'Economia con la voce di gallina strozzata ha tirato fuori dal cilindro 20 miliardi di euro per un nuovo Fondo, creato da Tremonti stesso per "salvare" le grandi imprese italiane (quasi tutte in nord Italia, come sappiamo) dalle scalate provenineti dall'estero.

E' chiaro: se si salvano le grandi imprese dagli acquirenti stranieri, il controllo dei soldi rimane ai politicanti della Lega Nord (e in minor misura a quelli del PDL)... e ciò, per via dei rapporti sempre più stretti (lo racconta tutti i giorni la Giustizia, con le sue indagini e le condanne) con criminalità organizzata e CL, consente ai politicanti stessi di essere sempre più ricchi, e di controllare tutto: economia e potere. Per queste persone la politica non è un servizio: è una corsa all'arricchimento sfrenato. In fondo in fondo essii non sono poi così diversi da quel Berlusconi che (dicono fingendo) li "mette in imbarazzo" con le sue "leggi ad personam". Sono fatti della stessa pasta, sia chiaro uan volta per tutte.

La cosa agghiacciante di questo Fondo è che sarà partecipato da Cassa depositi e prestiti e diversi soci pubblici tra cui Fintecna, Inps, Inail e altre casse previdenziali, ma anche da fondi sovrani internazionali. Il rischio per le nostre casse previdenziali è pazzesco: esse partecipando a questo fondo saranno costrette a mettere i soldi che spettano a noi lavoratori per arricchire i pochi che avranno il controllo di queste grandi imprese... non c'è niente di più delinquenziale di questo! Noi poveri cittadini paghiamo i contributi (quando ci riusciamo, almeno), e se abbiamo fortuna arriviamo alla denuncia dei redditi coi soldi sudati col sangue... se no ci indebitiamo con Equitalia per padre nostro Fisco... e poi i nostri soldi vanno a "salvare" le grandi imprese? Questo è un abominio!

Ma torniamo a Berlusconi e alle sue promesse. La più grossa balla di questi ultimi mesi si è rivelata a partire dal 9 febbraio, col tanto sbandierato pacchetto "scossa all'economia". Ricordate le parole pronunciate in tribuna stampa dal Kaiser davanti a un muto Tremonti? "Siamo a un punto di svolta. Con questa scossa rilanceremo l'economia. Siamo sicuri che ci saranno sviluppi positivi, con un impatto sul Pil dell'1,5%. L'obiettivo è raggiungere una crescita del 3%, e perché no, anche del 4% nel giro di 5 anni". E giù ovazione da una platea-claque (anche per loro i 20€ di prammatica, o avevano preso di più?). Erano i così detti "stimoli", e cioé (a) la riforma dell'articolo 41 della Costituzione, per recidere lacci e lacciuoli dello Stato regolatore; (b) il riordino degli incentivi alle imprese, per renderli veloci e selettivi; (c) un provvedimento sulla semplificazione, per snellire procedure e adempimenti; (d) il Piano Sud, rilanciato per la quinta volta in un anno e mezzo; (e) il Piano Casa, ripresentato per la terza volta dalla vittoria elettorale del 13 aprile 2008.

Berlusconi a febbraio era con l'acqua alla gola, in tremendo calo di consensi, e allora via con le promesse. Ma sono tutte balle: dopo due mesi e passa da questi proclami accompagnati in pompa magna dalla fanfara, il Governo non ha fatto niente, è rimasto fermo. Fermo anzi non proprio: ci sono le "riforme" giudiziarie, che cambieranno ancora una volta le regole del gioco per far evitare al dittatore il carcere e le pesanti multe a coda dei processi che lo riguardano.

Repubblica spiega bene i contenuti di queste promesse non mantenute, leggeteli. A noi cittadini niente,niente! La disoccupazione cresce, soprattuto fra i giovani: si stima il 30% nazionale, ma al sud la percentuale è più alta, sfiora il 50%. Le medio-piccole imprese sono lasciate a se stesse, strozzate dal Fisco, e i sostegni vanno solo alle grandi imprese... quei 20 miliardi di euro per il Fondo di Tremonti sono lo schiaffo più sonoro dato all'Italia da questo governo di deliqnuenti, un governo che ha a cuore la cura degli interessi propri e delle grandi imprese che fanno girare più soldi... quelle su cui la criminalità organizzata e Comunione e Liberazione (che al Nord controlla tutto) hanno messo le mani.

La stangata cresce continuamente, a nostre spese: mutui in crescita, benzina alle stelle, cotone, grano e mais ai massimi di sempre, gas ed elettricità in aumento. A pagare sono sempre e solo le famiglie dal reddito medio basso.

Per quanto ancora ci faremo prendere per il naso?



.

Nessun commento:

Posta un commento