giovedì 19 maggio 2011

Da un referendum agli altri, nel silenzio

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Da cittadino della Sardegna sono fiero della scelta del mio popolo, che è corso alle urne (quasi il 60%) e ha detto un - speriamo - definitivo NO alla costruzione di centrali nucleari nell'isola e alla raccolta delle scorie di qualunque provenienza. Il 97,13% dei votanti ha quindi rimandato indietro al mittente questo sporco progetto, frutto di accordi commerciali fra Berlusconi e Sarkozy che non sono piaciuti a nessuno se non alle tasche dei diretti interessati.

L'importanza del dato è davvero grande, soprattutto alla luce del fatto che i massmedia hanno applicato il veto governativo sull'informazione, e le televisioni non hanno detto niente su questo referendum. Simile trattamento stanno subendo i 4 referendum nazionali del 12 e 13 giugno: la RAI passa qualche spot in terza serata e non spiega bene il contenuto dei quesiti referendari, mentre Mediaset tace del tutto. Anzi stanno girando le voci che i 4 referendum non ci saranno, giusto per fare in modo che la gente non vada alle urne e non si raggiunga il quorum richiesto: il 50%.

In Sardegna il referendum era di tipo consultivo, e aveva un quorum del 33%. La Regione ha chiesto ai cittadini cosa ne pensavano delle centrali nucleari e della raccolta delle scorie e la risposta è stata urlata. A livello nazionale la cosa cambia: i 4 referendum di giugno (oltre che il nucleare, anche l'acqua pubblica e il legittimo impedimento) non sono consultivi bensì abrogativi, abrogativi delle 4 leggi-truffa con cui il presidente del consiglio cura e pure malissimo affari suoi (l'impunità attraverso il legittimo impedimento) e delle grandi ditte che vogliono l'appalto per la costruzione delle centrali nucleari e la gestione dell'acqua pubblica, che si vuole privatizzare (con l'aumento dei costi che ciò comporta per noi cittadini).

Sia chiaro quindi che i referendum di giugno ci sono. E anche se il governo bara votando moratorie allo scopo di insozzare le acque, la cosa va avanti. Anche se i massmedia controllati dal ducetto lampadato e sessuomane voltano la faccia ai quesiti, ci organizziamo noi, col volantinaggio.

Domenica e lunedì scorsi io ero scrutatore in uno dei seggi di Sassari, e con tristezza ho sentito più di una persona chiedere se quel referendum era quello nazionale... molti credevano che fossero la stessa cosa e ci chiedevano come mai si votava due volte. E' stato compito nostro al seggio spiegare le differenze e i contenuti, perché la disinformazione era pressoché totale.

Per chi volesse approfondire le questioni e le porcherie piovute dal governo sui 4 referendum, può cliccare QUI. Buona lettura.

Visto che il governo e Berlusconi non curano i nostri interessi, facciamolo noi, ok?

E VOTIAMO SI' AI 4 REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO!


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