domenica 22 maggio 2011

Mons. Babini, Vescovo, difende il satanista, drogato e pedofilo Don Seppia

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Certe notizie mettono in crisi la tua identità di persona che rispetta la gente e le regole. Certe volte il confine fra ciò che la tua rabbia ti spinge a fare e il riuscire a controllarti è un sottile filo sbeccato... Quando ho letto questa notizia, tratta dal sito razzista, xenofobo, omofobo e nazista Pontifex, il sangue mi è salito alla testa. Tirate su un bel respiro e leggete queste nefandezze. Io mi chiedo come un Ratzinger, un Ruini, un Bagnasco possano accettare che membri del clero proferiscano queste affermazioni per coprire delle condotte che sono le più nefande possibile. Poi mi ricordo di come uno (solo uno?) di costoro anni fa si era adoperato proprio per coprire gravissimi casi di pedofilia, e il cerchio si chiude. La Chiesa è sempre più lontana dalla gente e dalle sacre scritture. Lo dico chiaro e tondo: concedete il matrimonio al Clero, forse siete ancora in tempo.

Io, Vescovo: non denuncerei un prete pedofilo. Auspicare la sua conversione e il pentimento. Bagnasco ha fatto bene. Il mondo cerca la Verità
da Pontifex, Bruno Volpe

Il "fattaccio"di Genova legato alla presunta pedofilia di don Seppia lascia margini alla discussione. Ne parliamo con Monsignor Giacomo Babini, Vescovo emerito di Grosseto: "Comprendo la linea del cardinal Bagnasco a Genova, io avrei fatto la stessa cosa. Andare in parrocchia, celebrare messa e chiedere scusa ai fedeli. Ma questo non implica una uniformità di condotta e non dimentichiamo che il caso di Genova non viene da una denuncia di Curia, ma da investigazioni della Magistratura". Precisa: "Ha fatto bene Bagnasco a chiedere scusa se quel prete é venuto meno al suo ruolo e alla sua missione".

- Che fare per un vescovo davanti a casi di pedofilia nel clero?
"A me non ne sono capitati. Certamente il Papa attuale ha preso una via giusta di repressione del fenomeno, spinto anche dal puritanesimo aggressivo degli Stati Uniti. Ma io da Vescovo non denuncerei un prete pedofilo e credo che nel passato, se hanno taciuto dei Vescovi, hanno operato con prudenza".

- In che senso, scusi?
"Un prete diocesano é figlio del vescovo e un padre misericordioso non cerca la morte de figlio, ma la sua conversione".

- E che cosa avrebbe fatto?
"Certamente il vescovo ha il dovere di proteggere il figlio, ma anche i suoi fedeli e si trova davanti ad una scelta drammatica. Non dimentichiamo che anche lo stesso pedofilo soffre per la sua condizione. Ecco dunque che alcune volte si é spiegata la scelta di spostare il prete ad altra diocesi, con la speranza che lontano dal suo ambiente potesse cercare la via della conversione, del cambiamento e del sincero pentimento. La pedofilia per un prete é sicuramente una grave mancanza, e un venir meno ai doveri e sotto il profilo della legge una condotta criminosa".

- Intanto il Vangelo della prossima domenica ci parla di Cristo il quale afferma io sono la Via, la Verità e la Vita, che cosa si intende?
"La Via é la risposta alle domande di questa umanità ormai stanca e sofferente, la Via verso il bene, sapere chi siamo e dove andiamo. La Verità é l'esigenza di fare chiarezza, e riconoscere che la sola salvezza é Cristo e Lui é la nostra vita, si é fatto uomo ed é entrato nella storia. La vita in quanto Cristo ne é Signore e Padrone, inizio e fine e solo in Lui é vita eterna".

- Il Vangelo riporta Cristo che afferma: se non credete in me, almeno ponete fiducia nelle mie opere.
"Il senso é che le opere vengono fatte da Cristo in nome del Padre e che tra Padre e Figlio esiste un legame inossidabile".

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Questo articolo manipola la realtà. Parla di "presunta pedofilia" quando sono state raccolte diverse prove inconfutabili della condotta di Don Seppia (anche tramite intercettazioni, che guarda caso ora non piacciono neanche alla Chiesa), poi mette in un piano superiore un'azione legale aperta per denuncia della Curia rispetto a una avviata motu proprio dalla Magistratura, ancora continua affermando che gli Stati Uniti sono un paese "puritano" - se mai è vero il contrario - ma qui ovviamente bisogna costruire un inesistente attacco alla Chiesa. Scopriamo che non denunciare un prete pedofilo è un atto di prudenza, e qui mi vien voglia di menare le mani sul serio. Infine il solito richiamo a ciò che non si può spiegare: la Fede (la quale o c'è o non c'è) però non p chiaro a cosa serva questo richiamo, anzi sì: quando non sa come spiegare una cosa, come giusitficare una nefandezza, un prelato si nasconde dietro a frasi di questo tipo.

Beh, segnaliamo a "Monsignor" babini che il suo Don Seppia era non solo un pedofilo, ma anche un satanista e un drogato:



Don Riccardo Seppia e il tatuaggio satanista
da Magazine Excite

L'ombra del satanismo sembra farsi sempre più concreta sul caso di don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa Santo Spirito di Sestri Ponente arrestato nell'ambito dell'inchiesta su presunti abusi sessuali (leggi la notizia). A quanto pare, infatti, sulla schiena di don Riccardo Seppia è tatuato un sole a sette raggi con significati satanici.

Tutte le notizie su don Riccardo Seppia

Non solo. In alcuni sms inviati ai ragazzini che adescava il parroco scriveva: 'Che Satana sia con te'. Di certo il comportamento di don Riccardo Seppia era piuttosto equivoco. Il linguaggio blasfemo talvolta utilizzato, le bestemmie e le invocazioni a Satana.

Poi c'è la droga. Sembra che il parroco consumasse tre o quattro grammi di cocaina al giorno. Una quantità piuttosto elevata che acquistava per sé e per le sue giovani vittime. E ora gli investigatori si stanno chiedendo con quale denaro il sacerdote facesse fronte alle spese per acquistare 'la neve'.

Poi c'è l'accusa di pedofilia. E a quanto pare il comportamento di don Riccardo Seppia appariva strano già 25 anni fa. Come riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera, nei giorni scorsi i detective dell'Arma di Milano hanno ascoltato don Piercarlo Casassa, parroco di don Riccardo nel 1985 a Recco, cittadina del Levante genovese.

Don Piercarlo Casassa ha raccontato ai militari che i comportamenti del prete appena uscito dal seminario non gli sembravano adeguati alla tonaca, ricordando una gita al mare organizzata da don Riccardo con i bambini del catechismo dopo la quale i bambini si sono rifiutati di ripetere l'esperienza. Don Casassa ha affermato: 'I carabinieri mi hanno chiesto perché non ho fatto denuncia all'epoca, ma io non potevo denunciare nulla di concreto. Non ravvisavo nessun reato'. Aggiungendo: 'Don Seppia stava fuori tutte le notti e dormiva per l'intera mattina. La sua non mi sembrava una vera vocazione. Così ho avvertito i miei superiori'.

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Capito? Stella di Satana sulla schiena, 300€ al giorno in cocaina, atti sessuali con minorenni. Ma questo delinquente per "Monsignor" Babini non andava denunciato: bisogna essere "prudenti". A me intanto prudono le mani...

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2 commenti:

  1. Pontifex. Al giorno d'oggi gli orrori del nazifascismo, approfittando dell'assopirsi della memoria, tornano a strisciare fuori dai ripostigli bui dove sembrano sonnecchiare sempre. La storia d'Europa dovrebbe ricordarci che non basta che le brave persone non sostengano attivamente il male: è necessario opporsi con grande determinazione, e soprattutto rompere il silenzio, che è loro alleato.

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  2. Anche a me prudono le mani proprio perché sono credente queste nefandezze e queste bugie mi fanno venire la nausea. Sono stufa marcia di veder difendere i criminali e colpevolizzate le vittime!Basta!E lo dice una che crede nel perdono, che però non significa affatto curarsi del criminale dimenticando la sua vittima. Gesù cacciò i mercanti dal tempio e dubito che lascerebbe impunito uno che fa del male ai bambini... basta, basta, basta

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