martedì 14 giugno 2011

4 SI' urlati a squarciagola, e significati vari

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Quanto è bello da cittadini riappropiarci del nostro diritto fondamentale: il Voto. E' l'unico strumento con cui possiamo parlare o urlare quello che pensiamo. Il Voto è la cosa più importante, eppure i politici hanno cercato di svilirlo, riuscendoci spesso. Il "porcellum" lo ha svuotato della sua forza intrinseca e lo ha fatto diventare un piccolo numero che assieme ad altri numeri porta su il nominato (dai partiti) di turno e gli regala la tanto agognata poltrona: quella che in Parlamento comporta uno stipendio d'oro e (se si raggiungono i minimi previsti da una legge voluta dai soli politici e per il solo bene loro) una pensione altrettanto dorata.

Il Voto, vituperato col "porcellum" e ulteriormente svuotato della sua valenza negli ultimi 15 anni per i Referenda scomodi alla politica ("non andate a votare" - affermazione che detta da un politico è reato, sia chiaro - così non si raggiunge il Quorum), è tornato ad essere lo strumento con cui l'Italia ha iniziato a cambiare. La peggiore DC e il peggior PSI hanno partorito quella grande porcheria che dal 1994 ad oggi è il centro destra: un accozzaglia di mafiosi, camorristi, 'ndranghetisti, piduisti, massoni, neofascisti, leghisti, corruttori, corrotti, evasori e chi più ne ha più ne Feccia (nel senso intestinale del termine). Ma lo stesso centro sinistra ha mostrato di gradire privilegi, denari e non ha esitato a venire a patti col nemico con inciuci d'ogni tipo (ah, D'Alema: vattene).

Il Voto ora è tornato ad essere quello che era: uno strumento di Democrazia, di voce popolare. Pessimi sindaci, pessime coalizioni sono stati cacciati a calci nel sedere alle recenti elezioni amministrative, nuove persone scomode anche allo stesso PD sono state scelte dall'Italia per un futuro migliore. La svolta di Milano, Napoli e tutte quelle città in cui sono venuti fuori nomi davvero nuovi (Cagliari fra tutte) porta un messaggio chiaro: la gente è vigile, si è rotta le scatole della vecchia politica, e vuole una sterzata, perché il paese è al collasso.

Il Voto coi quattro Referenda di domenica e lunedì ha segnato un altro schiaffo poderoso alla politica fatta per le lobbies di potere e denaro e alla politica fatta per l'impunito al comando.

4 leggi antipopolari sono state cancellate. Non era per il paese che il PDL e la Lega avevano approvato a suon di maggioranza il Legittimo Impedimento, utile solo al delinquente in capo. Non era per il paese che si voleva privatizzare in quei sozzi modi la gestione dell'acqua, era per tutte quelle società che sarebbero sorte come funghi e avrebbero avuto gli appalti dallo stato. Sarebbe capitato qualcosa di simile a quello che è successo col G8 a La Maddalena: società costituite da amici e parenti di chi era a capo della Protezione Civile allora che ottenevano gli appalti, allora; società costituite da amici e parenti della politica per l'acqua pubblica, con tariffe incotrollate, adesso. Non era per il paese che si volevano costruire centrali nucleari: l'Italia ha venduto con Berlusconi debito pubblico alla Francia e ne ha preso in cambio il know-how di centrali di tipo superato. E ficchiamoci in testa una cosa, anzi due. La prima cosa è che per quanto possa essere "sicura" la costruzione di una centrale, la Natura può fare sempre lo sgambetto, vedi Fukushima. Seconda cosa: ad oggi non esiste ancora un metodo sicuro per l'isolamento e lo stoccaggio delle scorie radioattive! Sia chiaro una volta per tutte!

Queste 4 leggi quindi non erano state approvate da Berlusconi & co. per l'interesse del paese. Ecco perché il paese si è ribellato e le ha spazzate via.

Il carro dei vincitori ha dei componenti di diritto ma anche di straforo ipocrita. Di diritto sul carro dei vincitori ci sono tutti quei ragazzi e ragazze comitati che hanno lavorato in mezzo alla gente, informandola, convincendola delle buone ragioni dei quesiti referendari. Soprattutto i ragazzi di Greenpeace sono da lodare (lo sono sempre, a prescindere: Greenpeace è la cosa più bella al mondo, perché è apolitica e vigila sul pianeta). E sul carro dei vincitori ci sta pienamente di diritto Antonio Di Pietro e il suo partito: è lui che ha promosso da solo i Referenda, anche quando tutti lo deridevano. Ricordiamo infatti che i leader del PD quando venne avviata la campagna referendaria e la raccolta delle firme sbeffeggiarono l'IDV, dicendo che "tanto ai referendum non va a votare nessuno, è demagogia". E molti dei politici del PD erano a favore della privatizzazione dell'acqua (come lo fu secoli fa Di Pietro, ma per poco) e del nucleare. Ora il PD è salito sul carro dei vincitori e balla la samba in abito da festa. E' vero anche - a favore del PD - che negli ultimi mesi dopo l'incidente di Fukushima, il suo cambiamento sul nucleare ha portato molta gente al voto.

Chi scrive ha partecipato da esterno all'IDV (quindi come comune cittadino che quando crede in qualcosa ci si impegna) alla raccolta delle firme, sotto gazebi esposti a giornate di sole caldissime, o a piogge fittissime, e ha visto esponenti del PD avvicinarsi a ridacchiare. Chi scrive ha anche visto che tanti dell'IDV locale a Sassari non si mettevano mai in gioco veramente, non si sedevano ai tavoli per la raccolta delle firme, e oggi salgono anch'essi sul carro dei vincitori, quando ai banchetti sotto i gazebi c'erano sempre le stesse persone; questi oggi si fregiano di qualcosa cui non hanno contribuito e si incazzano se qualcuno di loro non è ringraziato o taggato nelle foto di rito, pretendendo riconoscimenti che non meritano... tutta gente che appartiene all'ala del partito che aveva infangato il Segretario Regionale IDV e poi quello provinciale, perdendo però quella guerra di conquista di puro stampo berlusconista.

Ma si diceva: il PD ha partecipato, anche se solo alla fine, quando ha fiutato l'affare, e ha contribuito alla vittoria dei SI con tanti voti, ascoltando finalmente le istanze provenienti dalla base. Questo è quello che piace della politica: ascoltare la gente. La politica deve ascoltare, saper interpretare le istanze popolari a farle sue, deve saper cambiare idea e adeguarsi a quello che vuole la base, e soprattutto deve lavorare per il bene della gente, esattamente quello che Berlusconi non ha mai fatto da quando è sceso in campo.

Nel carro degli sconfitti c'è (quasi) tutto il PDL e la Lega Nord: tutti a stare dietro a Berlusconi per raggiungere ognuno i propri obiettivi. Quelli del PDL vogliono il potere (e i soldi ch'esso comporta), altrimenti non avrebbero niente: chi mai se non Berlusconi potrebbe mettere in un esecutivo una Santanché, un La Russa, un Bondi? Quelli della Lega vogliono solo potere e denari al nord: barattano le impunità di Berlusconi col "federalismo", cioé la porcheria dittatoriale del controllo delle banche, dell'economia, delle poltrone al nord, passando per "Roma ladrona", la Roma che insultano ma dalla quale sono strapagati.. i vari Borghezio (con le sue sparate naziste), Calderoli (non si è mai capito cosa vuole fare, ma benissimo cosa e quanto vuole) e tutti quegli altri barbari in camicia verde cosa hanno a che spartire con la nostra Società Civile? Solo un disperato come Berlusconi poteva dargli potere, perennemente ricattato in cambio dell'impunità. Cosa pensate che succederà domenica a Pontida? La Lega alzerà l'ago delle sue richieste!

Ma lo sconfitto numero 1 è LUI, Berlusconi: l'uomo solo, che riempie di soldi e regali le "escort" (oggi si chiamano così quelle che lo fanno sotto retribuzione: siano gioielli, soldi o poltrone nelle assemblee elettive o governi), l'uomo che appicca fuochi e vi getta benzina, l'uomo che avvelena i pozzi cui si abbevera il buonsenso popolare.

E la sconfitta è politica, sia chiaro. Quelle che i referenda hanno cancellato sono delle leggi che più di tutti ha voluto lui, perché direttamente o indirettamente aveva interesse a farle approvare. Se tu sei un politico e approvi delle leggi che la gente poi spazza via, la tua sconfitta è politica, perché è la tua politica ad avere fallito. Berlusconi ha fallito: il paese va a rotoli, la disoccupazione cresce a dismisura aumentata dai tagli (la riforma Gelmini è l'esempio più lampante, con le centinaia di migliaia di disoccupati che crea nella Scuola e nell'Università), e lui pensa solo a se stesso e ad accontentare la cricca che lo sostiene.

E ricordiamo che Berlusconi ha barato. E' lui che ha disaccorpato i referenda dalle amministrative, addebitandoci più di 300 milioni di euro, per non far raggiungere il quorum. E' lui che ordinato il cambiamento della legge con la moratoria sul nucleare: sapeva che molta gente andava a votare per quello, e quindi avrebbe votato anche contro il Legittimo Impedimento, la cosa che a lui interessava di più. E' lui che ha fatto adire la Cassazione per il quesito, e poi la Corte Csotituzionale: per fare in modo poi di invalidare i voti raccolti all'estero, perché dati su un quesito parzialmente diverso. Ci ha provato in tutti i modi, eppure il quorum era talmente alto che anche senza i voti all'estero esso sarebbe risultato sufficiente.

E noi siamo contenti perché abbiamo vinto contro un avversario che ha barato, e la nostra vittoria perciò è ancora più bella.

Questa sconfitta politica è ancora maggiore perchè i quasi 27 milioni di italiani che hanno messo quei 4 SI sulle schede rappresentano più della metà degli aventi diritto al voto totali. Quindi Berlusconi non ha più la maggioranza dei consensi nel paese: ora è ufficiale. Lo sapevamo già: Berlusconi ha fatto sparire da tempo i sondaggi (sua banderuola più usata) dai suoi giornali, telegiornali, discorsi. Sapeva già che non aveva più il sostegno dell'Italia, un sostegno costruito a regola d'arte dalla Propaganda (le sue TV, i suoi giornali). E Berlusconi non ha neanche una (onesta) maggioranza in Parlamento: per averla ha dovuto barattare, comprare, promettere, aumentare poltrone... e nonostante questo sta andando sotto sempre più spesso nelle votazioni alla Camera e ora anche al Senato, dove aveva i numeri più solidi.

Tutto porta al suo declino, anche se i Bunga Bunga vanno avanti per dargli qualche sorriso. Berlusconi è finito, cotto. I cortigiani-squalo che lo circondano mordono sempre più forte, e fra poco lo molleranno; voti e consensi calano drasticamente; quelli che gli danno davvero retta oggi sono i suoi avvocati, quelli che lo assistono nei processi e quelli che messo in Parlamento e al Governo, ma perché sono sul suo libro paga. Forse il solo Letta gli vuole davvero bene.

Berlusconi è solo, e triste. E' finito, diamogliela questa spallata!

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