mercoledì 8 giugno 2011

Frottole e insulti per nutrire la tontaggine degli elettori. La voce del Padrone


Sempre più persone non credono più agli avvoltoi al servizio di Berlusconi, ma essi continuano a far girare la macchina del fango.

Lodevolissima iniziativa de L'Espresso, che in tre articoli dimostra cosa significa per i mezzi uomini al servizio del Satrapo di Arcore portare a casa l'osso che il padrone lancia col finto sorriso sulle labbra. Da leggere per riflettere e inorridire. I servi lavorano, per rovinare gli antagonisti del padrone, per disinformare l'elettorato. Appiccare incendi, buttarvi sopra benzina, soffiare sulle fiamme, alimentare l'odio: ecco i servi del Padrone, cortigiani della politica, adepti delle testate giornalistiche. Un vero bestiario indecente. Il teatrino dell'orrido.


Giulianone, quante frottole

di Marco Travaglio

Non c'è puntata della sua trasmissione in cui Ferrara non spari bugie a valanga. Ecco una breve antologia delle più incredibili, giusto per non lasciarle passare

Del mesto ritorno in tv di Giuliano Ferrara con "Qui Radio Londra"s'è parlato finora per i compensi (3 mila euro a puntata) inversamente proporzionali agli ascolti (10 punti sotto il già smunto Tg1). Ma non per i contenuti. che,oltre a coincidere con gli interessi di Silvio Berlusconi, costituiscono una mirabile collezione di balle. Non c'è puntata della rubrica che non contenga due o tre frottole di dimensioni direttamente proporzionali a quelle del conduttore.

1. «Spregevoli pm vogliono trasformare in bordello le cene private di Arcore e in prostitute Ruby e altre ragazze». Falso. Ai pm non è mai venuto in mente di ipotizzare un giro di squillo ad Arcore (non a cena, ma dopo cena), finché non l'hanno sentito raccontare dalle stesse protagoniste. Nicole Minetti al telefono con un'amica: «Ti volevo briffare. Ci sono varie tipologie di persone. C'è la zoccola, c'è la sudamericana che non parla italiano, c'è quella un po' seria, c'è la via di mezzo tipo Barbara e poi ci sono io che faccio quel che faccio». Allegri conversari fra Papi- girls: «Che cazzo di troie che siete... Io sono un puttanone di strada... Sono puttana dentro, non c'è niente da fare, mi viene da dentro, non ce la faccio. Anch'io sono zoccola forse un po' di più». Dalla rubrica telefonica di Michelle, che ospitava Ruby in casa: «Ruby-troia» (segue numero di cellulare).

2. «Guardate queste foto: è Berlusconi con delle ragazze in braccio che si diverte nella sua casa al mare. Bene, queste foto non sono rubate: sono state scattate da fotografi autorizzati e poi date ai grandi giornali popolari. Berlusconi è fatto così». Falso: quelle foto le scattò Antonello Zappadu, subito denunciato da Berlusconi al Garante della privacy (che ne ha vietato la ripubblicazione) e alla magistratura insieme al direttore di "Oggi", Pino Belleri, da tre anni imputato per ricettazione e indebita intromissione nella privacy del premier.

3. «D'Alema ha detto che l'Italia necessita di altri 30 milioni di immigrati. Non gli sembra di esagerare?». Infatti D'Alema, come risulta dal video su Youdem e dalle agenzie di stampa, citava le statistiche europee secondo cui non l'Italia, ma «l'Europa nei prossimi 15 anni, per mantenere l'attuale rapporto popolazione attiva- pensionati, avrà bisogno di 30 milioni di immigrati».

4. «La legge che cancella il processo Mills (prescrizione breve, ndr.) si deve fare perché la maggioranza eletta dal popolo non vuol essere spodestata da quel processo ». Il processo Mills parte nel 2005, tre anni prima del terzo governo Berlusconi (2008). Se la maggioranza eletta dal popolo non voleva subirne le conseguenze, non aveva che da mandare a Palazzo Chigi un altro suo esponente, possibilmente non imputato. In ogni caso un'eventuale condanna di primo grado non comporterebbe le dimissioni del premier né lo priverebbe della maggioranza. E la prescrizione scatterà prima della sentenza definitiva, mentre gli altri processi si chiuderanno in Cassazione ben oltre la fine della legislatura (2013).

5. «La nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati (che stravolge la 117/88 per consentire di denunciarli direttamente in caso di errore, senza più la mediazione dello Stato, ndr.) ce la impone una sentenza della Corte di Giustizia europea ». Falso. Come ricorda Giancarlo De Cataldo, «gli organismi consultivi del Consiglio d'Europa, a partire dalla Carta di Strasburgo del '98, raccomandano a tutti gli Stati membri di evitare la citazione diretta in giudizio del magistrato». E la sentenza europea di cui straparla Ferrara «tratta della responsabilità per violazione del diritto comunitario non del singolo, ma dello Stato». Chi lo dice? Lo stesso governo Berlusconi, rispondendo a un'interrogazione il 20 novembre 2008: «La legge 117/88 non è in contrasto con la decisione della Corte di Giustizia». Qualcuno sui blog si appella all'Ordine dei giornalisti e al Codice Etico della Rai («Informazione obiettiva, imparziale, corretta e leale »). Ma basterebbe molto meno. Tipo chiedere a Ferrara di contenersi un po'. Una balla a puntata, non di più.


Un'ossessione chiamata Santoro

di Alessandro Capriccioli

Volgare sciacallo. Indecente. Criminoso. Schiavo. Provocatore. Maiale di merda. Antisemita. E molto altro ancora: piccolo dizionario degli insulti con cui Berlusconi e i suoi cari hanno bollato il conduttore di 'AnnoZero'. Fino all'ultimo giorno

"Ho già avuto modo di dire che Santoro, Biagi e Luttazzi hanno fatto un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso". (Silvio Berlusconi, 18 aprile 2002)

"Premesso che devo ancora guardare la cassetta, mi sembra che quello che ha fatto Santoro sia al di là della informazione e vada anche oltre il comportamento dell' agitatore politico". (Antonio Baldassarre, 22 aprile 2002)

"Trasmissioni faziose come quelle Santoro ci sono in Venezuela, in un Paese civile non si fanno". (Antonio Baldassarre, 29 giugno 2002)

"Quello di Santoro è stato un agguato mediatico. Se questa è la Rai, allora possiamo farne tranquillamente a men"o. (Clemente Mastella, 10 marzo 2007)

"Una trasmissione televisiva pagata da tutti i cittadini, che, per la conduzione del provocatore Michele Santoro e di quel perfetto mascalzone che disonora la professione giornalistica Marco Travaglio, costituisce un grave elemento di avvelenamento non solo dell'informazione pubblica ma della vita politica italiana". (Francesco Cossiga, 4 ottobre 2007)

"Michele Santoro fa ancora un uso criminale della tv". (Silvio Berlusconi, 1° aprile 2008)

"Santoro dopo aver offeso gli ebrei con una trasmissione faziosa e violenta non esita a scagliarsi anche contro il ministro Frattini. Il conduttore televisivo, ancora una volta, dimostra di non conoscere il senso della misura. Il servizio pubblico radiotelevisivo non può più permettersi personaggi come Michele Santoro. La Rai ha l'obbligo di rendere conto agli abbonati del comportamento dei propri dipendenti. Forse ci vorrebbe qualcosa di più incisivo di una semplice sanzione pecuniaria". (Gabriella Carlucci, 27 gennaio 2009)

"Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene". (Maurizio Gasparri, 13 febbraio 2009)

"Santoro vuole sempre distinguersi, è costantemente sopra le righe, è preda di una supponenza per nulla giustificata, anche quando invita suoi colleghi giornalisti, pure di sinistra. Ha un ego spropositato, per dirla con Luciano Ligabue, "da far vedere ad uno bravo davvero un bel po'". (Alessio Butti, 13 febbraio 2009)

"L'unica cosa stonata in questa tragedia è una trasmissione televisiva, sapete benissimo quale. Quella trasmissione è stata semplicemente indecente". (Gianfranco Fini, 12 aprile 2009)

"A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L'Espresso, dal quel mattinale delle Procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio". (Fabrizio Cicchitto, 15 dicembre 2009)

"Era mio dovere da cittadino e da premier rivolgermi all'Agcom per ottenere che non si compissero più certi abusi in una trasmissione del servizio pubblico: i processi in tv è una ignominia che non si può tollerare in un Paese civile". (Silvio Berlusconi, 19 marzo 2010)

"Comunque, diciamo che involontariamente mi sono fatto portavoce di chi, e sono sempre di più, guarda Annozero con orrore. E ho dimostrato che si può anche mandarlo... a quel paese". (Emilio Fede, 3 aprile 2010)

"Quello che è andato in onda da Santoro è stato un vero e proprio processo in cui si è arrivati ad accusare il premier di essere il committente di dossier per screditare il presidente della Camera; una cosa non solo vergognosa, ma inaccettabile". (Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, 25 settembre 2010)

"Chiunque abbia occhi per vedere sa bene la strategia che Michele Santoro ha messo in atto. Per un verso, cerca l'escalation, alimenta un crescendo di provocazioni, insulta uno dei massimi dirigenti dell'azienda. Per altro verso, fa il militante politico scatenato, aggravando costantemente il livello di faziosità del suo programma". (Daniele Capezzone, 13 ottobre 2010)

"Lei è uno schiavo, uno schiavo della sinistra". (Daniela Santanchè a Santoro, 21 gennaio 2011)

"Santoro ha una sola cosa positiva: sceglie delle belle ragazze come sue collaboratrici". (Giorgio Clelio Stracquadanio, 17 febbraio 2011)

"Voi dovete essere intercettati, maiali porci, giornalisti schifosi che non siete altro. Voi dovete essere intercettati. Lei, Santoro e tutta quella gente di merda come siete voi. Comunisti di mer... siete dei comunisti di merda, ma smettetela e vergognatevi, che siete sulla tv di stato dove la gente paga il canone per vedere, non per essere insultata. Arriverà veramente, spero che vengano i fascisti, che vengano a spaccargli le gambe a chi parla". (Lele Mora, 17 febbraio 2011)

"Presenterò un esposto contro viale Mazzini e contro Santoro perché è stato permesso a Ciancimino di usare la Rai per i suoi scopi oscuri e avere un alone di impunita". (Maurizio Gasparri, 23 aprile 2011)

"Quelli che hai tu in studio, i politici, sono i volenterosi carnefici della democrazia, per questa gente qui è finita, tu Santoro tieni in vita queste persone, non sei un media ma un medium, fai parlare la gente alle tue spalle invece di far parlare i politici in studio". (Beppe Grillo, 29 aprile 2011)

"La verità è che ho trattato certi "intoccabili" per ciò che veramente sono. Individui che utilizzano la battaglia politica per ottenere più potere e più soldi. Aspirazioni legittime, sia chiaro. Ma ammantare tutto ciò come una lotta per la sopravvivenza della democrazia è irritante. E ridicolo". (Mauro Masi, 30 aprile 2011)

"Trasmissioni micidiali che hanno dato una visione distorta della realtà di Milano e delle città in cui si votava. Ci impegneremo in Parlamento affinché questo non possa più accadere". (Silvio Berlusconi, 1° giugno 2011)

"No. Io sono contenta. Con-ten-ta. Per chi si augura una stampa e una tv libere, quella di Santoro era una trasmissione faziosa, irreggimentata, rivolta solo a una parte". (Daniela Santanchè, 6 giugno 2011)


Ecco la macchina della frottola

di Marco Travaglio

'Vietato intervistare Berlusconi'. 'Fazio capro espiatorio'. 'Giustizia a orologeria per Scajola'. Piccola galleria delle balle sfornate ogni giorno da 'Libero ' e 'il Giornale'. Che ormai sembrano una testata sola

Chissà se è solo telepatia o se esiste davvero la "struttura delta" che detta ogni giorno i titoli agli house organ berlusconiani. E chissà quali sostanze assume questo Titolista Unico. Qualche esempio, tra gli ultimissimi. Il Tribunale di Milano condanna l'ex governatore Fazio e alcuni furbetti del quartierino (Fiorani, Consorte, Sacchetti, Zunino, il senatore Grillo e altri) per la scalata illegale della Popolare di Lodi all'Antonveneta.

"Il Giornale": "Quattro anni a Fazio, condanna ipocrita". "Libero": "Fazio condannato per aver difeso l'Italia". Difficile immaginare due titoli più demenziali. "Il Giornale" sostiene che Fazio è stato punito "come fosse l'unico responsabile delle tante nefandezze finanziarie di quest'ultimo decennio", ma nello stesso processo sono state condannate altre 15 persone e, quanto alle altre nefandezze finanziarie, sono finiti sotto processo o sott'inchiesta manager dei maggiori gruppi: Ifil-Exor (Agnelli), Montepaschi, Unipol, Finmeccanica, Telecom, Cirio, Parmalat, Capitalia, Ligresti, Caltagirone, Mediaset e così via.

Se processano Berlusconi, dicono che si processa solo lui. Se processano gli altri, dicono che si processano solo gli altri.

"Su Libero", il solitamente informato Franco Bechis non solo dipinge Fazio come un paladino dell'italianità delle banche (sponsorizzando un manigoldo come Fiorani per salvarci dai terribili olandesi di Abn Amro), ma scrive pure che i pm hanno contestato l'aggiotaggio, non l'insider trading "altrimenti avrebbero dovuto portare alla sbarra anche Fassino e D'Alema" (confonde la vicenda Antonveneta con il caso Unipol-Bnl, dove Consorte & C. sono imputati anche di insider, accusa da cui Fassino fu ritenuto estraneo, mentre per D'Alema il gip Forleo chiese di poter utilizzare le telefonate D'Alema-Consorte per procedere per concorso in aggiotaggio, ma al Parlamento europeo destra e sinistra non l'autorizzarono).

Poi saltano fuori nuovi regalini del costruttore Anemone a Bertolaso, Scajola & C. "Giornale" e "Libero" titolano a fotocopia: "Torna la giustizia a orologeria. Si vota e spuntano i veleni" e "Fango a orologeria su Scajola". Ma né Anemone né Bertolaso né Scajola erano candidati alle comunali di Napoli e Milano: di che "orologeria" va cianciando il Titolista Unico?

Poi l'Agcom multa cinque tg per le interviste elettorali a reti unificate a Berlusconi. "Il Giornale": "Vietato intervistare Silvio". "Libero": "E' ufficiale: vietato intervistare Silvio". Ma l'Agcom non s'è mai sognata di vietare le interviste al premier; ha solo stabilito che vanno intervistati anche gli altri, mentre da metà marzo a metà maggio il Cavaliere ha parlato nelle edizioni meridiane e serali dei tg 261 minuti contro i 93 di Napolitano, gli 84 di Bersani, i 51 di Casini, i 50 di Maroni.

Poi il Gup dell'Aquila rinvia a giudizio per omicidio colposo i sette componenti della commissione Grandi Rischi della Protezione civile, per aver lanciato il cessato allarme "con negligenza, imperizia e imprudenza" sei giorni prima del terremoto del 6 aprile 2009. "Il Giornale": "L'ultima dei giudici: processare chi non sa prevedere il terremoto". "Libero": "Alla sbarra perché non sono indovini e non hanno previsto il terremoto". Supersonica sciocchezza. Nessun magistrato è così stupido da sostenere che si dovesse o potesse prevedere il terremoto. Anzi, tutto il contrario: siccome i terremoti non sono prevedibili, non si può pronosticare né che ci saranno né che non ci saranno. Invece la Grandi Rischi si riunì all'Aquila il 31 marzo e comunicò: "L'attività sismica delle ultime settimane è costantemente monitorata, pur non essendoci nessun allarme in corso". E il vice di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis (ora imputato), invitò gli abruzzesi a bersi un bel bicchiere di Montepulciano. Il tutto dopo uno sciame sismico di 400 scosse in tre mesi. Così, invece di restare in allarme, gli aquilani andarono a letto tranquilli. Risultato: 308 morti. Quindi non i giudici, ma i membri della Grandi Rischi si sono comportati come se i terremoti fossero prevedibili.

Il ribaltamento della realtà del Titolista Unico ricorda il celebre sillogismo di Montaigne: "Il salame fa bere, bere disseta, dunque il salame disseta".



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