sabato 4 giugno 2011

I mezzi uomini iniziano a piagnucolare

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La loro sorte è segnata: sono destinati al nulla. Nessuno li rivoterà, perché appartenevano a dei partiti lontani dal PDL e hanno cambiato casacca per un ossicino d'oro, tradendo il mandato dei loro elettori. A nessuno piacciono, perché anche se si sono autodefiniti "responsabili" (e delle porcherie che sono successe, lo sono), la loro irresponsabilità davanti alla Storia e nel giudizio dei cittadini è netta e inequivocabile. Gli rimarrà la pensione d'oro di parlamentare, poi nient'altro. Dal "munnezza" (cioé Scilipoti) a tutti gli altri, il patetico epilogo di cosa possa fare un assegno infilato in tasca davanti a tutti.

E i Responsabili ora piangono
di Susanna Turco

«Non si può andare avanti così, l'acqua sta per tracimare e rischiamo di essere travolti tutti. Una successione nel Pdl? Macché, senza Berlusconi si va a casa». La grande paura di Pionati e soci

Paradossali effetti della sconfitta del centrodestra alle amministrative: adesso persino i Responsabili, creatura recente dell'ultimo berlusconismo, vanno dicendo che l'epoca dei Responsabili è finita. "La maggioranza non può più stare appesa ai numeri, al singolo voto, basta vivacchiare", sbotta Francesco Pionati, leader della minuscola Adc, fra i più solerti ad accorrere al capezzale del governo per superare il voto di sfiducia del 14 dicembre (per tre voti, appunto).

"Senza di noi Berlusconi oggi non sarebbe in piedi, è ovvio. Ma adesso deve chiudere questa fase emergenziale, che era nata per bilanciare il passaggio di Fini all'opposizione: l'acqua sta per tracimare oltre diga, serve un colpo d'ala, o travolgerà tutto". Come al solito quando si parla di Responsabili, l'altra faccia dell'allarme è l'avvertimento tacito: tanto più per un uomo al quale il Cavaliere da mesi va promettendo il posto da viceministro. Pionati infatti scansa la questione: "Figurarsi che mi importa. Eppoi, non farmi andare al governo è come togliere il pane di bocca a un bambino: facile, e nemmeno nocivo in una civiltà in cui si mangia troppo".

Spiega però che Berlusconi dovrebbe fare un'operazione stile "abbatti e ricostruisci", "rafforzando il governo", e subito dopo assicura che lui "mai" farebbe "come la Melchiorre" che ha mollato dopo due settimane la poltrona da sottosegretario "perché ha scoperto solo ora che il Cavaliere attacca i giudici da quindici anni". Lui, Pionati, sarebbe consapevole e consenziente: "Non sono uomo da ripensamenti". Non cambierebbe fronte, giura, nemmeno se s'aprisse la strada di un altro governo, sia pure di centrodestra.

"Senza Berlusconi, l'unica strada sarebbe il voto. Gli altri nomi mi fanno ridere". Fedele dunque al Cavaliere: "Ma dovrebbe radere al suolo il centrodestra" e, addirittura, "rifondarlo sul modello del pentapartito: Lega, Pdl, noi, Destra di Storace e un movimento meridionalista tipo Forza Sud di Micciché". E i Responsabili? Fuori dal gioco: "Quello non potrà mai diventare un partito".

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