mercoledì 1 giugno 2011

Sua Emittenza e l'affondo contro i programmi TV non allineati

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Ah, la cara vecchia libertà di manifestare il proprio pensiero! Ah, la RAI come servizio pubblico! Che cose antiquate... la Costituzione e la televisione di Stato, minuscole mollichette che imbrattano la tavola del caimano mangiatutto. Praticamente quasi monopolista, in circa venti anni ha lobotomizzato le menti degli italiani, o almeno di quelli che pensano che la TV sia il nuovo focolare, il nuovo aedo cui credere in virtù di un ipse dixit ben inculcato dal biscione nei cervelli deboli.

Silvio Berlusconi ha preso dei ceffoni memorabili ultimamente, e si rifiuta di ammettere quello che anche i suoi cortigiani hanno capito e in qualche caso anche spiegato: la colpa del declino è tutta sua. Oramai Berlusconi non più il Re Mida della politica. Eppure lo è stato (in negativo): è riuscito a mettere assieme fascisti e leghisti, uniti dal razzismo e dalla sete di potere ma divisi su ogni altra cosa. Assieme vi ha messo il resto della feccia dell'Italia: dai pluricondannati per Mani Pulite ai corruttori e corrotti, ai mafiosi, ai camorristi, piduisti, massoni. Ogni tipo di pregiudicato o indagato è stato chiamato a Corte, e fidi sgherri sono stati disseminati dappertutto, sin dai primi anni '90, a tessere le trame del "piano di rinascita democratica" che nessuno meglio di Berlusconi (e i suoi compari di partito, come Cicchitto, anche lui piduista) era mai riuscito a realizzare, neanche Licio Gelli.

Il problema però è che l'Italia è cambiata. Con l'avvento di Saviano in TV, con la resistenza ai soprusi di un Santoro o un Floris, di una Gabanelli, la gente ha sentito non solo la Propaganda, ma anche la verità sulla realtà Italia per via di altre voci. Con l'avvento di testate giornalistiche come il Fatto Quotidiano, e il boom di vendite di Repubblica e l'Espresso, altri strumenti cognitivi sono stati a disposizione della gente. E soprattutto: quando alla gente gli tocchi le tasche sono guai. I governi Berlusconi hanno segnato i dati più alti in tema Disoccupazione, e quelli più bassi in tema Prodotto Interno Lordo, e questo perché a Berlusconi non glien'è mai fregato niente del paese: lui ha curato solo di sostenere le sue aziende, e di salvarsi dal carcere depenalizzando reati e azzoppando la macchina della Giustizia... poi quando ha avuto tempo ha fatto contenti i suoi cortigiani (la Lega Nord in primis, con quella porcata arraffa-soldi che viene chiamata "federalismo").

Come la combatti la stampa? Col "bavaglio". Se n'è parlato dappertutto. Un bavaglio alle intercettazioni (quindi alla Giustizia) e alla possibilità di pubblicare le notizie scomode ai potenti (quindi alla Stampa), e a Berlusconi prima e più di tutti. Il bavaglio reale poi passa soprattutto per le TV, con il Masi di turno a mettere i bastoni fra le ruote alle trasmissioni non allineate al Regime, e i vari Minzolini, Vespa e tutti quelli che scaldano le poltrone del servizio pubblico con più scopi da raggiungere. Anzitutto non raccontare la verità, ma tacendola ove possibile. Se ciò non basta, e si è obbligati a passarle certe notizie, allora bisogna ridimensionarle, alterarle, mentendo ai telespettatori spudoratamente. Perché un Regime ovviamente si basa sulle menzogne, e anche sull'odio. Già: l'odio. L'odio verso tutti quelli che non obbediscono al Satrapo di Arcore: magistrati, giornalisti, politici... tutti devono essere fatti oggetto di ingiurie, diffamazioni, lancio di sterco.

La "macchina del fango" è lo strumento inventato dalla Mafia per denigrare la Magistratura, un qualcosa di vecchio, quindi, ma con Berlusconi (guarda caso) è diventato lo strumento di lotta continua contro chi non si è allineato. Sallusti, Feltri, Belpietro, Fede (continuo o basta così?) mettono l'elmetto e caricano a testa bassa spargendo sterco su tutti.

Ma tornando a bomba alla questione: la colpa della sconfitta, se Sua Emittenza non vuole riconoscere che è la sua, di chi è? Ma delle trasmissioni TV! Annozero, Ballarò, Report... insomma, le trasmissioni in cui non si fa Propaganda, bensì Giornalismo. Perché il Giornalismo è informazione, racconto di fatti, e i fatti sono da celare, perché altrimenti il popolo inzizia ad usare il cervello. Quel cervello seppellito da storielle ben costruite in trasmissioni come "Uomini e donne" o "Grande fratello".

Il Delinquente di Stato oggi parla di "tenaglia mediatica", e dice: "trasmissioni micidiali che hanno dato una visione distorta della realtà di Milano e delle città in cui si votava. Ci impegneremo in Parlamento affinchè questo non possa più accadere. Ho visto dei servizi micidiali, uno di Annozero me lo hanno fatto vedere in cassetta: è chiaro che chi non avesse equilibrio critico vedendo quel servizio non avrebbe mai potuto votare per noi a Milano."

E allora la minaccia è servita sull'ennesimo piatto bollente: la vendetta del Satrapo sarà immediata, contro il Giornalismo, contro la Libertà di manifestazione del Pensiero. Lui, che controlla Canale 5, Italia 1 e Retequattro (che sono sue), lui che controlla Rai1, quasi tutta Rai2 e parte di Rai3, poverino... è circondato. Da una parte i pochi che gli si oppongono, o meglio cercano di lavorare onestamente (parte di Rai2, Rai3 e La7), dall'altra Lui con tutto quello che ha. E fa la vittima, perché odia perdere, e sa che se perde adesso è finita.

In questi mesi che verranno assisteremo ad ancora più terribili spallate alla Democrazia e alla Repubblica, alle leggi e alla Costituzione, alle libertà fondamentali di molti cittadini. Tutti quelli che non si allineeranno saranno messi alla porta. Ma una cosa vale più di tutte, ricordiamolo: la Società Civile s'è risvegliata, "l'Italia s'è desta". Come ci siamo liberati nei secoli dalle dominazioni straniere, e poi dai fascisti e dai nazisti, riusciremo a liberarci anche di lui. Costi quel che costi.

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