mercoledì 22 giugno 2011

Una riflessione da leggere con attenzione

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Pubblicata su autorizzazione dell'autore.

IO NON "CI" PERDONERO' MAI

E' da parecchio tempo che mi pongo una domanda. Quando tutto questo sarà finito, quando il governo Berlusconi e il berlusconismo saranno solo un nefasto ricordo, cosa leggeranno le generazioni future nei libri di storia circa questo incredibile crollo verticale in termini etici, culturali ed economici del nostro paese? Coloro che svilupperanno i paragrafi relativi a questa angosciosa parentesi della storia italiana a chi additeranno le responsabilità di connivenza che hanno tenuto in piedi per tutti questi anni questo sistema di potere arrogante? Chi, col suo atteggiamento "prudente e ignavo", ha lasciato che il paese abbia subito tutto questo?

Beh, io qualche risposta alla domanda riesco a darmela e vorrei condividerla con voi che insieme a me state vivendo questo scempio. Perchè darla fra 20 anni, e cioè quando sarà tutto finito, sarà fin troppo facile e comodo. Molto meglio darla adesso, così da essere certi del fatto che si è pienamente coscienti di ciò che sta accadendo proprio MENTRE accade e non si possa dire (come successe all'indomani del fascismo) "ora sembra impossibile perchè i tempi sono cambiati e ci si rende conto, ma anni fa era tutto diverso, non ci accorgeva...". Ecco. No. Ora non solo non è diverso da come sarà tra 20 anni ma, anzi, nonostante tutti i filtri figli del conflitto di interessi che selezionano con cura le informazioni che riescono ad arrivarci agli occhi e alle orecchie, io direi che basterebbe anche solo l'1% di ciò che conosciamo per farci indignare come popolo prima e come singoli e portatori di dignità poi.

La risposta è questa: "mi fa molto più schifo chi è connivente di questa situazione e millanta di esserne distante". Provo odio e porterò rancore verso il Vaticano, l'organo che si autocertifica "rappresentante di Dio in terra", storicamente protagonista di ingerenze che hanno fortemente condizionato la nostra società tenendola distante anni luce da uno sviluppo libero e senza vincoli che un paese la cui costituzione definisce "laico" dovrebbe avere; che curiosamente solo con questo governo si è dimostrato di una indulgenza incredibile. Non dimenticherò mai a proposito di questo addirittura una giustificazione a una bestemmia del premier con la versione che "ci sono bestemmie e bestemmie; certe bestemmie è bene contestualizzarle e, pur non condividendole, comprenderle e perdonarle". Provo grande sdegno nei confronti del nostro presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Un uomo, è vero, limitato nella sua opportunità di esternare certi pensieri dal ruolo istituzionale che occupa; ma che ha altresì avuto mille occasioni per mettersi dalla parte dei cittadini facendo pesare a chi governa il suo ruolo di garante della costituzione, più e più volte mortificata dai tentativi criminosi di bypassarla senza scrupolo per la mera fame di privilegi.

Provo rabbia nei confronti della classe politica di destra, (primo su tutti Gianfranco Fini) che ha sposato la causa di un imprenditore entrato in politica per sé e non certo per fondare una destra liberale e moderata, poi ha avvallato le sue molteplici leggi porcata che hanno di fatto messo in ginocchio l'economia e il senso del lavoro del paese, salvo infine abbandonare la nave quando ha pensato che stesse affondando (sbagliando per l'ennesima volta, anche nelle previsioni). Mi sento frustrato e furente contro la sinistra italiana eretta dal PD, un partito tenuto in piedi da politici di professione che da 30 anni anzichè essere "prestati" alla politica si mantengono grazie a essa e non hanno fatto niente di niente per contrastare in maniera decisa e convincente le nefandezze di questa combriccola di delinquenti che tiene sotto scacco la nostra politica. Ce l'ho a morte con i finti giornalisti. Quelli senza palle. Quelli senza dignità. Quelli che hanno perso il senso del "dovere di informazione", adeguando sempre più in questi anni il loro modo di raccontare ciò che accade alle esigenze del potere e stando sempre bene attenti a non urtare la sua sensibilità.

Non perdonerò mai nemmeno la gente, gli elettori, NOI. Quelli di sinistra che hanno preferito lasciarsi assuefare dalla "prudenza" delle parole vuote in italiano arcaico, corretto ma insulso di gente come Bersani, Fassino o D'Alema piuttosto che dare più credito a movimenti "di stomaco", etici e mirati a un vero riscatto "democratico" come il "Cinque Stelle" dei Grillini. Quelli di destra che hanno incredibilmente scambiato una combriccola di delinquenti senza colore politico, contro il progresso, contro le regole e contro il senso delle istituzioni, con l'ideologia destrorsa che mette il rigore e il senso delo Stato sopra ogni cosa. Ma soprattutto ce l'ho col POPOLO ITALIANO. Un'accozzaglia di individui singoli incapaci di "fare gruppo", incapaci di usare l'arma dello spirito patriottico e della condivisione degli intenti per sconfiggere il cancro di chi abusa contando proprio su questa mancanza. Un popolo al quale la storia avrebbe già dovuto far capire quanto non possa permettersi certi accentramenti del potere e certe minacce agli equilibri tra poteri e istituzioni. Un popolo falcidiato da una infinita serie di omicidi di mafia perpetrati ai danni di pochi valorosi (e a questo punto stupidi) uomini che hanno sacrificato le loro esistenze per provare a combattere la malavita che oggi è mai come prima collusa con chi amministra le vite, il lavoro, la quotidianità di noi tutti.
IO NON "CI" PERDONERO' MAI.

F. P.

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